Rosa Barba nasce ad Agrigento, in Sicilia, nel 1972. Si forma tra teatro e cinematografia a Erlangen e poi in cinema sperimentale alla Academy of Media Arts di Colonia, in Germania, tra il 1995 e il 2000, per poi completare nel 2018 un dottorato alla Malmö Faculty of Fine and Performing Arts dell'Università di Lund, con una tesi sull'organizzazione anarchica degli spazi cinematografici. Dopo una residenza alla Rijksakademie di Amsterdam (2003–2004), si stabilisce a Berlino, dove vive e lavora tuttora: la città diventa la base da cui costruisce una carriera internazionale fatta di film, installazioni e sculture cinetiche che ridefiniscono il cinema come pratica spaziale.
Il nucleo della sua ricerca sta nel trattare la pellicola non come semplice supporto d'immagine, ma come materiale scultoreo e meccanico. In opere come Stating the Real Sublime (2009) o A Shark Well Governed (2017), proiettori modificati, bobine e strisce di 35mm diventano macchine performative che occupano lo spazio della galleria, mentre film come Solar Flux Recordings (2022) documentano luce e ombra nel tempo lungo, ad esempio sul Palacio de Cristal del Museo Reina Sofía di Madrid. Il risultato è un cinema che si guarda camminandoci intorno, dove il dispositivo tecnico è parte dell'opera quanto l'immagine che produce.
Negli ultimi anni Barba ha ampliato la scala della propria ricerca: nel 2025 presenta al MoMA di New York l'installazione estiva The Ocean of One's Pause, un bilancio di quindici anni di lavoro, mentre con il film 35mm Myth and Mercury e la scultura cinetica They Are Taking All My Letters (entrambe 2025) attraversa paesaggi e archivi del Mediterraneo. Queste opere confluiscono nella grande retrospettiva Frame Time Open, curata da Francesco Stocchi al MAXXI di Roma (26 novembre 2025 – 8 marzo 2026); nell'agosto 2025 le viene inoltre annunciato il Zurich Art Prize 2026, primo caso di un'artista italiana a riceverlo, con una mostra personale al Museum Haus Konstruktiv di Zurigo prevista per l'estate 2026.
Studia cinema alla Academy of Media Arts di Colonia, sviluppando un approccio sperimentale al linguaggio filmico.
Residenza ad Amsterdam e prime opere che trattano la pellicola come materia scultorea; partecipa alla Biennale di Venezia nel 2009.
Espone in musei come Tate Modern, Centre Pompidou e Vienna Secession, vince il Prix International d'Art Contemporain (2015) e il Calder Prize (2020).
Diventa professore a ETH Zurigo, presenta installazioni al MoMA e alla Neue Nationalgalerie, e nel 2025–2026 riceve il Zurich Art Prize e la retrospettiva 'Frame Time Open' al MAXXI.
Partecipa all'edizione internazionale della Biennale.
Seconda partecipazione, con installazioni filmiche.
Mostra personale nella storica sede della Secession viennese.
Presenta un'installazione nella sede del museo berlinese.
Le sue opere sono incluse nel percorso del museo londinese.
Installazione estiva The Ocean of One's Pause, bilancio di quindici anni di lavoro.
Grande retrospettiva Frame Time Open, curata da Francesco Stocchi.
Fondation Prince Pierre de Monaco.
Riconoscimento conferito dalla Calder Foundation.
Museum Haus Konstruktiv e Zurich Insurance Company; annunciato nell'agosto 2025, prima volta per un'artista italiana.
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