Marussig è tra i fondatori del Novecento Italiano nel 1922, ma la sua pittura resta estranea alla retorica trionfale e nazionalista che il gruppo sviluppa negli anni successivi. Costruisce nudi e ritratti su una forma plastica e monumentale, con geometrie diagonali e colori smorzati, guardando a Giorgione e Tiziano più che ai modelli contemporanei. Quella distanza stilistica, mantenuta anche dall'interno del comitato direttivo del movimento, lo rende un caso isolato nella pittura italiana fra le due guerre.
Nasce a Trieste nel 1879 e inizia a disegnare con Eugenio Scomparini. Si forma all'Accademia di Monaco fra il 1899 e il 1901, dove aderisce alla Secessione e conosce Fritz von Uhde, Max Liebermann, Lovis Corinth e Gustav Klimt. Soggiorna a Parigi nel 1905-1906, dove si confronta con Cézanne, Van Gogh, Gauguin, Seurat e Maurice Denis, sviluppando una propria interpretazione del postimpressionismo. Tornato a Trieste nel 1906, si trasferisce nel 1919 a Milano, dove frequenta il salotto di Margherita Sarfatti. Nel 1922 è tra i protagonisti della prima mostra del Novecento Italiano alla Galleria Pesaro ed espone alla Biennale di Venezia con regolarità fino al 1936, dipingendo opere come Autunno (1924) e Venere addormentata (1926). Muore a Pavia nel 1937.
Nasce a Trieste nel 1879; si forma all'Accademia di Monaco (1899-1901), aderendo alla Secessione.
Soggiorna a Parigi nel 1905-1906, confrontandosi con Cézanne, Van Gogh, Gauguin, Seurat e Denis; torna a Trieste nel 1906.
Si trasferisce a Milano nel 1919; nel 1922 è tra i fondatori del Novecento Italiano e dipinge Autunno (1924) e Venere addormentata (1926).
Dal 1928 dipinge i laghi lombardi, come Il lago di Iseo (1932); espone alla Biennale fino al 1936. Muore a Pavia nel 1937.
Espone con regolarità in più edizioni.
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