Che cosa resta del corpo in un oggetto costruito per sembrare intoccato?
Patrick Jackson è uno scultore statunitense nato a Los Angeles nel 1978. Il suo lavoro si muove fra sculture autonome e installazioni ambientali che intervengono sull'architettura stessa della galleria, trasformandola in una scenografia psicologicamente carica. Al centro della ricerca sta il rapporto fra il corpo e gli oggetti che lo circondano: mensole quasi invisibili che fanno sembrare privi di peso oggetti di consumo comuni, rilievi in argilla e gesso che deformano parti del corpo, figure composite assemblate da elementi eterogenei.
Nelle serie di mensole, da Tchotchke Stacks (2010) a My Dark Architect (2020) fino a Liquid Clay (2023), orsacchiotti, scarpe, asciugamani e stoviglie restano sospesi su strutture in vetro e acrilico quasi trasparenti che imitano l'estetica spoglia della fotografia di prodotto online: l'oggetto perde il contatto e la traccia fisica che lo hanno reso familiare. Nello stesso periodo Jackson costruisce sostituti del proprio corpo assemblando teste da reparti di scenografia cinematografica, mani da bambola e piedi da manichino, come in House of Double (2011). Installazioni come The Third Floor (2013), che divide la galleria in tre piani con temperature emotive diverse, o DUM MUD (2018), allestita dentro il proprio appartamento, trattano lo spazio espositivo stesso come un corpo da abitare.
Dal 2016 introduce anche rilievi murali in argilla WED, lo stesso materiale sviluppato dagli Imagineers Disney, scolpiti a mano dentro una cassa di legno larga quanto la sua apertura di braccia: mani, piedi, orecchie e bocche si fondono in immagini ibride che l'artista descrive come un'iconografia del proprio inconscio. Nel 2026, con All Signs Fail, questo repertorio di oggetti e corpi sostitutivi si sposta su temi pubblici: un cartellone sanitario privato del testo, bambole readymade e manifesti cinematografici trovati convivono con una struttura percorribile ispirata all'architettura commemorativa.
TattilitàIl segno del contatto scompare nell'oggetto esposto come merce.
SimulacroManichini, bambole e teste sostituiscono il corpo assente.
ScenografiaL'architettura della galleria diventa set psicologico.
RiproducibilitàSequel, cataloghi e manifesti ripetono la stessa immagine.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Fine anni 2000 · dal 2008, prima personale da François Ghebaly subito dopo il MFA alla University of Southern California
Formazione
2002 · San Francisco Art Institute, San Francisco, US2007 · University of Southern California, Los Angeles, US
Temi
corpomaterialitàoggetto
Linguaggi & media
sculturainstallazioneceramicafotografia
Art Spaces
François GhebalyHammer MuseumNicole KlagsbrunThe HuntingtonCCA Wattis Institute for Contemporary Arts
Residenze
2002 · Marie Walsh Sharpe Art Foundation Studio Residency, New York, US2003 · Lower Manhattan Cultural Council Studio Residency, New York, US2004 · Skowhegan School of Painting and Sculpture, Skowhegan, US
Cronologia della ricerca
2007–2011Corpi sostitutivi
Dopo il MFA assembla teste da reparti di scenografia cinematografica, mani da bambola e piedi da manichino in House of Double (2011), doppi a grandezza naturale del proprio corpo.
2010–2013Le mensole e l'architettura
Con Tchotchke Stacks (2010) inizia la serie di oggetti sospesi su mensole quasi invisibili; in The Third Floor (2013) divide la galleria in tre piani con atmosfere psicologiche distinte.
2016–2018Rilievi e appartamento
Introduce rilievi in argilla e gesso con immagini ibride di parti del corpo; in DUM MUD (2018) trasforma il proprio appartamento in un set espositivo con arredi anni Settanta.
2017Prima personale museale
KNOW YER CITY, prima mostra personale in un'istituzione, unisce fondali teatrali, dipinti su vinile pubblicitario recuperato e fotografie della propria casa.
2019–2023Verso lo spazio pubblico
Con Alley on the Inside (2019) porta l'installazione su un backlot cinematografico; My Dark Architect (2020) e Liquid Clay (2023) sviluppano ulteriormente mensole fluttuanti e rilievi tratti da venticinque anni di taccuini.
2026Immagine pubblica e memoriale
All Signs Fail unisce un cartellone di una campagna sanitaria privato del testo, bambole readymade, manifesti cinematografici trovati e una struttura percorribile di ispirazione commemorativa.
Passaggi istituzionali
2017CCA Wattis Institute for Contemporary Arts, San Francisco
Personale KNOW YER CITY, 1 giugno – 29 luglio 2017, a cura di Leila Grothe e Kim Nguyen.
2017Momentum 9, Nordic Biennial of Contemporary Art, Moss
Partecipazione alla nona edizione della biennale, con premio di acquisizione per l'opera esposta.
2021Hammer Museum e The Huntington, Los Angeles
Made in L.A. 2020: a version, 17 aprile – 1 agosto 2021, a cura di Myriam Ben Salah, Lauren Mackler e Ikechukwu Casmir Onyewuenyi; opere della serie House of Double esposte in entrambe le sedi.
2019Frieze Projects, Los Angeles
Installazione Alley on the Inside, realizzata sul backlot di Paramount Studios in occasione di Frieze Los Angeles.
Premi e riconoscimenti
2022Guggenheim Fellowship
2017Momentum 9 Acquisition Award
Nordic Biennial of Contemporary Art, Moss
2015Pollock-Krasner Foundation Grant
2008Foundation for Contemporary Arts Grant
FONTI VERIFICATEhttps://ghebaly.com/artists/patrick-jackson/ [galleria] — biografia, formazione, descrizione generale della pratica (2026-09-28) · https://ghebaly.com/usr/library/documents/main/artists/30/pjackson_cv_ghebaly.pdf [galleria] — CV completo: nascita, formazione, mostre personali e collettive, premi, residenze (2026-09-28) · https://ghebaly.com/exhibitions/patrick-jackson-all-signs-fail/ [galleria] — descrizione dell'installazione All Signs Fail, 2026 (2026-09-28) · https://ghebaly.com/exhibitions/patrick-jackson-liquid-clay/ [galleria] — descrizione dei lavori Liquid Clay: mensole e rilievi in argilla WED, 2023 (2026-09-28) · https://ghebaly.com/exhibitions/patrick-jackson-dum-mud/ [galleria] — descrizione di DUM MUD, installazione nel proprio appartamento, 2018 (2026-09-28) · https://ghebaly.com/exhibitions/patrick-jackson-my-dark-architect/ [galleria] — descrizione di My Dark Architect: fotografie, mensole, serigrafie, 2020 (2026-09-28) · https://ghebaly.com/exhibitions/patrick-jackson-the-third-floor/ [galleria] — descrizione di The Third Floor, installazione su tre piani, 2013 (2026-09-28) · https://hammer.ucla.edu/made-la-2020-version/patrick-jackson [museo] — biografia, descrizione della pratica, opera Proposal for a Monument esposta in Made in L.A. 2020 (2026-09-28) · https://www.huntington.org/patrick-jackson [museo] — descrizione della partecipazione a Made in L.A. 2020: a version presso The Huntington (2026-09-28) · https://hammer.ucla.edu/exhibitions/2021/made-la-2020-version [museo] — date e curatori di Made in L.A. 2020: a version (2026-09-28) · https://www.cca.edu/newsroom/cca-wattis-institute-announces-solo-exhibitions-patrick-jackson-and-candy-jernigan/ [istituzione] — date e curatori di KNOW YER CITY, CCA Wattis Institute, 2017 (2026-09-28) · https://artviewer.org/patrick-jackson-at-cca-wattis-institute-for-contemporary-arts/ [rivista] — descrizione dei lavori e citazioni sull'installazione KNOW YER CITY (2026-09-28) · https://www.biennialfoundation.org/2017/02/momentum9/ [istituzione] — conferma della partecipazione a Momentum 9, Nordic Biennial of Contemporary Art, 2017 (2026-09-28) · https://www.gf.org/fellows/all-fellows/patrick-jackson [istituzione] — conferma della Guggenheim Fellowship 2022 (2026-09-28) · https://www.frieze.com/article/patrick-jackson-profile-2023 [rivista] — profilo critico: biografia, temi ricorrenti, citazioni dell'artista, House of Double, Alley on the Inside (2026-09-28) · https://www.wallpaper.com/art/patrick-jackson-liquid-clay-francois-ghebaly-gallery-los-angeles [rivista] — descrizione critica della pratica, citazioni sul tema del contatto/non contatto con gli oggetti (2026-09-28)