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Pascale Marthine Tayou

Pascale Marthine Tayou
Camerun, 1967
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Cosa succede quando migliaia di oggetti scartati, raccolti senza gerarchia tra Africa ed Europa, vengono accumulati fino a formare un intero paesaggio?

Pascale Marthine Tayou nasce nel 1967 a Yaoundé, in Camerun. Da giovane intraprende studi di giurisprudenza, che abbandona presto per dedicarsi all'arte da autodidatta, aggiungendo nel corso degli anni Novanta una "e" finale al proprio nome: Pascal diventa Pascale e Marthin diventa Marthine, una doppia declinazione al femminile con cui prende distanza ironica dalle convenzioni dell'autorialità e del genere. Comincia a esporre dal 1994 nei centri culturali del Camerun, prima di affacciarsi sulla scena internazionale.

Dal 2002, anno della sua partecipazione a Documenta 11 a Kassel, la sua pratica si allarga a biennali e musei di tutto il mondo: le Biennali di Venezia del 2005 e del 2009, la Biennale di Istanbul (2003) e quella di Lione (2005), fino alla grande mostra Who Knows Tomorrow alla Neue Nationalgalerie di Berlino (2010), costruita attorno a un'installazione con le bandiere dei 54 stati africani. Dal 2003 vive e lavora a Gand, in Belgio, mantenendo un legame costante con Yaoundé.

Il suo vocabolario nasce dall'accumulo di oggetti poveri e di scarto, sacchetti di plastica, calabasse, specchi, bottiglie, che assembla in installazioni come la serie Plastic Bags o nelle colonne di piatti e tazze di Colonne Pascale (2010). Lavora anche il gesso colorato in disegni murali effimeri e, dal rapporto pluriennale con la Fondazione Berengo a Murano (Glasstress), il vetro soffiato delle sue Poupées Pascales, piccole figure cristalline che rielaborano la statuaria tradizionale africana.

Villaggio globaleLo spostamento tra Camerun ed Europa diventa chiave di lettura per leggere economia, migrazione e identità come fenomeni condivisi.
L'oggetto di scartoSacchetti di plastica, calabasse, specchi e bottiglie vengono salvati dal rifiuto e trasformati in materia scultorea.
Tradizione e artigianatoLe forme della scultura africana tradizionale vengono reinterpretate attraverso tecniche come il vetro soffiato di Murano.
Colore come segnoIl gesso colorato e le tinte vivaci diventano un linguaggio immediato, capace di attraversare culture diverse senza bisogno di traduzione.

Contesto della ricerca

Quando emerge
dal 1994
Temi
OggettoMateriaIdentitàDiasporaVillaggio globaleColonialismoRifiutoVetroColoreComunità
Linguaggi & media
InstallazioneSculturaDisegno (gesso colorato)Vetro soffiatoFotografiaVideoAssemblaggio di oggetti di scarto
Art Spaces
Neue Nationalgalerie, BerlinoSerpentine Galleries, LondraMK Gallery, Milton KeynesMAC Lyon, LioneFondazione Berengo, VeneziaPalais de Tokyo, Parigi
Collezioni
Tate Modern, LondraS.M.A.K., GandMUDAM, Lussemburgo

Cronologia della ricerca

1967Nascita a Yaoundé

Nasce in Camerun; abbandona gli studi di giurisprudenza per dedicarsi all'arte da autodidatta.

1994Primi passi espositivi

Comincia a esporre nei centri culturali del Camerun, prima di affacciarsi sulla scena internazionale.

2002Documenta 11

Partecipa a Documenta 11 di Kassel, punto di svolta per la sua visibilità internazionale.

2003–oggiVita tra Gand e Yaoundé

Si stabilisce in Belgio mantenendo un legame costante con il Camerun, da cui continua a trarre materiali e riferimenti.

Passaggi istituzionali

2005Biennale di Venezia

Partecipa all'edizione del 2005; tornerà nel 2009 con l'installazione Human Being@Work.

2010Neue Nationalgalerie, Berlino

Presenta Who Knows Tomorrow, installazione con le bandiere dei 54 stati africani.

2015Serpentine Galleries, Londra

Mostra personale negli spazi della Serpentine Gallery.

2023–2024Tate Modern, Londra

Una Artist Room è dedicata alle sue opere, tra cui Bend Skin Contrevents e le Poupées Pascales.

Premi e riconoscimenti

2011ARKEN Prize

Fondazione Annie & Otto Johs. Detlefs, Copenaghen; premio di 100.000 corone danesi.

FONTI VERIFICATEhttps://en.wikipedia.org/wiki/Pascale_Marthine_Tayou [enciclopedia]: biografia generale, nome d'arte, ARKEN Prize (accesso 2026-10-07) · https://www.mac-lyon.com/sites/mac/files/2020-07/dp_tayou.pdf [istituzione]: dossier mostra MAC Lyon, biografia, studi di giurisprudenza abbandonati, temi (accesso 2026-10-07) · https://fondazioneberengo.org/pascale-marthine-tayou/ [istituzione]: biografia, Glasstress, lavoro col vetro di Murano (accesso 2026-10-07) · https://www.higheratlas.org/pascale-marthine-tayou [istituzione]: biografia, Biennale di Marrakech (accesso 2026-10-07) · https://smak.be/en/artists/pascale-marthine-tayou [museo]: opera Plastic Bags II in collezione (accesso 2026-10-07) · https://www.mudam.com/collection/pascale-marthine-tayou [museo]: opera Fashion Street (2010) in collezione (accesso 2026-10-07) · https://tate.org.uk/visit/tate-modern/display/materials-and-objects/pascale-marthine-tayou [museo]: opere Bend Skin Contrevents e Poupées Pascales in collezione (accesso 2026-10-07) · https://www.robilantvoena.com/exhibitions/pascale-marthine-tayou [galleria]: Grand Prix Académie des beaux-arts, mostre istituzionali (accesso 2026-10-07) · https://www.galleriacontinua.com/artists/pascale-marthine-tayou-74 [galleria]: galleria che lo rappresenta (accesso 2026-10-07) · https://www.claudinecolin.com/en/508-pascale-marthine-tayou-traffic-jam [galleria/press]: opera Human Being@Work, Traffic Jam (accesso 2026-10-07)

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