Paola Pivi nasce a Milano nel 1971. Dopo una formazione tecnica da ingegnere, a 24 anni si iscrive all'Accademia di Belle Arti, che lascia senza completare il percorso. Il suo debutto pubblico avviene nel 1998 alla Galleria Massimo De Carlo di Milano con 100 Cinesi, un'opera che mette in scena cento persone vestite in modo identico. L'anno seguente, alla 48ª Biennale di Venezia curata da Harald Szeemann, Pivi è una delle cinque artiste italiane – insieme a Monica Bonvicini, Bruna Esposito, Luisa Lambri e Grazia Toderi – a cui viene assegnato il Leone d'Oro. Nel 2003, alla 50ª Biennale di Venezia, presenta la serie fotografica Senza titolo, con animali vivi collocati in scenari innaturali: un asino su una barca in mezzo al mare, zebre su un pendio innevato. Sono immagini costruite senza fotomontaggi: Pivi trasporta davvero gli animali nei luoghi fotografati, impiegando settimane di logistica per pochi secondi di scatto.
Nel 2006 Pivi si trasferisce ad Anchorage, in Alaska, dove vive e lavora da allora. È in questi anni che nasce la serie più riconoscibile della sua produzione: sculture di orsi polari a grandezza naturale, interamente rivestite di piume di tacchino tinte con colori fluorescenti, raffigurati in pose quotidiane o assurde. Gli orsi vengono presentati in forma estesa da Perrotin a New York nel 2013 e tornano in decine di varianti cromatiche in mostre successive, dall'Aspen Art Museum alla High Line di New York, dove nel 2022 Pivi realizza anche You Know Who I Am, una replica in bronzo alta circa sette metri della Statua della Libertà, che indossa a rotazione maschere diverse ispirate a persone reali legate a storie di libertà personale.
Parallelamente alla serie animale, Pivi lavora alla scala dello spazio pubblico. In How I Roll (2012), realizzata per il Public Art Fund a Central Park, un aereo Piper Seneca a sei posti viene sospeso in equilibrio sulle punte delle ali su un perno motorizzato che lo fa ruotare di 360 gradi per tutta l'estate newyorkese. Nello stesso 2012 presenta al Castello di Rivoli di Torino Tulkus 1880 to 2018, un progetto di ricerca storica e fotografica su oltre mille ritratti di tulku, i maestri reincarnati del buddhismo tibetano, mai destinati alla vendita. La sua produzione più recente comprende la personale World Record al MAXXI di Roma (2019), I Want It All all'Andy Warhol Museum di Pittsburgh (2022) e, nel 2025, le mostre alla Art Gallery of Western Australia di Perth. Le sue opere sono entrate nelle collezioni permanenti di istituzioni come il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, il Centre Pompidou di Parigi e il MAXXI di Roma.
Prima personale, 100 Cinesi, Galleria Massimo De Carlo, Milano.
Riceve il Leone d'Oro alla 48ª Biennale di Venezia, premio condiviso con altre quattro artiste italiane.
Si trasferisce ad Anchorage; nasce la serie degli orsi polari rivestiti di piume colorate.
How I Roll, Public Art Fund, Central Park, New York; Tulkus 1880 to 2018, Castello di Rivoli, Torino.
Partecipazione, a cura di Harald Szeemann.
Serie fotografica Senza titolo.
Partecipazione.
Partecipazione.
Italics.
Performance 1000.
How I Roll, Public Art Fund.
Tulkus 1880 to 2018.
Partecipazione.
World Record.
Lies Lies Lies.
I Want It All.
You Know Who I Am.
Personale.
Premio condiviso con altre quattro artiste italiane: Monica Bonvicini, Bruna Esposito, Luisa Lambri e Grazia Toderi.
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