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Ottone Rosai

Ottone Rosai
Italia, 1895–1957
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Perché gli avventori d'osteria, pur seduti fianco a fianco, sembrano così soli?

Rosai dipinge le osterie fiorentine come architetture di tavoli, sedie e pareti che si fanno quasi murarie: in opere come Caffè Bottegone (1920) e Interno con figure (1935) i giocatori di carte restano fianco a fianco ma visivamente separati, racchiusi in una regolarità che pesa più di quanto unisca. Savinio li definì figure “tozze” e “monumentali”: non festose scene di popolo, ma spazi dove la socialità è già incrinata, fatta di attesa più che di incontro.

Nasce a Firenze il 28 aprile 1895, figlio di un falegname; frequenta l'Istituto d'Arte di Firenze dal 1906 e poi l'Accademia di Belle Arti di Firenze, da cui viene espulso nel 1912 dopo uno scontro con un insegnante. Introdotto al futurismo da Ardengo Soffici e Giovanni Papini, nel 1913 debutta a Pistoia e l'anno dopo espone alla Esposizione libera futurista della galleria Sprovieri di Roma, dove conosce Marinetti, con opere come Dinamismo bar San Marco e Scomposizione di una strada. Combatte volontario nella prima guerra mondiale, guadagnando due medaglie d'argento. Dal 1919 abbandona il futurismo per un figurativismo di osterie e vita popolare: la prima personale, nel 1920 a Firenze, introduce i Giocatori di toppa; seguono Via Toscanella (1922) e, nel 1932, la mostra di Palazzo Ferroni che lo consacra. Dopo la morte del padre nel 1922 gestisce la falegnameria di famiglia fino al 1931, quando si dedica interamente alla pittura. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Firenze dal 1942, ma ne viene allontanato dopo la guerra. Muore a Ivrea il 13 maggio 1957, per un infarto, mentre allestisce una mostra a lui dedicata al Centro Culturale Olivetti.

OSTERIE E GIOCATORIDipinge tavoli e sedie come architetture che isolano i suoi avventori.
FUTURISMO FIORENTINOEsordisce nel 1914 tra collage e scomposizioni dinamiche con il gruppo di Lacerba.
RITRATTO POPOLAREFissa figure tozze e monumentali di popolani, amici e letterati nella serie Gli Amici.
PAESAGGIO TOSCANORiduce piazze e vicoli fiorentini a volumi essenziali, quasi scultorei.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Inizio anni 1920 · dalla prima personale a Palazzo Capponi al debutto dei Giocatori di toppa (1920)
Formazione
Istituto d'Arte di FirenzeFirenze, IT 🇮🇹, corso di disegno ornato, dal 1906fino al 1912 · Accademia di Belle Arti di FirenzeFirenze, IT 🇮🇹, scuola libera del nudo e di incisione
Temi
Osterie e giochi di carteVita popolare fiorentinaPaesaggio toscanoRitratti di amiciGuerraFuturismo fiorentino
Linguaggi & media
PitturaDisegnoAcquaforteScrittura
Art Figures
Ardengo Soffici ·Lo introduce agli ambienti futuristi di Lacerba dal 1912-13Giovanni Papini ·Tra i primi intellettuali che lo avvicinano al futurismoFilippo Tommaso Marinetti ·Incontrato nel 1913 a Pistoia, leader del movimento futurista
Art Spaces
Galleria Sprovieri, Roma ·Esposizione libera futurista, 1914Galleria del Milione, Milano ·Personale nel 1931Palazzo Ferroni, Firenze ·Personale nel 1932, la mostra della consacrazioneGalleria La Strozzina, Firenze ·Personale negli anni Cinquanta
Collezioni
Museo Novecento, FirenzeGalleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, FirenzePinacoteca Nazionale di BolognaMuseo Palazzo Ricci, MacerataMAGI '900, Pieve di Cento

Cronologia della ricerca

1906–1912Formazione e espulsioni

Frequenta l'Istituto d'Arte di Firenze dal 1906 e poi l'Accademia di Belle Arti di Firenze, da cui viene espulso nel 1912 dopo un diverbio con l'insegnante Arturo Calosci; inizia a frequentare gli ambienti di Lacerba.

1913–1918Futurismo e guerra

Debutta nel 1913 a Pistoia ed espone nel 1914 alla Esposizione libera futurista della galleria Sprovieri con Dinamismo bar San Marco e Scomposizione di una strada; combatte volontario nella prima guerra mondiale, guadagnando due medaglie d'argento.

1919–1932Osterie e consacrazione

Abbandona il futurismo per il figurativismo popolare: la prima personale del 1920 introduce i Giocatori di toppa, seguita da Via Toscanella (1922); la personale di Palazzo Ferroni nel 1932 lo consacra.

1935–1957Maturità e ultimi anni

Realizza i pannelli Paesaggi toscani per la stazione di Firenze (1935-1938), insegna all'Accademia dal 1942 e ne viene allontanato dopo la guerra; nel 1956 una retrospettiva alla Biennale di Venezia precede la morte a Ivrea, nel maggio 1957.

Passaggi istituzionali

1932Biennale di Venezia

Prima partecipazione.

1956Biennale di Venezia

Retrospettiva dedicata al suo percorso.

FONTI VERIFICATETreccani, Dizionario Biografico degli Italiani · Wikipedia (incrociata con Treccani e Finestre sull'Arte per le date) · Museo Novecento, Firenze

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