Diplomata alla School of the Art Institute of Chicago nel 1949, studia a Parigi da André Lhote e all'École des Beaux-Arts, e fra il 1959 e il 1964 vive nella capitale francese con il marito Leon Golub: sono gli anni dei Black Paintings, superfici scure a olio su tela. Tornata a New York abbandona la tela per la carta, più mobile ed economica, e apertamente antimonumentale. Dal 1966 la War Series usa gouache e inchiostro su fogli di piccolo formato contro la guerra in Vietnam; seguono gli Artaud Paintings e il Codex Artaud, del 1971-72, rotoli orizzontali di fogli incollati.
Dal 1974 Spero costruisce un lessico figurale: i disegni diventano matrici di zinco, stampate a mano direttamente sulla carta oppure stampate, ritagliate e ricollocate per collage, con la pressione della mano che rende ogni impronta diversa. Torture of Women, del 1976, mette quattordici pannelli di testimonianze giudiziarie accanto alle figure; Notes in Time, del 1979, è lungo sessantaquattro metri; The First Language, del 1981, è fatto di ventidue pannelli senza una parola. Dagli anni Ottanta le stesse matrici migrano su muro e su vetro. È fra le fondatrici della A.I.R. Gallery, nel 1972, la prima galleria non profit di sole artiste negli Stati Uniti, dove resta fino al 1986.
La formazione alla School of the Art Institute, con il diploma nel 1949.
Sono gli anni dei Black Paintings, superfici scure a olio su tela, prima dell'abbandono della tela per la carta, più mobile, economica e apertamente antimonumentale.
War Series, Artaud Paintings e l'attivismo nei gruppi di artisti contro la guerra.
Dal 1974 le matrici di zinco stampate a mano costruiscono un lessico figurale: Torture of Women affianca alle figure quattordici pannelli di testimonianze giudiziarie, Notes in Time si distende per sessantaquattro metri, The First Language allinea ventidue pannelli senza una parola.
Le stesse matrici migrano dalla carta al muro e al vetro, portando il lessico figurale alla scala dell'installazione; del 2007 è Maypole.
È fra le fondatrici della prima galleria non profit di sole artiste negli Stati Uniti.
Quattordici pannelli con testimonianze di donne torturate, esposti alla A.I.R. Gallery.
Works Since 1950, prima retrospettiva museale americana, poi al MIT List Visual Arts Center.
Artemis, Acrobats, Divas and Dancers: ventidue pannelli in mosaico di vetro alla stazione 66 St–Lincoln Center.
Maypole: Take No Prisoners, commissionata da Robert Storr per l'ingresso della mostra.
Woman as Protagonist, con l'Herbert-Boeckl-Preis.
Paper Mirror, a cura di Julie Ault, 31 marzo – 23 giugno.
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