Che cosa diventa il corpo quando i suoi resti si mescolano alla materia sintetica?
Mimosa Echard è un'artista nata ad Alès nel 1986. La sua ricerca raccoglie materiali naturali e sintetici, spesso legati al proprio corpo e alla vita quotidiana: cera depilatoria, pillole contraccettive, capelli, alghe, licheni, oggetti industriali. Questi elementi vengono assemblati in pannelli, sculture e installazioni che confondono i confini tra pittura e oggetto, tra ciò che è vivo e ciò che è stato fabbricato.
Il lavoro incorpora la materia invece di rappresentarla: in A/B (2016) pannelli in plexiglas mostrano sul retro la trama grezza di cera e sostanze vegetali, mentre la superficie frontale resta liscia. In Numbs (2021) immagini fotografiche di figure androgine, tratte da archivi personali, vengono coperte da oggetti femminili fissati con lattice, così il corpo raffigurato resta parzialmente nascosto. Nell'installazione Escape more (2022), presentata per il Prix Marcel Duchamp, una parete lascia scorrere un velo d'acqua davanti a oggetti e immagini personali, e il movimento del liquido impedisce allo spettatore di vederli con chiarezza.
Con Sporal (2022) la ricerca si apre a un dispositivo digitale: un videogioco in cui lo spettatore esplora le cavità di un organismo unicellulare capace di automodificarsi. Nei lavori più recenti, come Lies (2024) e Facial (2025), i materiali domestici lasciano spazio a superfici urbane: insegne di saloni di bellezza, tessuti anti-radiazioni e immagini di sorveglianza raccolte per strada entrano nella stessa grammatica di accumulo e stratificazione.
Materialità del corpoCera, pillole e capelli parlano del corpo femminile.
Ibridazione naturaleMateriali organici e sintetici formano lo stesso organismo.
Sguardo ostacolatoSchermi e liquidi filtrano ciò che lo spettatore può vedere.
SessualitàMixomiceti con centinaia di sessi ridefiniscono la riproduzione.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Inizio anni 2010 · dal 2012, prima installazione site-specific al Palais de Tokyo
Formazione
2010 · École nationale supérieure des Arts Décoratifs, Parigi, FR
Temi
corpomaterianaturametamorfosi
Linguaggi & media
installazionesculturavideo
Art Figures
Daria de Beauvais · cura Booster (Palais de Tokyo, 2012) e la personale Sporal (Palais de Tokyo, 2022), relazione curatoriale documentata su un decennio
Art Spaces
Galerie Chantal CrouselMartina SimetiPalais de TokyoCentre PompidouLafayette AnticipationsCollection Lambert
Residenze
2014–15 · Cité internationale des arts, Parigi, FR2019 · Villa Kujoyama, Kyoto, JP2022 · Villa Albertine, Miami, US
Collezioni
Centre Pompidou, ParigiFondation Louis Vuitton, ParigiMusée d'Art Moderne de la Ville de Paris, ParigiFrac Île-de-France
Cronologia della ricerca
2012–2019Materia raccolta
Cere, pillole e oggetti raccolti nella vita quotidiana vengono assemblati in pannelli come A/B (2016), a metà tra pittura e reperto.
2020–2022Schermo e organismo
In Numbs (2021) il corpo fotografato resta parzialmente coperto, in Sporal e Escape more (2022) liquidi e un videogioco mettono lo spettatore davanti a un organismo che si automodifica.
dal 2024Superficie urbana
In Lies (2024) e Facial (2025) materiali domestici lasciano spazio a insegne, tessuti anti-radiazioni e immagini di sorveglianza raccolte in città.
Passaggi istituzionali
2022Palais de Tokyo, Parigi
Sporal, mostra personale
2022Centre Pompidou, Parigi
esposizione dei finalisti del Prix Marcel Duchamp, con l'installazione Escape more
2012Palais de Tokyo, Parigi
installazione site-specific Booster, a cura di Daria de Beauvais