Perché togliere le persone da una città per fotografarne la memoria?
Jodice svuota i luoghi: fotografa Napoli, i siti greco-romani e il bacino mediterraneo nelle ore in cui non c'è nessuno, poi lavora la stampa in camera oscura finché il bianco e nero perde l'ora del giorno. Davanti all'obiettivo restano pietra, acqua, statue, e gli occhi di una testa di bronzo tornano a guardare chi guarda. È una fotografia che non descrive un posto ma ne misura il tempo accumulato: al ritratto di una persona preferisce l'impronta che i corpi hanno lasciato sulle cose, e all'inquadratura documentaria una luce costruita a mano.
Nato a Napoli nel 1934, nel rione Sanità, comincia a lavorare da ragazzo e si forma da solo su disegno, pittura e scultura; alla fine degli anni Cinquanta scelge la fotografia. Negli anni Sessanta usa il mezzo come materia, con collage, tagli e luce stroboscopica, e frequenta a Napoli gli artisti delle neoavanguardie. Le sue immagini arrivano al pubblico in una libreria napoletana nel 1967 e, l'anno dopo, nel Palazzo Ducale di Urbino. Dal 1970 al 1994 insegna fotografia all'Accademia di Belle Arti di Napoli. Nello stesso decennio lavora sul Mezzogiorno con storici e antropologi: l'inchiesta Il ventre del colera sull'epidemia del 1973, il libro Chi è devoto sulla ritualità popolare, i reportage su lavoro minorile, carceri e ospedali psichiatrici. Dal 1985 il progetto Mediterraneo lo porta sull'antichità greco-romana, da Paestum a Pompei; seguono i ritratti urbani di New York, Parigi, Boston, São Paulo, Tokyo e Mosca, il ciclo Eden e Isolario mediterraneo. Muore a Napoli nel 2025.
ASSENZACittà e siti fotografati quando non c'è nessuno
ANTICHITÀStatue, teste di bronzo e rovine trattate come presenze
CAMERA OSCURAStampa lavorata a mano, luce senza ora del giorno
INCHIESTAColera, lavoro minorile, carceri e ospedali psichiatrici
Contesto della ricerca
Quando emerge
Fine anni 1960 · dai primi interventi sul negativo al ciclo Persona
Roberto De Simone · con lui nasce il libro Chi è devoto, sulla ritualità popolare campanaVan Deren Coke · cura nel 1981 la rassegna del San Francisco Museum of Modern Art che accoglie le sue immaginiMario Martone · gli dedica nel 2023 il documentario Un ritratto in movimento
Art Spaces
Galleria Lia Rumma, Napoli · galleria che lo rappresenta e dove nasce il ciclo EdenVistamare, Milano · sede delle sue ricerche sulla camera oscura e la camera chiaraStudio Trisorio, Napoli · spazio dei suoi primi cicli sperimentali napoletani
Collezioni
Museo e Real Bosco di Capodimonte, NapoliMuseo Madre, NapoliSan Francisco Museum of Modern ArtPhiladelphia Museum of ArtBibliothèque nationale de France, ParigiLibrary of Congress, Washington
Cronologia della ricerca
anni 1960Il mezzo come materia
Passa dal disegno e dalla pittura alla fotografia e la tratta come un materiale da manipolare: collage, tagli sulla superficie, doppie esposizioni e luce stroboscopica. Il ritratto viene scomposto in sequenza nel ciclo Persona, mentre Nudi stroboscopici e Frattura (1970) spingono il corpo fuori fuoco.
1970-1979L'inchiesta e il libro
Porta la macchina nelle strade, nelle carceri e negli ospedali psichiatrici e lavora accanto a storici e antropologi. Il ventre del colera, sull'epidemia del 1973, e Chi è devoto, sulla ritualità popolare, spostano il formato dall'immagine singola alla sequenza e al libro fotografico.
1978-1990La città senza nessuno
Con Vedute di Napoli, avviata nel 1978, la figura umana esce dall'inquadratura: tempi lunghi, stampe schiarite, strade e piazze vuote. Lo stesso procedimento diventa un metodo e passa ai ritratti urbani e al ciclo La città invisibile.
dal 1985Pietra, acqua, sguardo
Il lavoro si sposta sull'antico e sul mare: con Mediterraneo e Isolario mediterraneo fotografa statue, teste di bronzo e acqua in primo piano, trattando i reperti come ritratti. Nel 2008 Transiti accosta frammenti di dipinti antichi a volti di napoletani di oggi in ventuno polittici; Les Yeux du Louvre (2011) e Jodice/Canova portano lo stesso sguardo ravvicinato sulla scultura.
Passaggi istituzionali
1981San Francisco Museum of Modern Art
Le sue immagini entrano in Facets of the Permanent Collection, rassegna curata da Van Deren Coke.
1995Philadelphia Museum of Art
Mediterranean: Photographs by Mimmo Jodice, dedicata al ciclo sull'antichità greco-romana.
2000Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma
Personale romana nell'anno in cui il lavoro passa anche al Castello di Rivoli.
2001Galleria d'Arte Moderna, Torino
Retrospettiva a cura di Pier Giovanni Castagnoli.
2008Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli
Presentazione di Transiti, ventuno polittici poi entrati nelle collezioni del museo.
2016Museo Madre, Napoli
Retrospettiva a cura di Andrea Viliani.
2025Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli
Il museo gli intitola una sala permanente, inaugurata il 21 novembre.
Premi e riconoscimenti
2003Premio Antonio Feltrinelli
Accademia Nazionale dei Lincei, assegnato per la prima volta alla fotografia.
FONTI VERIFICATEhttps://capodimonte.cultura.gov.it/mdc/uploads/2025/11/CS-Mimmo-Jodice-Inaugurazione-sala-commemorativa.pdf [museo statale, comunicato stampa]: nascita a Napoli il 29 marzo 1934 e morte il 27 ottobre 2025, sala commemorativa inaugurata il 21 novembre 2025, ciclo Transiti del 2008 (ventuno polittici, cinquantacinque stampe) e opere in collezione (2026-11-06) · https://www.palazzoesposizioniroma.it/mostra/en-us-biographical-profile [istituzione pubblica]: formazione da disegno, pittura e scultura, corsi all'Accademia di Belle Arti di Napoli dal 1970 e insegnamento fino al 1994, Vedute di Napoli, Mediterraneo, Eden, Isolario mediterraneo, passaggi museali 1981-2008 (2026-11-06) · https://admin.liarumma.it/wp-content/uploads/2024/02/MIJO-Ita.pdf [galleria che lo rappresenta, biografia ufficiale]: autodidatta negli anni Cinquanta, cicli Persona e Chi è devoto, Transiti, Les Yeux du Louvre, Jodice/Canova, Premio Antonio Feltrinelli 2003, collezioni pubbliche (2026-11-06) · https://www.artribune.com/arti-visive/fotografia/2025/10/morto-fotografo-mimmo-jodice-oltre-60-anni-carriera/ [rivista d'arte]: rione Sanità, cicli Nudi stroboscopici, Taglio, Frattura, Il ventre del colera, La città invisibile, retrospettive GAM Torino 2001 e Madre 2016 (2026-11-06). Sul giorno della morte si riporta qui solo l'anno: il comunicato del museo indica il 27 ottobre 2025.