Reggiani costruisce le sue composizioni astratte con la stessa logica modulare con cui gli architetti razionalisti progettano un edificio: griglie di proporzioni, campiture piatte e rapporti calcolati fra le parti, mai una forma lasciata al gesto libero. L'anomalia è che il metodo nasce dal confronto diretto con progettisti come Figini, Pollini e Terragni, non da una teoria pittorica isolata. Il risultato è una pittura che tratta la tela come una pianta da costruire, dove ogni superficie colorata regge un rapporto di misura con le altre.
Nasce l'11 agosto 1897 a Nonantola, in provincia di Modena. Studia al Regio Istituto di Belle Arti di Modena dal 1911 al 1917 e, dopo il servizio militare, si iscrive nel 1920 al Regio Istituto di Belle Arti di Firenze. Nel 1924 lo scultore Giuseppe Graziosi lo introduce nell'ambiente artistico milanese, dove si stabilisce, e nel 1926 soggiorna a Parigi, dove conosce da vicino le opere di Cézanne e Juan Gris. Entra in contatto con la Galleria del Milione tramite Alberto Sartoris e nel novembre 1934 firma quello che è considerato il primo manifesto dell'astrattismo italiano; l'anno dopo partecipa alla Quadriennale di Roma e alla Mostra di Bianco e nero del Milione, mentre alcune sue opere compaiono sul quarto cahier del movimento parigino Abstraction-Création. Tra il 1936 e il 1939 lavora a contatto con architetti razionalisti come Luigi Figini, Gino Pollini e Giuseppe Terragni. Richiamato alle armi nel 1940, combatte sul fronte russo; nel 1943 un bombardamento distrugge il suo studio milanese con circa duecento opere. Dal 1945 insegna all'Accademia di Brera, dove nel 1962 ottiene la cattedra di pittura, e nel 1954 diventa presidente del MAC, il Movimento Arte Concreta. Muore a Milano il 20 maggio 1980.
Nasce a Nonantola, in provincia di Modena; studia al Regio Istituto di Belle Arti di Modena dal 1911 al 1917 e, dal 1920, al Regio Istituto di Belle Arti di Firenze.
Si stabilisce a Milano nel 1924 e soggiorna a Parigi nel 1926; entra in contatto con la Galleria del Milione e nel 1934 firma il primo manifesto dell'astrattismo italiano; nel 1935 partecipa alla Quadriennale di Roma.
Lavora a contatto con gli architetti razionalisti Figini, Pollini e Terragni; richiamato alle armi nel 1940 combatte sul fronte russo, e nel 1943 un bombardamento distrugge il suo studio milanese con circa duecento opere.
Insegna all'Accademia di Brera dal 1945, dove nel 1962 ottiene la cattedra di pittura; è presidente del MAC tra il 1954 e il 1955 e ha sale personali alla Biennale di Venezia nel 1952, 1956 e 1962. Dal 1974 adotta una pittura sistemica per moduli e bande. Muore a Milano nel 1980.
Prima partecipazione alla rassegna.
Partecipa alla prima edizione della rassegna.
Prima sala personale alla rassegna, seguita da quelle del 1956 e del 1962.
Vince per due edizioni consecutive il premio di pittura di Francavilla al Mare.
Riceve un premio per la sua attività nell'incisione, nello stesso anno di un riconoscimento alla Quadriennale di Roma.
Onorificenza per la scuola, la cultura e l'arte.
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