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Mauro Reggiani

Mauro Reggiani
Nonantola, Italia, 1897 – 1980
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Perché applicare a una composizione astratta le stesse regole di proporzione di un edificio razionalista?

Reggiani costruisce le sue composizioni astratte con la stessa logica modulare con cui gli architetti razionalisti progettano un edificio: griglie di proporzioni, campiture piatte e rapporti calcolati fra le parti, mai una forma lasciata al gesto libero. L'anomalia è che il metodo nasce dal confronto diretto con progettisti come Figini, Pollini e Terragni, non da una teoria pittorica isolata. Il risultato è una pittura che tratta la tela come una pianta da costruire, dove ogni superficie colorata regge un rapporto di misura con le altre.

Nasce l'11 agosto 1897 a Nonantola, in provincia di Modena. Studia al Regio Istituto di Belle Arti di Modena dal 1911 al 1917 e, dopo il servizio militare, si iscrive nel 1920 al Regio Istituto di Belle Arti di Firenze. Nel 1924 lo scultore Giuseppe Graziosi lo introduce nell'ambiente artistico milanese, dove si stabilisce, e nel 1926 soggiorna a Parigi, dove conosce da vicino le opere di Cézanne e Juan Gris. Entra in contatto con la Galleria del Milione tramite Alberto Sartoris e nel novembre 1934 firma quello che è considerato il primo manifesto dell'astrattismo italiano; l'anno dopo partecipa alla Quadriennale di Roma e alla Mostra di Bianco e nero del Milione, mentre alcune sue opere compaiono sul quarto cahier del movimento parigino Abstraction-Création. Tra il 1936 e il 1939 lavora a contatto con architetti razionalisti come Luigi Figini, Gino Pollini e Giuseppe Terragni. Richiamato alle armi nel 1940, combatte sul fronte russo; nel 1943 un bombardamento distrugge il suo studio milanese con circa duecento opere. Dal 1945 insegna all'Accademia di Brera, dove nel 1962 ottiene la cattedra di pittura, e nel 1954 diventa presidente del MAC, il Movimento Arte Concreta. Muore a Milano il 20 maggio 1980.

Composizione modularegriglie di proporzione e campiture piatte come in un progetto architettonico
Astrattismo italianotra i primi firmatari del manifesto dell'astrattismo in Italia nel 1934
Dialogo con l'architettura razionalistail confronto con Figini, Pollini e Terragni orienta il suo metodo compositivo
Pittura sistemicadagli anni Settanta lavora per moduli e bande di colore in sequenza

Contesto della ricerca

Quando emerge
Inizio anni 1930 · dal contatto con la Galleria del Milione al manifesto dell'astrattismo italiano
Formazione
1911–1917 · Regio Istituto di Belle Arti di ModenaModena, IT 🇮🇹, Italia1920 · Regio Istituto di Belle Arti di FirenzeFirenze, IT 🇮🇹, Italia
Temi
AstrattismoRazionalismoMACComposizione modularePittura sistemica
Linguaggi & media
PitturaIncisioneCeramica
Art Figures
Giuseppe Graziosi · lo scultore che nel 1924 lo introduce nell'ambiente artistico milaneseAlberto Sartoris · lo fa entrare in contatto con la Galleria del MilioneGiuseppe Terragni · architetto razionalista con cui si confronta tra il 1936 e il 1939Enzo Pagani · collabora con lui alla Galleria del Grattacielo di Milano dal 1957 al 1966
Art Spaces
Galleria del Milione, Milano · dove firma nel 1934 il primo manifesto dell'astrattismo italianoGalleria del Grattacielo, Milano · collaborazione con Enzo Pagani tra il 1957 e il 1966
Collezioni
MAGI '900, Pieve di CentoMuseo d'Arte Contemporanea di Villa Croce, Genova

Cronologia della ricerca

1897–1920Nascita e formazione

Nasce a Nonantola, in provincia di Modena; studia al Regio Istituto di Belle Arti di Modena dal 1911 al 1917 e, dal 1920, al Regio Istituto di Belle Arti di Firenze.

1924–1935Milano e astrattismo

Si stabilisce a Milano nel 1924 e soggiorna a Parigi nel 1926; entra in contatto con la Galleria del Milione e nel 1934 firma il primo manifesto dell'astrattismo italiano; nel 1935 partecipa alla Quadriennale di Roma.

1936–1943Razionalismo e guerra

Lavora a contatto con gli architetti razionalisti Figini, Pollini e Terragni; richiamato alle armi nel 1940 combatte sul fronte russo, e nel 1943 un bombardamento distrugge il suo studio milanese con circa duecento opere.

1945–1980Brera, MAC e pittura sistemica

Insegna all'Accademia di Brera dal 1945, dove nel 1962 ottiene la cattedra di pittura; è presidente del MAC tra il 1954 e il 1955 e ha sale personali alla Biennale di Venezia nel 1952, 1956 e 1962. Dal 1974 adotta una pittura sistemica per moduli e bande. Muore a Milano nel 1980.

Passaggi istituzionali

1935Quadriennale di Roma

Prima partecipazione alla rassegna.

1951I Biennale di San Paolo del Brasile

Partecipa alla prima edizione della rassegna.

1952Biennale di Venezia

Prima sala personale alla rassegna, seguita da quelle del 1956 e del 1962.

Premi e riconoscimenti

1947-1948Premio F.P. Michetti

Vince per due edizioni consecutive il premio di pittura di Francavilla al Mare.

1965VI Biennale dell'Incisione Italiana Contemporanea, Venezia

Riceve un premio per la sua attività nell'incisione, nello stesso anno di un riconoscimento alla Quadriennale di Roma.

1967Medaglia d'oro del Presidente della Repubblica

Onorificenza per la scuola, la cultura e l'arte.

FONTI VERIFICATEhttps://www.treccani.it/enciclopedia/mauro-reggiani_(Dizionario-Biografico) · https://www.magi900.com/collections/mauro-reggiani/?lang=en · https://bbcc.regione.emilia-romagna.it/samira/api/print/card/175702

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