Nata ad Alessandria nel 1972, Marzia Migliora vive e lavora a Torino. Si forma in fotografia alla Fondazione Studio Marangoni di Firenze negli anni Novanta, dove un workshop con Martin Parr la spinge verso un uso sperimentale dell'immagine. Le prime opere usano il corpo come strumento di auto-esplorazione: in 59 passi (2001) l'artista cammina in punta di piedi su biglie di vetro contando i passi ad alta voce, mentre in Efi (2002), filmato nella Baia di Augusta in Sicilia, pulisce ostinatamente il relitto di una nave in condizioni di estrema precarietà. Dal 2007 è rappresentata dalla Galleria Lia Rumma (Milano/Napoli).
Nel decennio successivo il lavoro si concentra sul rapporto tra corpo, industria e sistemi di sfruttamento. Tanatosi (2006, Fondazione Merz, Torino) usa 600 formelle in ceramica bianca con iscrizioni in braille e latino per indagare la percezione tattile. Nel 2012 realizza al MAXXI di Roma la performance Capienza massima meno uno, invitando circa mille persone a sovraffollare la sala principale del museo fino al limite strutturale di capienza massima, trasformando un termine ingegneristico in metafora della resistenza umana e sistemica. Nel 2016, alla Galleria Lia Rumma di Milano, Forza Lavoro monta piastrelle di carbone pressato che richiamano il soffitto del Palazzo del Lavoro di Pier Luigi Nervi a Torino. Nel 2015 è tra gli artisti selezionati da Vincenzo Trione per Codice Italia, il Padiglione Italia alla 56. Biennale di Venezia. Nel 2017 realizza Velme, cinque installazioni site-specific a Ca' Rezzonico (Museo del Settecento Veneziano) prodotte con Fondazione Merz e MUVE.
Dal 2017 la ricerca si apre a una prospettiva multispecie e post-antropocentrica. Lo Spettro di Malthus (2020-2021, Museo MA*GA di Gallarate, a cura di Matteo Lucchetti, progetto Italian Council 2019) comprende un'installazione immersiva in realtà virtuale che scende per oltre 100 metri nelle miniere di sale siciliane di Petralia e Racalmuto, affiancata dai collage Paradossi dell'Abbondanza (2017; un esemplare è stato acquisito dal museo MADRE di Napoli dopo la mostra Rethinking Nature, 2021-2022). Tra il 2022 e il 2023 è artista in residenza al MAO - Museo d'Arte Orientale di Torino, dove realizza Il rituale del serpente, cinque arazzi monumentali ispirati agli studi iconografici di Aby Warburg, poi acquisiti nella collezione permanente del museo. Nel 2024 esce la sua prima monografia, Marzia Migliora. Seven Imaginative Exhibitions 1993-2024 (Nero Editions, progetto Italian Council 2023). Nel 2025, a Palazzo Abatellis di Palermo, la mostra Minuto Mantenimento presenta cinque tute-scultura e trenta disegni realizzati in laboratori con persone in esecuzione penale esterna.
Formazione fotografica alla Fondazione Studio Marangoni di Firenze; primi video performativi come 59 passi (2001).
Tanatosi (Fondazione Merz) e Capienza massima meno uno (MAXXI).
Partecipazione a Codice Italia, Padiglione Italia, Biennale di Venezia; Velme a Ca' Rezzonico con Fondazione Merz e MUVE.
Lo Spettro di Malthus, residenza al MAO di Torino, acquisizione al Museo delle Civiltà, monografia Seven Imaginative Exhibitions 1993-2024.
Tanatosi.
Performance Capienza massima meno uno.
Partecipazione a Codice Italia, a cura di Vincenzo Trione.
Installazioni site-specific Velme.
Mostra Lo Spettro di Malthus, a cura di Matteo Lucchetti.
Partecipazione a Rethinking Nature.
Residenza e opera Il rituale del serpente, poi acquisita dal museo.
Mostra Minuto Mantenimento.
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