Marc Chagall nasce a Vitebsk, in Bielorussia, allora parte integrante dell’Impero russo, il 7 luglio 1887, in una famiglia ebraica di condizione modesta. Fra il 1907 e il 1909 è a San Pietroburgo, dove studia in diverse accademie e lavora nello studio di Léon Bakst, scenografo dei Ballets Russes.
Dal 1911 è a Parigi, alla Ruche di Montparnasse, dove incontra Max Jacob, André Salmon, Blaise Cendrars e Guillaume Apollinaire, e fra gli artisti i Delaunay, Léger, Soutine, Lipchitz, Kissling, Archipenko e Modigliani. È lì che, come scrive il museo di Nizza, «sviluppa una visione personale che mescola fantasia e fantastico con prestiti dal Futurismo, dal Cubismo e dal Suprematismo».
Tornato in Russia allo scoppio della guerra, nel 1917 sostiene gli ideali della Rivoluzione e viene nominato direttore di una scuola di belle arti e commissario per le belle arti di Vitebsk; poco dopo Malevič, Lissitzky, Pougny e gli altri suprematisti gli si oppongono. Lavora allora alla decorazione del Teatro ebraico di Mosca, oggi riconosciuta come il capolavoro della sua giovinezza. Dal 1923 è di nuovo a Parigi; nel 1941, occupata la Francia, l’esilio negli Stati Uniti; dal 1948 il ritorno, e dal 1950 la casa a Vence.
L’infanzia in una famiglia ebraica di Vitebsk; fra il 1907 e il 1909 San Pietroburgo e lo studio di Léon Bakst.
Gli anni della Ruche e gli incontri parigini; poi il ritorno in Russia, il ruolo di commissario per le belle arti di Vitebsk, l’opposizione dei suprematisti e la decorazione del Teatro ebraico di Mosca.
Il rientro a Parigi grazie a Vollard, le grandi suites incise, il viaggio in Palestina e i quaranta guazzi per la Bibbia. Nel 1937 la cittadinanza francese, con il sostegno di Jean Paulhan. Nel 1938 la Bianca crocifissione.
Negli anni dell'esilio la pittura resta sostenuta da una necessità poetica e mistica: la memoria del villaggio dell'infanzia e della cultura ebraica dell'Impero russo non fa da soggetto ma da struttura stessa del quadro, rifondata ogni volta dentro il colore.
La pittura esce dal quadro: vetrate, arazzi, ceramica e un grande plafond dipinto portano il suo colore nell'architettura e nello spazio pubblico.
Marc Chagall, 9 aprile – 23 giugno, a cura di James Johnson Sweeney.
Inaugurazione del plafond il 23 settembre, su commissione di André Malraux.
Donazione del Messaggio Biblico: diciassette grandi tele, con la moglie Valentina Brodsky.
Seconda donazione: i guazzi della Bibbia del 1931, le 105 incisioni con le lastre, litografie, cinque sculture e una ceramica. In tutto più di duecentocinquanta opere.
Inaugurazione il 7 luglio, giorno del suo compleanno, alla presenza dell’artista, di André Malraux e del ministro Maurice Druon: è il primo museo monografico di Francia aperto mentre l’artista è in vita.
Dation: 46 dipinti, 150 guazzi, 229 disegni, 27 maquette di scene e costumi, 11 libri illustrati.
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