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Lydia Silvestri

Lydia Silvestri
Italia, 1929-2018
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Perché inventare materiali propri per dare forma a figure del mito?

Lydia Silvestri parte quasi sempre da una figura del mito, Salomè o Arianna, ma non la racconta: la riduce a volume, a torsione, a superficie. Per farlo non le bastano i materiali della scultura tradizionale, così ne mette a punto di propri: il magma, impasto di resine inerti e palatali, e il lapis, resine inerti ed epossidiche, affiancati a pietra, marmo, bronzo, legno, gres e terracotta. Anche il vetro di Murano entra nel suo vocabolario come materia da plasmare, mobile e impalpabile. La forma astratta diventa il modo per chiedersi che cosa resti di un mito quando se ne toglie il racconto.

Nata a Chiuro, in Valtellina, nel 1929, Silvestri si forma all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove è allieva di Marino Marini, e guarda a Constantin Brâncuși nella ricerca di una forma essenziale. Esordisce nella seconda metà degli anni Cinquanta: nel 1955 tiene la prima personale alla Galleria Schettini di Milano, con un testo di Giuseppe Grieco, e nel 1956 espone alla Quadriennale di Roma e alla XXVIII Biennale di Venezia, dove torna nel 1966. Tiene una personale alla Grosvenor Gallery di Londra nel 1964 e, nel 1971, espone alla Galleria del Naviglio di Milano i Sogni, sculture in vetro di Murano realizzate tra il 1969 e il 1970. Nel 1976 lavora alla serie incisa Storia di Salomè. Negli stessi anni realizza opere su commissione con architetti, per l'Imperial Hotel di Tokyo, l'Hilton di Hong Kong e lo Sheraton di Damasco. Nel 1989 presenta a Milano, lungo Corso Vittorio Emanuele, il grande percorso scultoreo Arianna e il Minotauro; nel 1999 il progetto è presentato ai Giardini Pubblici di Parco Palestro. Muore a Colico, sul Lago di Como, nel 2018; la Fondazione Lydia Silvestri ne conserva oggi l'archivio.

MITOSalomè e Arianna ridotte a pura forma plastica
ASTRAZIONELa figura si fa volume, torsione e superficie
MATERIALI INVENTATIMagma e lapis, resine composite messe a punto da lei
VETRO DI MURANOI Sogni, sculture in vetro mobile e impalpabile

Contesto della ricerca

Quando emerge
Fine anni 1950 · dalla personale alla Galleria Schettini (1955) alla Quadriennale e alla Biennale di Venezia (1956)
Formazione
Accademia di Belle Arti di Brera, MilanoMilano, IT 🇮🇹
Temi
Mito e mitologiaAstrazioneForma plasticaMateriali sperimentali
Linguaggi & media
SculturaVetro di MuranoBronzoMarmoIncisione
Art Figures
Giuseppe Grieco · testo per il catalogo della personale alla Galleria Schettini, 1955Guido Ballo · presentazione del catalogo della Galleria Pater, 1959Tommaso Trini · testo per Arianna e il Minotauro, 1989
Art Spaces
Galleria del Naviglio, Milano · personale del 1971 con i Sogni in vetro di MuranoGrosvenor Gallery, Londra · personale del 1964
Collezioni
Musei Civici di Lecco, Villa Manzoni

Cronologia della ricerca

anni 1950Formazione e debutto

Allieva di Marino Marini a Brera; nel 1955 la prima personale alla Galleria Schettini, nel 1956 la Quadriennale di Roma e la Biennale di Venezia.

1964-1971Le personali e i Sogni

Tiene una personale alla Grosvenor Gallery di Londra (1964) e alla Galleria del Naviglio di Milano espone i Sogni in vetro di Murano (1971).

1976Storia di Salomè

Realizza la serie incisa Storia di Salomè, dove la figura biblica diventa archetipo di contraddizione umana.

1989-1999Arianna e il Minotauro

Nel 1989 il percorso scultoreo Arianna e il Minotauro lungo Corso Vittorio Emanuele a Milano; nel 1999 la presentazione ai Giardini di Parco Palestro.

Passaggi istituzionali

1956Biennale di Venezia
1956Quadriennale di Roma
1966Biennale di Venezia
FONTI VERIFICATEhttps://quadriennale2020.com/en/?p=1035 [Quadriennale di Roma, istituzionale]: Chiuro 1929 - Colico 2018, allieva di Marino Marini, influenza di Brâncuși, astrazione, materiali (gres, terracotta, bronzo, marmo, vetro), serie Storia di Salomè 1976 (2026-11-03) · https://lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede-complete/G1050-00658 [Musei Civici di Lecco / Regione Lombardia, catalogo]: opera Torso di N.N. in lapis a Villa Manzoni, grafia "Silvestri Lydia" (2026-11-03) · https://www.contemporaryartlibrary.org/project/lydia-silvestri-at-bar-turin-27078 [comunicato Fondazione Lydia Silvestri / BAR, Torino]: formazione all'Accademia di Brera con Marino Marini, materiali magma e lapis, Sogni in vetro di Murano 1969-1971 alla Galleria del Naviglio, Biennale di Venezia 1956 e 1966, Quadriennale di Roma 1956, personale alla Grosvenor Gallery di Londra 1964, Arianna e il Minotauro 1999 a Parco Palestro (2026-11-03) · https://www.lydiasilvestri.it [sito ufficiale dell'artista, note biografiche e bibliografia]: prima personale alla Galleria Schettini 1955 (testo di Giuseppe Grieco), Galleria Pater 1959 (Guido Ballo), percorso Arianna e il Minotauro lungo Corso Vittorio Emanuele a Milano 1989 (testo di Tommaso Trini) e presentazione a Parco Palestro 1999 (2026-11-04) · Nota redazionale: la grafia corretta del nome, secondo le fonti istituzionali, è Lydia Silvestri; la variante Sylvestri usata da Artprice è un refuso.

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