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Lydia Ourahmane

Lydia Ourahmane
Algeria, 1992
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Che cosa resta di una casa quando la si trasporta in un museo?

Il lavoro di Lydia Ourahmane comincia da una pratica amministrativa: un permesso di esportazione, una dogana, un atto di prestito. Per The Third Choir (2014) ottiene la modifica di una norma algerina e porta fuori dal paese venti barili di petrolio vuoti della compagnia Naftal, ciascuno con un telefono che suona al suo interno. Per 21 Boulevard Mustapha Benboulaid (2021) smonta e spedisce in Europa circa cinquemila oggetti del suo appartamento di Algeri, insieme alla porta d'ingresso del 1901 e alle sue nove serrature. L'oggetto non allude allo spostamento: lo esegue, con il suo peso e le sue carte.

Nata nel 1992 a Saïda, cresce ad Arzew, nell'Oranese, dentro la comunità cristiana fondata dalla sua famiglia durante la guerra civile algerina, e a nove anni emigra con i genitori nel Regno Unito. Studia a Goldsmiths fra il 2011 e il 2014, dove The Third Choir diventa il lavoro di diploma e il primo attraversamento legale di una frontiera. Nel 2017 realizza All the way up to the Heavens and down to the depths of Hell, struttura provvisoria in cemento e acciaio. Nel 2018, con In the Absence of our Mothers, si fa impiantare in bocca un molare d'oro di valore pari alla cifra chiesta da un trafficante per la traversata verso l'Europa, e nello stesso anno torna a vivere in Algeria. Dal 2021 si stabilisce anche a Barcellona. Seguono Tassili (2022), film di circa quarantacinque minuti girato sull'altopiano del Tassili n'Ajjer, sync (2022), composizione di ventiquattro ore costruita sui battiti cardiaci del pubblico con Daniel Blumberg, e 108 Days (2023), in cui affida a centootto artisti e collettivi lo spazio che le è stato assegnato. Nel 2023 la Tate acquisisce The Third Choir e il suo archivio di 934 documenti.

CONFINIPermessi, dogane e leggi come parte dell'opera
CASAArredi, porte e serrature di un appartamento di Algeri
ARCHIVIOFotografie, film e suoni di una comunità religiosa
SUONORegistrazioni di campo, trasmissioni e battiti dal vivo

Contesto della ricerca

Quando emerge
Inizio anni 2010 · da The Third Choir al primo incarico istituzionale londinese
Formazione
2011–2014 · Goldsmiths, University of LondonLondra, GB 🇬🇧
Temi
ColonialismoMigrazioneSpiritualitàDeserto e preistoria
Linguaggi & media
InstallazioneFilmSuonoSculturaPerformance
Art Figures
Nicolás Jaar · fra i quattro autori della colonna sonora di Tassili, 2022Daniel Blumberg · musicista con cui realizza sync, ventiquattro ore di suono costruito sui battiti del pubblico, 2022Ahmed Hamid · guida tuareg nato sul plateau del Tassili n'Ajjer, ha orientato il percorso delle riprese nel 2022Khaled Bouzidi · cofondatore di rhizome ad Algeri, ha coordinato la produzione di Tassili
Art Spaces
rhizome, Algeri · fra i committenti di Tassili e sede della prima presentazione del lavoro in AlgeriaBASEMENT ROMA, Roma · if we could just talk in person, con Sophia Al-Maria, 2026Felix Gaudlitz, Vienna · What can I do now with this great useless machine of my love? It has no wholesome work to do., 2026
Collezioni
Tate, Londra · The Third Choir, 2014, e The Third Choir Archive, acquisiti nel 2023

Cronologia della ricerca

2014–2017Oggetti che passano la frontiera

Il primo materiale sono cose che si muovono: in The Third Choir (2014) venti barili di petrolio vuoti della compagnia Naftal viaggiano dall'Algeria all'Europa con un telefono acceso dentro ciascuno, e il suono nasce dal loro trasporto. In All the way up to the Heavens and down to the depths of Hell (2017) il procedimento passa dal trasporto alla costruzione: una struttura provvisoria in cemento e acciaio, montata per restare incompiuta.

2018–2019Il corpo come deposito

La scala si restringe fino al corpo. In In the Absence of our Mothers (2015–2018) un molare d'oro, di valore pari alla cifra chiesta da un trafficante per la traversata, viene impiantato nella bocca dell'artista mentre il suo doppio resta in sala accanto ai documenti del nonno, che si era estratto i denti per sfuggire alla leva coloniale. In The you in us (2018) registrazioni di campo fatte a Orano diventano un'installazione sonora a pavimento.

2021–2022La casa smontata

Il gesto si sposta sull'abitazione: 21 Boulevard Mustapha Benboulaid (2021) riunisce circa cinquemila oggetti dell'appartamento di Algeri su una superficie che ripete pianta e metratura originali, e la porta del 1901 con le sue nove serrature pesa trecentocinquanta chili. Intorno lavorano dispositivi minimi: Eye (2021), un laser con cella solare che genera suono, i cuscini di Closures (2021) e gli House of Hope Archives (dal 1989), fotografie, film e suoni di una comunità religiosa resi pubblici per la prima volta.

2022–2024Il cammino e il battito

Il formato diventa lungo e condiviso. Tassili (2022) combina 4K, 16mm e animazioni ricavate da scansioni fotogrammetriche in un film di circa quarantacinque minuti senza voce narrante, costruito su tredici giorni di marcia. sync (2022) dura ventiquattro ore e usa i battiti cardiaci dei presenti come materiale sonoro. Con 108 Days (2023) il lavoro diventa un dispositivo di cessione: lo spazio assegnato resta quasi vuoto e passa a centootto artisti e collettivi invitati.

Passaggi istituzionali

2018Chisenhale Gallery, Londra

The you in us, nuova commissione e prima personale in un'istituzione

2021Kunsthalle Basel, Basilea

Barzakh, prima tappa del progetto

2021–2022Portikus, Francoforte sul Meno

Survival in the Afterlife, a cura di Christina Lehnert, coprodotta con de Appel, Amsterdam

2022SculptureCenter, New York

Tassili, a cura di Kyle Dancewicz

2022KW Institute for Contemporary Art, Berlino

sync, ventiquattro ore consecutive nella sala principale

2022S.M.A.K., Gand

terza e ultima tappa di Barzakh

2022–2023Fondation Louis Vuitton, Parigi

Open Space #10, prima presentazione europea di Tassili

2023–2024MACBA, Barcellona

108 Days, a cura di Guim Camps e Hiuwai Chu

202460ª Biennale di Venezia, Arsenale

Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere, con l'opera dell'ingresso di Algeri

2026–2027EMMA - Espoo Museum of Modern Art, Espoo

In Search of the Present: On Rootlessness

Premi e riconoscimenti

2024Rosa Schapire Art Prize

assegnato dai Freunde der Kunsthalle alla Hamburger Kunsthalle, dotazione di 20.000 euro

FONTI VERIFICATEhttps://www.labiennale.org/en/art/2024/nucleo-contemporaneo/lydia-ourahmane [istituzionale]: nascita 1992 a Saïda, residenze, opera dell'ingresso 1901–2021 all'Arsenale (2026-11-05) · https://www.portikus.de/en/exhibitions/226a_survival_in_the_afterlife [kunsthalle]: Goldsmiths e diploma 2014, The Third Choir, molare d'oro, Barzakh, House of Hope Archives, date della personale (2026-11-05) · https://smak.be/volumes/exhibitions/ARCHIEF/Ourahmane/Lydia-Ourahmane_Bezoekersgids.f1664438983.pdf [museo]: elenco opere di Barzakh con materiali, misure e numero di oggetti; tappe Basilea, Marsiglia, Gand (2026-11-05) · https://www.sculpture-center.org/exhibitions/13458/lydia-ourahmane-tassili [istituzionale]: date e curatore di Tassili, formato tecnico e durata, committenti, collaboratori, nota biografica (2026-11-05) · https://www.kw-berlin.de/en/pause-lydia-ourahmane/ [kunsthalle]: sync, 1–2 ottobre 2022, ventiquattro ore, Daniel Blumberg (2026-11-05) · https://macba.cat/en/exhibitions/lydia-ourahmane-108-days [museo]: 108 Days, 28 novembre 2023 – 1 aprile 2024, 108 partecipanti, curatori, residenza a Barcellona dal 2021 (2026-11-05) · https://www.e-flux.com/announcements/138261/lydia-ourahmanethe-you-in-us [rivista]: date della commissione Chisenhale, molare d'oro e documenti del nonno, All the way up to the Heavens (2026-11-05) · https://www.paris.fr/evenements/open-space-10-lydia-ourahmane-a-la-fondation-vuitton-29667 [istituzionale]: Open Space #10, 7 ottobre 2022 – 23 gennaio 2023, tredici giorni di spedizione (2026-11-05) · https://drupal10.hamburger-kunsthalle.de/en/rosa-schapire-art-prize-2024 [museo]: Rosa Schapire Art Prize 2024, dotazione, ente che lo assegna, Goldsmiths 2011–2014 (2026-11-05) · https://frieze.com/article/lydia-ourahmane-profile [rivista]: Tassili n'Ajjer, squadra di sedici persone, guida Ahmed Hamid, coordinamento di Khaled Bouzidi, autori della colonna sonora (2026-11-05) · https://en.wikipedia.org/wiki/Lydia_Ourahmane [enciclopedico]: cronologia generale delle personali e delle partecipazioni collettive, acquisizione Tate 2023 (2026-11-05) · https://tate.org.uk/art/artists/lydia-ourahmane-31231 [museo]: The Third Choir e The Third Choir Archive in collezione (2026-11-05) · Nota redazionale: il sito ufficiale di Galerie Chantal Crousel non è risultato leggibile in questa verifica, quindi la rappresentanza di galleria non è riportata; www.artforum.com ha restituito errore e non è stato usato.

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