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Lee Lozano

Lee Lozano
Newark, Stati Uniti, 1930 – 1999
LA DOMANDA FONDAMENTALE

E se l’opera più radicale fosse smettere?

Il percorso di Lozano attraversa in poco più di un decennio quasi tutte le grammatiche della pittura americana degli anni Sessanta. Parte da disegni figurativi ed espressionisti, espliciti e violenti, in cui il corpo umano è messo in rapporto con potere, sessualità e violenza. Fra il 1963 e il 1964 realizza i Tool paintings, grandi oli in cui utensili industriali assumono forme antropomorfe. Dal 1965 la pittura si fa astratta e minimalista, per culminare fra il 1967 e il 1970 nella Wave Series, undici tele costruite come metafore dello spettro elettromagnetico. L’insieme è attraversato da aggressività latente, crudezza e immediatezza, unite a un umorismo sarcastico che mette in crisi gli stereotipi di genere.

Dal 1967 affianca alla pittura i Language Pieces, opere di sola istruzione scritta annotate nei taccuini, in cui la vita diventa il materiale dell’opera. L’8 febbraio 1969 avvia General Strike Piece, che prescrive di evitare progressivamente ogni funzione pubblica del mondo dell’arte per perseguire l’indagine di una rivoluzione totale, personale e pubblica. Nel 1969 si susseguono Dialogue Piece, Grass Piece e Real Money Piece. Il 5 aprile 1970, a pagina 137 del Private Notebook 8, compare Dropout Piece, che Lozano definisce il lavoro più duro che abbia mai fatto e che proseguirà per tutta la vita. Dall’agosto 1971 aggiunge il boicottaggio delle donne, mantenuto fino alla morte, e chiude il proprio corpus nel 1998 con un questionario sui compratori della sua opera.

UTENSILEAttrezzi industriali dipinti come corpi antropomorfi
ONDALa pittura come indagine di frequenze e percezione
LINGUAGGIOL’istruzione scritta sostituisce l’oggetto
SCIOPEROIl ritiro programmato come materiale dell’opera
GENERESessualità e stereotipi sotto attacco sarcastico

Contesto della ricerca

Quando emerge
Anni 60 – 1999
Formazione
1948–51 ·University of Chicago, Chicago, BA in scienze naturali e filosofia1956–60 ·School of the Art Institute of Chicago, Chicago, BFA nel 1960
Temi
ConcettualeMinimalismoCritica istituzionaleFemminismoTool paintingsWave seriesLanguage piecesTaccuini
Linguaggi & media
PitturaDisegnoLibro d'artistaPerformance
Art Figures
Jo Applin ·la studiosa che ne ha costruito la lettura: saggio nel catalogo del 2010, Hard Work su October nel 2016 e la monografia Yale del 2018Iris Müller-Westermann ·curatrice della retrospettiva al Moderna Museet di Stoccolma nel 2010 e del relativo catalogoLucy R. Lippard ·firma un saggio nel catalogo della retrospettiva del Moderna Museet, 2010
Art Spaces
Hauser & Wirth ·Estate

Cronologia della ricerca

1960–1962Da Chicago a New York

Ottenuto il BFA nel 1960 e trascorso un periodo a Firenze, apre studio a New York nel 1961; disegni figurativi ed espressionisti.

1963–1966I Tool paintings

I Tool paintings, grandi oli in cui utensili industriali assumono forme antropomorfe, saldano industria, sessualità e violenza; dal 1965, con tele come Span, la pittura si fa astratta e minimalista.

1967–1970Wave Series e Language Pieces

La Wave Series costruisce undici tele come metafore dello spettro elettromagnetico, mentre i Language Pieces affidano l'opera all'istruzione scritta annotata nei taccuini: dall'8 febbraio 1969 General Strike Piece prescrive di evitare progressivamente ogni funzione pubblica del mondo dell'arte.

1970–1999Dropout Piece e ritiro

Dropout Piece nominata il 5 aprile 1970, la conferenza al NSCAD, Londra e Bruxelles, fino all’ultimo Questionnaire del 1998.

Mostre, formazione e collezioni

1951BA, University of Chicago

Scienze naturali e filosofia.

1960BFA, School of the Art Institute of Chicago

Conclusione della formazione artistica.

1966Prima personale alla Bianchini Gallery

New York, novembre 1966, inaugurata nel giorno del suo trentaseiesimo compleanno.

1970Personale al Whitney Museum

New York, 2 dicembre 1970 – 3 gennaio 1971, con le Wave Paintings.

2010Retrospettiva al Moderna Museet

Stoccolma, 13 febbraio – 25 aprile, a cura di Iris Müller-Westermann con Jo Widoff.

2023Lee Lozano. Strike

Pinacoteca Agnelli, Torino, 8 marzo – 23 luglio, poi Bourse de Commerce, Parigi: prima antologica italiana.

FONTI VERIFICATEModerna Museet · Whitney Museum · MoMA e MoMA PS1 · The Courtauld Institute of Art · Pinacoteca Agnelli · University of Chicago Magazine · Yale University Press

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