Nel dicembre 1915, alla mostra «0,10» di Petrograd, Malevič espone un quadrato nero dipinto su fondo bianco e lo fa appendere in alto, nell'angolo della stanza tradizionalmente riservato alle icone religiose russe. Non è un gesto blasfemo ma la dichiarazione di un nuovo assoluto: la pittura, liberata da ogni oggetto riconoscibile, diventa essa stessa l'icona di una sensibilità puramente visiva, che chiama Suprematismo. Da quella singola forma elementare ricava per anni variazioni di colore, peso e orientamento, fino al bianco su bianco del 1918.
Nasce nel 1879 vicino a Kiev, in una famiglia di origine polacca, e si forma in modo irregolare: segue una scuola agraria a Parkhomovka, poi corsi alla Scuola di disegno di Kiev con Mykola Pymonenko e, dal 1906 a Mosca, lo studio di Fëdor Rerberg; viene più volte respinto dalla Scuola di pittura, scultura e architettura di Mosca. Dipinge opere cubo-futuriste come Samovar (1913) prima di elaborare il Suprematismo, presentato nel dicembre 1915 alla mostra «0,10» di Petrograd con il Quadrato nero e il manifesto Dal cubismo e dal futurismo al suprematismo. Dipinge Bianco su bianco nel 1918 e insegna alla Scuola pratica d'arte di Vitebsk (1919-1922), all'Accademia delle arti di Leningrado (1922-1927) e all'Istituto d'arte di Kiev (1928-1930). Negli anni Trenta lo stalinismo perseguita l'astrazione: perde la cattedra, nel 1930 viene arrestato e interrogato dalla polizia politica, poi è costretto a tornare a una pittura figurativa. Muore di cancro a Leningrado nel 1935, senza poter lasciare l'Unione Sovietica per curarsi.
Nasce nel 1879 vicino a Kiev; si forma in scuole e studi informali, respinto più volte dalla Scuola di pittura, scultura e architettura di Mosca.
Dipinge Samovar (1913) e presenta nel dicembre 1915, alla mostra «0,10» di Petrograd, il Quadrato nero e il manifesto Dal cubismo e dal futurismo al suprematismo.
Dipinge Bianco su bianco (1918); insegna a Vitebsk (1919-1922) e poi a Leningrado, dirigendo l'Istituto statale di cultura artistica fino alla sua chiusura nel 1926.
Insegna a Kiev (1928-1930); arrestato e interrogato nel 1930, torna a una pittura figurativa come in Cavalleria rossa al galoppo (1928-32). Muore di cancro a Leningrado nel 1935.
Ne è direttore, fino alla chiusura imposta dal regime.
Apri la scheda interattiva di questo artista su ixart.net
ixart.net · la mappa dell'arte contemporanea