James Richards è un artista gallese che lavora con video, suono e installazione, nato a Cardiff nel 1983. Il suo lavoro parte da un accumulo di immagini e suoni trovati, filmati amatoriali, documentari medici, materiale radiofonico, fotografie di riviste, che vengono rifotografati, ricampionati e rimontati insieme a materiale girato in prima persona. La provenienza dei singoli frammenti, propri o trovati, resta spesso indistinguibile: il montaggio produce una superficie continua in cui gli elementi restano comunque riconoscibili come estranei fra loro.
Una parte della ricerca lavora sulla censura e sull'oscuramento delle immagini. In Rosebud (2013) fotografie ed estratti da riviste erotiche giapponesi, alcuni dei quali già censurati alla fonte, vengono rifotografati e rimontati in un video in bianco e nero: la censura non cancella l'immagine, ne diventa parte visibile. Lo stesso principio di sottrazione e ricomposizione attraversa le installazioni sonore multicanale, dove voci, canto e registrazioni d'archivio, come in Radio at Night (2015) e Crumb Mahogany (2016), si muovono fisicamente nello spazio, coinvolgendo il corpo di chi ascolta.
Tra il 2020 e il 2022, durante i lockdown di Berlino, la ricerca si allarga alla scultura: opere come Internal Litter e Bunk Bed traducono in oggetti l'idea di reclusione già presente nei video. Nei lavori più recenti, riuniti nel ciclo Workers in Song (2023–2024) e nella mostra Fevers (2025), il suono torna al centro della ricerca: composizioni vocali ed elettroniche sono costruite per produrre una risposta fisica, febbrile, in chi le ascolta.
In lavori come Not Blacking Out, Just Turning the Lights Off (2011) e Rosebud (2013) filmati amatoriali, documentari e immagini già censurate vengono rifotografati e rimontati in video a uno o due canali.
La ricerca si allarga a installazioni sonore multicanale: in Radio at Night (2015) e Crumb Mahogany (2016) voci, canto e registrazioni radiofoniche si muovono nello spazio della galleria.
Durante i lockdown di Berlino nascono opere scultoree come Internal Litter e Bunk Bed, che traducono in oggetti l'idea di reclusione già presente nei video.
Nel ciclo Workers in Song (2023–2024) e nella mostra Fevers (2025) composizioni vocali ed elettroniche sono pensate per produrre una risposta fisica in chi ascolta.
Il Palazzo Enciclopedico, a cura di Massimiliano Gioni
Turner Prize 2014
Padiglione del Galles, Music for the Gift
Whitney Biennial 2017, opera realizzata con Leslie Thornton
Preis der Nationalgalerie 2024
assegnato a quattro artisti insieme a Pan Daijing, Daniel Lie e Hanne Lippard
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