Förg riduce la pittura alla sua superficie fisica: tele monocrome grigie o nere, dipinte con pennellate ampie e uniformi, affrontano direttamente il peso e la materia del colore. Nato a Füssen nel 1952, studia all'Accademia di Belle Arti di Monaco (1973-79) con Karl Fred Dahmen, dove già nel 1974 espone i primi sei quadri grigi. Nei primi anni Ottanta introduce le Bleibilder, lastre di piombo applicate su tavola che portano la pittura verso la scultura, e inizia a fotografare architetture razionaliste e moderniste, dalla Wittgenstein House alla Casa del Fascio di Como. La prima personale, nel 1980 alla galleria di Rüdiger Schöttle a Monaco, lo colloca subito nel dibattito tedesco sulla pittura dopo il minimalismo.
Dal 1992, anno di documenta IX, sviluppa le Gitterbilder, griglie pittoriche che intrecciano astrazione geometrica e riferimento architettonico, affiancate da grandi fotografie in bianco e nero di edifici modernisti spesso in abbandono. Lavora anche su specchi e pareti, come l'intervento per la stazione della metropolitana di Rotterdam del 1988 e la parete per lo scalone del Museum für Moderne Kunst di Francoforte nel 1991. Insegna a Karlsruhe (1992-99) e poi a Monaco, dove tiene una cattedra fino alla morte nel 2013 a Friburgo. Negli ultimi anni torna a lavori più gestuali e su carta, mantenendo fede alla propria regola: usare superficie, colore e struttura come unico soggetto del quadro.
Nato a Füssen, studia all'Accademia di Belle Arti di Monaco con Karl Fred Dahmen e nel 1974 espone i primi quadri monocromi grigi.
Debutta con una personale alla galleria di Rüdiger Schöttle a Monaco e introduce le lastre di piombo, affiancando presto la fotografia di architetture moderniste.
Partecipa a documenta IX nel 1992 e tiene personali in importanti musei europei, tra cui lo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1995.
Insegna a Karlsruhe e poi a Monaco, mentre le sue mostre arrivano fino al Museo Reina Sofía e alla Fondation Beyeler.
Muore a Friburgo nel 2013; seguono grandi retrospettive come A Fragile Beauty (2018-19) e il progetto veneziano del 2019.
Partecipazione alla rassegna tedesca che consacra la sua ricerca tra pittura e fotografia architettonica.
Prima grande personale in un museo olandese, con le serie di Gitterbilder e Bleibilder.
Antologica itinerante che arriva anche all'IVAM di Valencia, tra le prime retrospettive museali di rilievo.
Ampia personale che ripercorre quattro decenni di lavoro tra pittura, fotografia e scultura.
Progetto postumo Förg in Venice nell'ambito della 58esima Biennale.
Premio della Gesellschaft für Moderne Kunst assegnato per il complesso della ricerca pittorica e fotografica.
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