Perché scrivere in anticipo la propria storia dell'arte prima che qualcun altro la scriva?
Guglielmo Achille Cavellini non celebra se stesso per vanità: usa la propria biografia come materiale per smontare i meccanismi con cui il sistema dell'arte decide chi entra nella storia. Dal 1971 avvia il progetto dell'Autostoricizzazione: si autoproclama retroattivamente artista già riconosciuto, produce manifesti per una mostra-centenario che si terrà solo nel 2014, pubblica cataloghi con lettere fittizie indirizzate a grandi artisti del Novecento, mescolando fatti verificabili e invenzioni dichiarate come tali. Non distingue più, nella propria opera, tra storia dell'arte e biografia personale: la posta in gioco non è la sua fama, ma la domanda su cosa renda vero un artista, se non proprio i documenti, mostre, cataloghi, voci critiche, che lui stesso impara a produrre per primo.
Nato a Brescia nel 1914, Cavellini trasforma negli anni Trenta il negozio di famiglia in grandi magazzini e con la ricchezza che ne deriva diventa, dal secondo dopoguerra, uno dei principali collezionisti italiani di arte astratta, acquistando direttamente dagli artisti senza intermediari: nel 1957 la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma espone centottanta opere della sua collezione. Dipinge con regolarità solo tra il 1945 e il 1947, poi riprende l'attività artistica in proprio, secondo le sue stesse parole, nel 1962. Dal 1973 diffonde il progetto dell'Autostoricizzazione attraverso la mail art, spedendo migliaia di lettere e adesivi con il proprio monogramma in tutto il mondo: nel 1977 Andy Warhol lo definisce pubblicamente il suo artista italiano preferito. Muore a Brescia nel 1990.
Storia anticipataSi autoproclama artista già storicizzato, producendo in anticipo i documenti che normalmente la storia dell'arte scrive dopo.
Mail art globaleDiffonde il proprio progetto spedendo migliaia di lettere e adesivi con il proprio monogramma nel mondo.
Collezionismo direttoCompra opere direttamente dagli artisti senza intermediari, costruendo una delle maggiori collezioni italiane di arte astratta.
Fatti e invenzioniMescola dati verificabili e dichiarazioni fittizie nei propri documenti, dichiarando sempre il confine fra i due.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Inizio anni 1970
Temi
AutostoricizzazioneMail ArtCollezionismoNeo-dada
Linguaggi & media
Mail artAssemblaggioLibro d'artistaPerformance
Art Figures
Andy Warhol · Dipinge un suo ritratto e lo definisce pubblicamente il suo artista italiano preferito nel 1977Ray Johnson · Figura centrale della mail art statunitense, in corrispondenza diretta con luiLionello Venturi · Critico che riconosce pubblicamente il suo lavoro già nel 1953
Art Spaces
Galleria Nazionale d'Arte Moderna, RomaKunsthalle Baseldocumenta, KasselMuseo MA*GA, Gallarate
Collezioni
Museo MA*GA, GallarateMuseo di Łódź
Cronologia della ricerca
1940–1957Il collezionista
Trasforma il negozio di famiglia in grandi magazzini e costruisce una delle maggiori collezioni italiane di arte astratta; nel 1957 la GNAM di Roma espone centottanta opere della sua collezione.
1958–1970Ritorno e primi fallimenti
Riprende l'attività artistica in proprio nel 1962 con opere neo-dada e assemblaggi; una serie di mostre poco riuscite precede la crisi che porta al progetto successivo.
1971–1990Autostoricizzazione
Dal 1971 costruisce in anticipo la propria storia ufficiale; dal 1973 la mail art ne diffonde il progetto nel mondo; muore a Brescia nel 1990.
Passaggi istituzionali
1957Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma
Espone centottanta opere della sua collezione di arte astratta.
1971Avvio dell'Autostoricizzazione
Comincia a costruire in anticipo i documenti della propria storia artistica.
1977documenta, Kassel
Partecipa alla rassegna; nello stesso anno Andy Warhol lo definisce il suo artista italiano preferito.
1982Museo MA*GA, Gallarate
Dona un'opera che entra nella collezione permanente del museo.
FONTI VERIFICATEen.wikipedia.org/wiki/Guglielmo_Achille_Cavellini [enciclopedia] - biografia generale, date, mostre, pubblicazioni (22-10-2026) · artpool.hu/2014/Cavellini/Vetrocq_en.html, M. Vetrocq, Dispatches from the Jungle of Art [saggio critico] - lettura critica dell'Autostoricizzazione (22-10-2026) · moma.org/explore/inside_out/2014/10/17/have-a-cow-man [istituzionale] - analisi dell'adesivo Informazione (22-10-2026) · lombardiabeniculturali.it, scheda opera A0020-00426 [museale] - opera in collezione MA*GA (22-10-2026) · whitehotmagazine.com/articles/back-at-nyc-cavellini-festival/3214 [rivista] - relazione con Ray Johnson, archivio MoMA (22-10-2026)