Giuseppe Gallo dipinge a olio e cera lasciando che il colore formi sulla tela un alone che sostituisce la prospettiva: lo spazio del quadro nasce da quella macchia, non da una linea di fuga. Su questi fondi astratti fluttuano figure mitologiche e animali, tagliati da linee geometriche rigide che bloccano il loro movimento sinuoso. Lavora anche il bronzo e il legno, fino a oggetti di design come sedie volutamente sbilanciate, portando lo stesso principio dall'alone pittorico all'oggetto tridimensionale.
Nato a Rogliano, in Calabria, nel 1954, cresce a Genova, dove il padre restauratore lo avvicina alle tecniche antiche. Si trasferisce a Roma nel 1976 per studiare architettura, corso che abbandona per l'arte; nel 1979 apre con Nunzio uno studio nell'ex Pastificio Cerere, a San Lorenzo, nucleo di quella che la critica chiamerà Nuova Scuola Romana insieme a Ceccobelli, Dessì, Pizzi Cannella e Tirelli, definita come gruppo nella mostra Ateliers curata da Achille Bonito Oliva nel 1984. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1986 e nel 1990, quando ottiene una sala personale al Padiglione Italia curata da Giovanni Carandente. Tra il 2005 e il 2008 una personale alla Kunsthalle Mannheim, curata da Rolf Lauter, accosta il suo lavoro a quello di Max Ernst, Boccioni, Klee e Kandinsky. Nel 2015 Il quinto quarto riapre il dialogo con gli artisti di San Lorenzo, e nel 2022-23 Michelangelo sogna Brancusi al MART di Rovereto fonde nella stessa scultura un volto storico e la Colonna senza fine.
Lascia l'architettura per l'arte; prima personale alla Galleria Ferro di Cavallo (1976); nel 1979 apre con Nunzio lo studio nell'ex Pastificio Cerere.
Ateliers (1984, a cura di Achille Bonito Oliva) definisce il gruppo; seguono Biennale di Venezia (1986) e sala personale al Padiglione Italia (1990).
Olio e cera assumono valenza simbolica; mostre a Spoleto, Verona e alla Kunsthalle Mannheim, accanto a Ernst, Boccioni, Klee e Kandinsky.
Il quinto quarto (2015) riapre il dialogo con San Lorenzo; Michelangelo sogna Brancusi (MART, 2022-23) fonde scultura antica e moderna.
Partecipa alla sezione curata da Arturo Schwarz, nello stesso anno della Quadriennale di Roma.
Sala personale curata da Giovanni Carandente.
Percorso amoroso: sculture 1986-2004, retrospettiva dedicata alla scultura.
Personale curata da Rolf Lauter, opere accostate a Max Ernst, Boccioni, Klee e Kandinsky.
All in, mostra personale al museo di arte contemporanea della città.
Il quinto quarto, curata da Marcello Smarrelli, apre il ciclo sugli artisti del Gruppo di San Lorenzo.
Michelangelo sogna Brancusi, personale dedicata al dialogo tra scultura antica e moderna.
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