Perché costruire una scultura pensata per restare sempre scomponibile?
Giovanni Termini nasce ad Assoro, in Sicilia, nel 1972. Per anni lavora in un cantiere navale, osservando i gesti ripetitivi degli operai: un'esperienza che diventa il punto di partenza della sua ricerca scultorea, sviluppata senza una formazione accademica.
Prende in prestito materiali da altri contesti, pannelli da cantiere, casse usate per il trasporto delle opere, cemento, ferro, vetro e tubi zincati, e li assembla invece di scolpirli, lasciando le forme scomponibili e il montaggio visibile. Definisce i propri lavori "opere-cognitive": non oggetti da contemplare, ma strutture che mettono in discussione la propria stessa forma.
Nel 2026 è il primo artista invitato a Caveau, il nuovo ciclo della Fondazione Ettore e Ines Fico a Torino che dedica sei mesi a un solo artista con un'installazione site-specific, e presenta in parallelo La forma del non detto al Museo Ettore Fico.
Materiali presi in prestitoUsa pannelli da cantiere, casse e tubi zincati provenienti da altri contesti invece di materiali scultorei tradizionali.
Forma scomponibileAssembla invece di scolpire, lasciando le opere smontabili e il montaggio visibile come parte del significato.
Cantiere sempre apertoTratta l'opera come un processo mai concluso, non come un oggetto definitivo da contemplare.
Relazione con il luogoCostruisce installazioni site-specific pensate in rapporto diretto con lo spazio che le ospita.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Inizio anni 2000 · dal 2001, con Celare l'attesa al Torrione Martiniano di Pesaro, opera che segna l'inizio della sua riflessione artistica
Temi
Materiali industrialiScultura come processoAssemblaggioSite-specific
Linguaggi & media
SculturaInstallazione
Art Figures
Alberto Zanchetta · curatore di Pregressa (Galleria Renata Fabbri, Milano, 2016), lo segue dopo aver visto una sua mostra a BolognaMarcello Smarrelli · cura la personale Come la metti sta, Palazzo Tiranni-Castracane, Cagli, 2024
Art Spaces
Galleria Renata Fabbri, MilanoFrancesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo
Cronologia della ricerca
2001Dal cantiere navale alla scultura
Dopo anni di lavoro in un cantiere navale, realizza Celare l'attesa, prima opera in cui il gesto ripetitivo del lavoro manuale diventa materia di riflessione artistica.
2006-2017Zona Franca e le opere-cognitive
Sviluppa un vocabolario di forme assemblate e scomponibili, definite "opere-cognitive", esposte anche in una personale al MAC di Lissone nel 2017.
2026Installazione site-specific per Caveau
Diventa il primo artista del nuovo ciclo Caveau della Fondazione Ettore e Ines Fico a Torino, realizzando un'installazione pensata specificamente per lo spazio che la ospita.
Passaggi istituzionali
2017MAC, Museo d'Arte Contemporanea, Lissone
Personale Visioni d'insieme, con la riproposizione dell'installazione Zona Franca (2006).
Premi e riconoscimenti
2025Premio MEF
Vince il premio assegnato durante Artissima, che gli vale il primo ciclo espositivo di Caveau alla Fondazione Ettore e Ines Fico di Torino.
FONTI VERIFICATEhttps://www.artribune.com/?p=305080 [rivista]: intervista, biografia, carriera (2026-10-21) · https://juliet-artmagazine.com/en/giovanni-termini-and-the-importance-of-process [rivista]: procedimento, prima opera 2001 (2026-10-21) · https://www.guidatorino.com/?p=88674 [testata locale]: progetto Caveau, Premio MEF Artissima 2025 (2026-10-21) · https://www.meer.com/it/23926-giovanni-termini [rivista]: mostra MAC Lissone 2017, procedimento (2026-10-21)