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Ghada Amer

Ghada Amer
Il Cairo, Egitto, 1963; vive e lavora a New York
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Che cosa succede quando una tecnica tradizionalmente associata al lavoro femminile, il ricamo, entra sulla tela insieme a immagini erotiche e pretende lo stesso spazio della pittura?

Ghada Amer dipinge con ago e filo. Dai primi anni Novanta trasferisce su tela figure femminili spesso tratte da immagini erotiche trovate su riviste, poi le ricama a mano con filo colorato; l'eccesso di filo non viene tagliato ma lasciato pendere e fissato con gel medium, in colature che citano e insieme contestano l'espressionismo abstratto a dominanza maschile di cui Pollock è la figura più nota. Dalla serie Big Bang, la tela viene tenuta orizzontale e il colore versato da un'altezza, come in The Big Black Bang, RFGA (2013, Crystal Bridges Museum of American Art), opera realizzata con Reza Farkhondeh: il metodo è performativo quanto il risultato è pittorico. Le immagini erotiche non sono trattate come oggettificazione ma come rivendicazione del piacere e dell'autonomia femminile, in un lavoro che rivendica per le donne uno spazio pieno dentro la storia della pittura.

Nata al Cairo nel 1963, Amer si trasferisce in Francia con la famiglia verso l'undicesimo anno di età, stabilendosi a Nizza, dove studia alla Villa Arson, École Nationale Supérieure d'Art, conseguendo il BFA nel 1986 e il MFA nel 1989. Nel 1987 trascorre un periodo di studio alla School of the Museum of Fine Arts di Boston, affiliata alla Tufts University; dal 1991 segue un post-diploma all'Institut des Hautes Études en Arts Plastiques di Parigi. Nel 1996 si trasferisce a New York, dove vive e lavora da allora; oggi è descritta come artista franco-egiziana, cittadina americana secondo il Metropolitan Museum of Art. Dopo l'11 settembre 2001 il lavoro si apre a temi di terrorismo, Islam e stereotipi sul mondo arabo: Encyclopedia of Pleasure (2001) riprende un manuale erotico arabo del XII secolo, Language of Terror (2005) è una carta da parati tappezzata di definizioni della parola terrorismo.

Dal 1997, in coincidenza con la Biennale di Johannesburg, Amer realizza anche giardini e installazioni paesaggistiche, quasi sempre effimeri; l'unico giardino permanente, Happily Ever After, nasce nel 2009 alla Tenuta dell'Ornellaia, in Toscana. Nel 2022, per il Mucem di Marsiglia, firma il giardino A Woman's Voice is Revolution nel Giardino delle Migrazioni, la prima volta in cui usa la lingua araba in un suo giardino. Dal 2017-18, con una residenza alla Greenwich House Pottery e poi alla Cerámica Suro di Guadalajara, apre un nuovo fronte in ceramica, le "ceramic paintings" presentate per la prima volta alla Dallas Contemporary nel 2018; dal 2025 la serie Thoughts, nata da scarti di argilla modellati a mano, viene tradotta per la prima volta in bronzo fuso e acciaio a scala monumentale, come in Big Rumi, installazione pubblica a New York. Reza Farkhondeh, artista iraniano amico dai tempi degli studi in Francia e trasferitosi con lei a New York nel 1996, firma con Amer dai primi anni Duemila le opere a doppia sigla RFGA.

RicamoIl filo e l'ago assunti come pittura, contro l'espressionismo astratto a dominanza maschile.
Piacere femminileImmagini erotiche reinterpretate come affermazione del desiderio e dell'autonomia delle donne.
Oriente e OccidenteSguardo postcoloniale sul terrorismo, l'Islam e gli stereotipi sul mondo arabo dopo l'11 settembre.
GiardiniInstallazioni paesaggistiche effimere e un giardino permanente, dal 1997.
Ceramica e sculturaDal 2017-18 la ceramica, dal 2025 la traduzione in bronzo e acciaio a scala monumentale.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Anni '90, con le prime tele ricamate a New York dopo il trasferimento del 1996; il Premio UNESCO alla 48ª Biennale di Venezia nel 1999 porta il lavoro sulla scena internazionale.
Formazione
1986-1989 · Villa Arson, École Nationale Supérieure d'Art, Nizza, BFA nel 1986 e MFA in pittura nel 19891987 · School of the Museum of Fine Arts, Boston, affiliata alla Tufts University, periodo di studiodal 1991 · Institut des Hautes Études en Arts Plastiques, Parigi, post-diploma
Temi
Arte femministaPostcolonialismoIslam e stereotipiPiacere e sessualitàArtigianato tessileGiardini
Linguaggi & media
PitturaRicamo su telaInstallazione e giardiniCeramicaScultura in bronzo e acciaio
Cicli/Opere chiave
2001 · Encyclopedia of Pleasure, serie basata su un manuale erotico arabo del XII secolo2005 · Language of Terror, carta da parati con definizioni della parola terrorismo2009 · Happily Ever After, giardino permanente alla Tenuta dell'Ornellaia, Toscana2013 · The Big Black Bang, RFGA, con Reza Farkhondeh, Crystal Bridges Museum of American Art2018 · Ceramic paintings, prima mostra dedicata alla Dallas Contemporary2022 · A Woman's Voice is Revolution, giardino nel Giardino delle Migrazioni del Mucem, Marsiglia, prima volta con testi in arabo2025-2026 · Big Rumi, dalla serie Thoughts tradotta in bronzo e acciaio a scala monumentale, installazione pubblica a New York
Art Figures
Maura Reilly · storica dell'arte, allora curatrice dell'Elizabeth A. Sackler Center for Feminist Art, cura Ghada Amer: Love Has No End, Brooklyn Museum, 2008, prima retrospettiva americanaTeresa Millet · cura la personale del 2004 all'IVAM Centre Julio González, ValenciaChika Okeke-Agulu · storico dell'arte a Princeton, autore della voce su Amer per Oxford Art Online, 2012Hélia Paukner · curatrice capo per l'arte contemporanea del Mucem, co-cura la retrospettiva di Marsiglia, 2022-23Philippe Dagen · storico dell'arte all'Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne e critico di Le Monde, co-cura la stessa retrospettivaClara Garau e David Barro · co-curano Ghada Amer: Sculpture Since 1991, Es Baluard Museu, Palma di Mallorca, 2026-27, prima mostra dedicata alla sua scultura
Artisti correlati
Reza Farkhondeh · artista iraniano, amico dai tempi degli studi in Francia, trasferito con lei a New York nel 1996; firmano insieme dai primi anni Duemila con la sigla RFGA opere come The Gardens Next Door, 2010, e Love Is a Difficult Blue, 2018
Art Spaces
Marianne Boesky Gallery · New York, rappresentanzaTina Kim Gallery · New York e Seoul, rappresentanzaGoodman Gallery · Londra, Cape Town e Johannesburg, rappresentanzaKewenig · Berlino e Palma di Mallorca, rappresentanza
Collezioni
Brooklyn Museum, New YorkCentre Georges Pompidou, ParigiCrystal Bridges Museum of American ArtSmithsonian National Museum of African Art, Washington D.C.Guggenheim Abu DhabiArab Museum of Modern Art, Mathaf, DohaLeeum, Samsung Museum of Art, SeoulMuseo Jumex, Città del MessicoTel Aviv Museum of ArtIsrael Museum, Gerusalemme

Cronologia della ricerca

1963-1996Dal Cairo a Nizza, Boston e Parigi

Nasce al Cairo nel 1963; la famiglia si trasferisce in Francia verso l'undicesimo anno di età. Studia alla Villa Arson di Nizza (BFA 1986, MFA 1989), con un periodo nel 1987 alla School of the Museum of Fine Arts di Boston e un post-diploma dal 1991 all'Institut des Hautes Études en Arts Plastiques di Parigi. Nel 1996 si trasferisce a New York, dove vive e lavora da allora.

1990-1999Il ricamo come pittura

Ago e filo diventano strumenti pittorici: figure femminili tratte da immagini erotiche vengono trasferite su tela e ricamate a mano, con i fili eccedenti lasciati pendere e fissati con gel medium. Il Premio UNESCO alla 48ª Biennale di Venezia, 1999, porta il lavoro sulla scena internazionale.

2001-2010Dopo l'11 settembre, i giardini, il Big Bang

Encyclopedia of Pleasure, 2001, e Language of Terror, 2005, affrontano terrorismo, Islam e stereotipi sul mondo arabo. Dal 1997 realizza giardini effimeri; con la serie Big Bang la tela, tenuta orizzontale, riceve il colore versato dall'alto, spostando il soggetto dichiarato dalle figure al quadro stesso.

2017-2023Ceramica e la consacrazione di Marsiglia

Una residenza alla Greenwich House Pottery e poi alla Cerámica Suro di Guadalajara, 2017-18, apre le ceramic paintings, presentate alla Dallas Contemporary nel 2018. Nel 2022, per il Mucem, firma il giardino A Woman's Voice is Revolution, prima volta con testi in arabo; segue la retrospettiva di Marsiglia su tre sedi, 2022-23.

2024-2026Scultura monumentale e nuove sedi

Dopo il riconoscimento ufficiale francese del 2024, la serie Thoughts viene tradotta per la prima volta in bronzo e acciaio: Big Rumi, 2025-26, è installazione pubblica a New York. Seguono la prima mostra dedicata alla sua scultura, Es Baluard Museu di Palma di Mallorca, 2026-27, e nuove collaborazioni con gallerie come Dirimart a Istanbul.

Mostre e istituzioni

2004IVAM Centre Julio González, Valencia

Personale a cura di Teresa Millet.

2008Ghada Amer: Love Has No End. A Mid-Career Retrospective

Elizabeth A. Sackler Center for Feminist Art, Brooklyn Museum, New York, 16 febbraio, 19 ottobre, a cura di Maura Reilly; circa cinquanta opere, prima retrospettiva americana.

2018Ceramics, Knots, Thoughts, Scraps

Dallas Contemporary, 30 settembre, 17 dicembre; prima mostra dedicata alle sue ceramiche.

2022A Woman's Voice is Revolution

Mucem, Marsiglia, 2 dicembre 2022, 16 aprile 2023; retrospettiva su tre sedi simultanee con il FRAC Provence-Alpes-Côte d'Azur e la Chapelle de la Vieille Charité, a cura di Hélia Paukner e Philippe Dagen.

2023Paravent Girls

Tina Kim Gallery, New York, 26 ottobre, 9 dicembre, e Art Basel Paris con Marianne Boesky.

2025Disobedient Thoughts

Marianne Boesky Gallery, New York, 1 maggio, 14 giugno; nuove pitture ricamate con riferimenti a Monet, Mondrian e Albers, e prima traduzione della serie scultorea Thoughts in bronzo e acciaio.

2025Flight into Egypt: Black Artists and Ancient Egypt, 1876, Now

Metropolitan Museum of Art, New York.

2025-2026Big Rumi

Ruth Wittenberg Triangle, New York, 3 novembre 2025, 30 marzo 2026; installazione pubblica, prima collaborazione con l'Institute of Arab and Islamic Art.

2025-2026Copistes/Copyists

Centre Pompidou-Metz, con il Louvre, a cura di Donatien Grau e Chiara Parisi.

2026Aurora

Dirimart, Istanbul.

2026-2027Ghada Amer: Sculpture Since 1991

Es Baluard Museu, Palma di Mallorca, 18 settembre 2026, 31 gennaio 2027, a cura di Clara Garau e David Barro; prima mostra dedicata alla sua scultura.

Premi e riconoscimenti

1997Pollock-Krasner Foundation Grant

Borsa di studio, vinta.

1999UNESCO Prize

48ª Biennale di Venezia, vinto.

2017African Art Award

Smithsonian National Museum of African Art, Washington D.C., assegnato insieme a Mary Sibande.

2024Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres

Ministero della Cultura francese, annuncio del 4 luglio.

FONTI VERIFICATEFonti lette: Marianne Boesky Gallery, New York, pagina artista e comunicati di Disobedient Thoughts, 2025, e Big Rumi, 2025-26; Tina Kim Gallery, New York e Seoul, pagina artista e comunicato di Paravent Girls, 2023; Goodman Gallery, Londra, Cape Town e Johannesburg, pagina artista, incluse le citazioni dell'artista sul ricamo come pennello; Kewenig, Berlino e Palma di Mallorca, pagina artista; Brooklyn Museum, pagina della mostra Ghada Amer: Love Has No End, 2008, a cura di Maura Reilly; Mucem, Marsiglia, pagina e comunicato della retrospettiva A Woman's Voice is Revolution, 2022-23; IVAM, Valencia, scheda della personale 2004 a cura di Teresa Millet; Crystal Bridges Museum of American Art, scheda dell'opera The Big Black Bang, RFGA, 2013; Metropolitan Museum of Art, pagina della mostra Flight into Egypt, 2025, e note biografiche sull'artista; Es Baluard Museu, Palma di Mallorca, comunicato di Ghada Amer: Sculpture Since 1991, 2026-27, a cura di Clara Garau e David Barro; sito ufficiale dell'artista, incluso l'annuncio del 4 luglio 2024 sulla nomina a Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres; Oxford Art Online, voce a cura di Chika Okeke-Agulu, 2012. DISCORDANZE: sull'anno di nascita, la quasi totalità delle fonti primarie indica il 1963, adottato qui; un solo documento PDF isolato dell'IVAM indica il 1964, scarto non confermato altrove. Sull'anno del trasferimento in Francia, il Mucem indica il 1974, quando l'artista aveva circa undici anni: dato riportato come approssimativo. Sulla data del MFA alla Villa Arson, 1989, Wikipedia segnala la dicitura come priva di fonte diretta (citation needed), ma la data è confermata da più fonti di galleria indipendenti ed è stata quindi mantenuta.

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