Éric Baudelaire è un artista e regista franco-americano nato a Salt Lake City, negli Stati Uniti, nel 1973. Formatosi come politologo con una ricerca sui conflitti in Medio Oriente, si trasferisce a Parigi nel 2002 e lavora come fotografo per la stampa francese prima di dedicarsi a un lavoro che intreccia fotografia, film, stampa e installazione. La sua ricerca parte da eventi storici e politici di cui manca una documentazione visiva diretta: Stati non riconosciuti nel Caucaso, la storia dell'Armata Rossa giapponese fra Beirut e Tokyo, il processo a un giovane francese accusato di jihadismo.
Quando l'immagine diretta di un evento non esiste, Baudelaire non la ricostruisce: cerca che cosa può tenerne il posto. In The Anabasis of May and Fusako Shigenobu, Masao Adachi and 27 Years Without Images (2011) racconta ventisette anni di clandestinità di cui non restano filmati, sostituendo le immagini mancanti con riprese di paesaggio nel presente e con la voce dei testimoni, secondo il principio giapponese del fûkeiron, per cui il paesaggio rivela le strutture di potere che lo attraversano. In Letters to Max (2014) settantaquattro lettere spedite in altrettanti giorni a un ex ministro degli esteri di un'Abkhazia non riconosciuta diventano la voce narrante del film, mentre in Also Known as Jihadi (2017) atti giudiziari, intercettazioni e interrogatori si alternano a inquadrature dei luoghi realmente attraversati dall'imputato. In The Ugly One (2013), scritto con Masao Adachi, Baudelaire riceve la sceneggiatura completa soltanto a Beirut, a riprese già iniziate.
Negli anni più recenti il metodo si sposta dalla sostituzione dell'immagine assente alla condivisione dell'autorialità. In Un film dramatique (2019) segue per quattro anni un gruppo di studenti di un collegio della periferia di Parigi, ai quali affida a turno la macchina da presa: filmano gli uni per gli altri e diventano coautori del film di cui sono anche soggetti. Con When There Is No More Music To Write, and Other Roman Stories (2022), realizzato con il compositore Alvin Curran, il film nasce da una collaborazione paritaria con un altro autore.
La serie fotografica Imagined States mette in scena territori non riconosciuti come l'Abkhazia, trattando il confine come costruzione politica prima che come linea reale.
Con Anabases e The Anabasis of May and Fusako Shigenobu, Masao Adachi and 27 Years Without Images il film sostituisce le immagini mancanti di un evento storico con riprese di paesaggio nel presente e con la voce dei testimoni.
In Letters to Max e Also Known as Jihadi lettere, intercettazioni e atti giudiziari diventano il materiale narrativo del film, al posto della ripresa diretta dei fatti.
Con Un film dramatique la macchina da presa passa a chi è filmato, e con When There Is No More Music To Write, and Other Roman Stories il film nasce da una collaborazione paritaria con un altro autore.
Partecipa alla mostra internazionale In Minor Keys, a cura di Koyo Kouoh, con l'opera Death Passed My Way and Stuck this Flower in My Mouth.
Prix Marcel Duchamp 2019.
Partecipa alla mostra con l'installazione Also Known as Jihadi.
The Secession Sessions.
Ghosts, Spies, and Grandmothers.
Assegnato da una giuria di sette membri presieduta da Bernard Blistène, in relazione al film Un film dramatique e all'installazione Tu peux prendre ton temps, presentate al Centre Pompidou.
Per il film Un film dramatique.
Per il film Also Known as Jihadi.
Premio assegnato a Lipsia.
Assegnato per il progetto The Secession Sessions.
Per il film Letters to Max.
Assegnato nell'ambito della Biennale Mediacity Seoul 2014.
Per il film Letters to Max.
Per il film Letters to Max.
Per il film Letters to Max.
Per il film The Anabasis of May and Fusako Shigenobu, Masao Adachi and 27 Years Without Images.
Assegnato dalla Fondation HSBC pour la Photographie per la serie Imagined States.
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