Perché dipingere la natura non come veduta ma come materia organica da scavare?
Ennio Morlotti rifiuta la tradizione contemplativa del paesaggio: non dipinge una veduta, scava nella natura come in un corpo organico, cercando quello che la critica ha chiamato il dentro delle cose più che la sua apparenza. Il punto di svolta, individuato da Giovanni Testori, è La siesta, presentata alla Biennale di Venezia del 1952: qui l'impalcatura neocubista, ancora dominante nei lavori parigini di fine anni Quaranta, comincia a dissolversi in una pittura di materia densa, che dal 1954 Francesco Arcangeli definirà un sentimento dell'organico, collocando Morlotti come l'ultimo dei naturalisti dell'Informale europeo.
Nato a Lecco nel 1910, Morlotti lavora come contabile fino al 1936, quando si dedica interamente alla pittura: si diploma all'Istituto d'Arte di Brera, frequenta per due anni l'Accademia di Firenze con Felice Carena, poi torna all'Accademia di Brera dal 1939 al 1942 con Aldo Carpi e Achille Funi. Un viaggio a Parigi nel 1937 lo mette di fronte a Cézanne e a Guernica di Picasso. Entra nel gruppo Corrente nel 1940 e firma nel 1946 il Manifesto del Realismo con Testori e Vedova. Dal 1951 scopre il paesaggio dell'Adda a Imbersago, a cui resta legato per decenni, e dalla metà degli anni Settanta sviluppa i cicli tardi Teschi e Rocce. Muore a Milano nel 1992.
Natura come materia organicaScava nel paesaggio come in un corpo, cercando il dentro delle cose più che l'apparenza.
Dissoluzione del cubismoLascia sciogliere l'impalcatura neocubista dei suoi anni parigini in una pittura di materia densa.
Il fiume AddaTorna per decenni sullo stesso tratto di fiume, trattandolo come un corpo da esplorare.
Eredità cézannianaSi colloca nell'Informale europeo restando debitore della lezione di Cézanne sulla costruzione della natura.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Metà anni 1940 · Corrente e Manifesto del Realismo
Formazione
1936 · Istituto d'Arte di BreraMilano, IT 🇮🇹1936–1938 · Accademia di Belle Arti di FirenzeFirenze, IT 🇮🇹1939–1942 · Accademia di Belle Arti di BreraMilano, IT 🇮🇹
Temi
InformalePaesaggio organicoCorrenteFronte Nuovo delle Arti
Linguaggi & media
PitturaDisegno
Art Figures
Felice Carena · Docente all'Accademia di Firenze fra il 1936 e il 1938Giovanni Testori · Critico e scrittore, co-firmatario del Manifesto del Realismo nel 1946Francesco Arcangeli · Critico che nel 1954 lo definisce l'ultimo dei naturalisti
Art Spaces
Galleria Il Camino, MilanoBiennale di VeneziaCatherine Viviano Gallery, New YorkMuseo del Novecento, Milano
Collezioni
Galleria d'Arte Moderna, MilanoCa' Pesaro, Venezia
Cronologia della ricerca
1936–1942Formazione e scoperta di Cézanne
Diploma a Brera, Accademie di Firenze e Brera; un viaggio a Parigi nel 1937 lo folgora con Cézanne e Guernica.
1940–1951Corrente e neocubismo
Ingresso in Corrente, Fronte Nuovo delle Arti, fase neocubista ancora strutturata su griglie geometriche.
1952–1954Dissoluzione del cubismo
La siesta alla Biennale del 1952; svolta verso la pittura di materia densa e il sentimento dell'organico.
1954–1992Ciclo dell'Adda e tarda materia
Decenni di ricerca sul fiume Adda, poi a Bordighera; culmina nei cicli tardi Teschi e Rocce.
Passaggi istituzionali
1956Biennale di Venezia
Sala personale, premio Acquisto Parlamento.
1962Biennale di Venezia
Sala personale, premio ex aequo con Capogrossi.
1988Biennale di Venezia
Sala personale dedicata alla serie Bagnanti.
Premi e riconoscimenti
1941Premio Bergamo, sezione Tema libero
Riconoscimento per la sezione dedicata al tema libero.
1956Premio Acquisto Parlamento, Biennale di Venezia
Acquisizione istituzionale di un'opera esposta in sala personale.
1957Primo premio, concorso del Golfo della Spezia
Per l'opera Collina d'estate.
1962Premio ex aequo con Capogrossi, Biennale di Venezia
Riconoscimento condiviso nella sala personale della XXXI edizione.