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Driant Zeneli

Driant Zeneli
Albania, 1983
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Perché girare un film di fantascienza in una miniera di cromo?

Driant Zeneli innesta la fantascienza su luoghi di lavoro reali: il complesso metallurgico abbandonato di Elbasan, la miniera di cromo di Bulqizë, il parlamento del Bangladesh progettato da Louis Kahn. I personaggi non sono attori ma le persone che quegli spazi li attraversano davvero, adolescenti, raccoglitori di cromo, bambini di un laboratorio di tecnologia, e il racconto nasce dal loro rapporto con il posto. Il gesto che non riesce non è un finale malinconico: è il metodo. Fare una nuvola, toccare la luna, attraversare il sole restano azioni incompiute che misurano la distanza fra una promessa industriale e quello che ne resta.

Nato nel 1983 a Scutari, consegue il diploma in scultura e poi il biennio in multimedia all'Accademia di Belle Arti di Macerata. Nel 2007 When I grow up I want to be an artist riprende il padre, pittore che per vent'anni aveva ritratto Enver Hoxha e i dirigenti del regime, mentre dipinge il figlio con la stessa tecnica del realismo socialista. Fra il 2009 e il 2014 costruisce la prima trilogia, When Dreams Become Necessity, e nel 2011 entra nel Padiglione dell'Albania alla 54ª Biennale di Venezia; nel 2012 realizza Those who tried to put the rainbow back in the sky, oggi nella collezione della Fondazione Arte CRT di Torino. Dal 2015 apre il ciclo Beneath a surface there is just another surface dentro il Metallurgjik di Elbasan. Nel 2017 è direttore artistico di Mediterranea 18, biennale dei giovani artisti dell'Europa e del Mediterraneo fra Tirana e Durazzo, e cofonda a Tirana la piattaforma Harabel. Nel 2019 rappresenta l'Albania alla 58ª Biennale di Venezia con Maybe the cosmos is not so extraordinary. Insegna alla Barleti University di Tirana e lavora fra Tirana e Torino.

SOGNOIl tentativo e il suo fallimento come materiale narrativo
INDUSTRIAMiniere di cromo, acciaierie dismesse, architetture di potere
FANTASCIENZACapsule cosmiche e romanzi albanesi degli anni Ottanta
COAUTORICopioni costruiti con chi abita quei luoghi

Contesto della ricerca

Quando emerge
Fine anni 2000 · dai video girati con il padre alla prima trilogia di tentativi falliti
Formazione
Accademia di Belle Arti di MacerataMacerata, IT 🇮🇹, diploma in scultura e biennio in multimedia
Temi
Utopia e distopiaLavoro industrialeMito e fiabaEredità socialista
Linguaggi & media
FilmVideoinstallazioneAnimazioneSuonoPerformance
Art Figures
Alicia Knock · cura il Padiglione dell'Albania del 2019 e, con Claudia Buizza, la personale di Prishtina del 2019Claudia Buizza · curatrice assistente del progetto veneziano e cocuratrice della personale di PrishtinaAna Frangovska · cura a Skopje nel 2022 la presentazione completa della trilogiaLeila Topić · cura a Zagabria nel 2024 l'intervento sulla Collezione RichterLaura Lamonea · curatrice del progetto The Six Seasons of the White Peacock, dal 2024
Art Spaces
prometeogallery di Ida Pisani, Milano · galleria che presenta il suo lavoro dal 2010Harabel Contemporary Art Platform, Tirana · piattaforma che ha cofondatoKORA - Centro del Contemporaneo, Castrignano de' Greci · QUI. Kora, 2026Studio Tommaseo, Trieste · personale del 2009 legata al premio di Trieste Contemporanea
Collezioni
Fondazione Arte CRT, Torino · Those who tried to put the rainbow back in the sky, 2012

Cronologia della ricerca

2007–2008La pittura del padre

Il primo materiale è una tecnica ereditata. In When I grow up I want to be an artist (2007), ventidue minuti circa, il padre dell'artista dipinge il figlio con la stessa maniera del realismo socialista con cui per vent'anni aveva ritratto i dirigenti del regime, e racconta intanto i propri tentativi mancati. Accanto, due video molto brevi, All art has been …temporary (2008) e Too late (2008), riducono il gesto a pochi secondi.

2009–2014Tentativi che non riescono

Il lavoro diventa azione filmata in prima persona, con una durata di quattro o cinque minuti e un obiettivo per definizione irraggiungibile. La trilogia When Dreams Become Necessity riunisce The dream of Icarus was to make a cloud (2009), in cui una nuvola viene prodotta nel cielo sopra il proprio paese, Some Say the Moon is easy to touch… (2011) e Don't look at The Sun while you're expecting to Cross it (2014). Nello stesso periodo nasce Those who tried to put the rainbow back in the sky (2012).

2015–2019Dentro l'impianto

Dal 2015 il campo si allarga all'architettura industriale e la durata cresce: il ciclo Beneath a surface there is just another surface parte dal complesso Metallurgjik di Elbasan con It Would Not Be Possible to Leave Planet Earth Unless Gravity Existed (2017), continua con And Than I Found Some Meteorites In My Room (2018), costruito su due raccoglitori di cromo, e si chiude con Maybe the cosmos is not so extraordinary (2019), due canali di circa dieci minuti girati nella miniera di Bulqizë, dove un gruppo di adolescenti trova una capsula cosmica. Con No wise fish would escape without flying (2019) il cast passa ai bambini di un laboratorio di tecnologia di Prishtina.

2021–2025Protagonisti non umani

Il protagonista smette di essere umano e l'animazione prende peso. How Deep Can a Dragonfly Swim under the Ocean? (2021) e The Firefly Keeps Falling and the Snake Keeps Growing (2022) affidano il racconto a una libellula, a una lucciola e a un serpente. In The Six Seasons of the White Peacock, girato fra Dhaka e Lecce dal 2024, un pavone bianco che non riesce a volare si muove dentro il parlamento del Bangladesh progettato da Louis Kahn, con una partitura costruita sulle sei stagioni bengalesi.

Passaggi istituzionali

2011Padiglione dell'Albania, 54ª Biennale di Venezia

partecipazione collettiva

2012ZKM, Karlsruhe
2016Centre Pompidou, Parigi
2016Villa Medici – Académie de France à Rome, Roma
2019Padiglione dell'Albania, 58ª Biennale di Venezia

Maybe the cosmos is not so extraordinary, a cura di Alicia Knock, Sale d'Armi dell'Arsenale, 11 maggio – 24 novembre

2019GAMeC, Bergamo
2019–2020Galleria Nazionale del Kosovo, Prishtina

In an Attempt to Get Up, a cura di Claudia Buizza e Alicia Knock

2022Galleria Nazionale della Macedonia del Nord, Skopje

The Trilogy: Beneath a surface there's just another surface, a cura di Ana Frangovska

2022Manifesta 14, Prishtina
2023MAXXI, Roma
2024Museo d'Arte Contemporanea (MSU), Zagabria

The Valley of Uncanny Lovers, a cura di Leila Topić, intervento sulla Collezione Richter

2025EMST, Atene
2025Sharjah Biennial 16, Sharjah
2026MAO - Museo d'Arte Orientale, Torino

Declinazioni Contemporanee #4

Premi e riconoscimenti

2008Onufri International Contemporary Art Prize

Galleria Nazionale delle Arti, Tirana

2009Young European Artist Award, Trieste Contemporanea

per il progetto video The Dream of Icarus was to make a Cloud

2017MOROSO Prize
FONTI VERIFICATEhttps://fshaik.umb.edu.al/upload/docs/Short-bio-departamenti-Driant-Zeneli-eng-ug25.pdf [universitaria]: nascita 1983 a Scutari, diploma in scultura e biennio in multimedia all'Accademia di Belle Arti di Macerata, incarico didattico, elenco di personali e premi (2026-11-05) · https://www.labiennale.org/en/node/4479 [istituzionale]: Padiglione dell'Albania 2019, titolo, artista, curatrice Alicia Knock, commissario (2026-11-05) · https://www.e-flux.com/announcements/249498/driant-zenelimaybe-the-cosmos-is-not-so-extraordinary/ [rivista]: date 11 maggio – 24 novembre 2019, Sale d'Armi, origine del progetto nel 2015 a Elbasan, miniera di Bulqizë, romanzo di Arion Hysenbegas (2026-11-05) · https://www.e-flux.com/announcements/473955/driant-zenelithe-trilogy-beneath-a-surface-there-s-just-another-surface [rivista]: i tre titoli e anni della trilogia, curatrice Ana Frangovska, date a Skopje, descrizione dei film (2026-11-05) · https://www.e-flux.com/announcements/301247/driant-zeneliin-an-attempt-to-get-up/ [rivista]: personale alla Galleria Nazionale del Kosovo, 19 dicembre 2019 – 31 gennaio 2020, curatori, No wise fish would escape without flying (2026-11-05) · https://www.albumarte.org/en/driant-zeneli-albumarte-videoartforum-2-24-27-february-2016-2/ [spazio non profit]: titoli, anni e durate di When I grow up I want to be an artist, All art has been temporary, Too late e dei tre film di When Dreams Become Necessity (2026-11-05) · https://www.triestecontemporanea.it/en/event/driant-zeneli-2/ [istituzionale]: Young European Artist Award 2009, opera premiata, personale a Studio Tommaseo (2026-11-05) · https://www.sharjahart.org/en/people/details/driant-zeneli [fondazione]: premi, direzione artistica di Mediterranea 18 fra Tirana e Durazzo nel 2017, cofondazione di Harabel, Padiglione dell'Albania 2011 e 2019 (2026-11-05) · https://artdaily.com/news/176148/-Driant-Zeneli--The-Valley-of-Uncanny-Lovers--opens-at-Museum-of-Contemporary-Art-Zagreb [stampa d'arte]: personale di Zagabria, curatrice Leila Topić, How Deep Can a Dragonfly Swim under the Ocean? 2021 e The Firefly Keeps Falling and the Snake Keeps Growing 2022 (2026-11-05) · https://www.artribune.com/?p=1141998 [rivista]: The Six Seasons of the White Peacock, curatrice Laura Lamonea, parlamento di Dhaka di Louis Kahn, partners del progetto, colonna sonora sulle sei stagioni (2026-11-05) · https://fondazioneartecrt.it/en/?p=5492 [fondazione]: Those who tried to put the rainbow back in the sky, 2012, in collezione; When I Grow Up I Want to Be an Artist (2026-11-05) · https://www.lespressesdureel.com/EN/auteur.php?id=3530 [editore d'arte]: elenco cronologico di sedi istituzionali, fra cui ZKM 2012, Centre Pompidou 2016, Académie de France à Rome 2016, GAMeC 2019 (2026-11-05) · https://www.urbanekuensteruhr.de/en/artists/driant-zeneli [istituzionale]: metodo di lavoro per trilogie e con i partecipanti, Manifesta 14 nel 2022 (2026-11-05) · https://www.prometeogallery.com/en/mostra/maybe-the-cosmos-is-not-so-extraordinary [galleria]: formato tecnico dei due canali, 10'19" ciascuno; rapporto con la galleria (2026-11-05) · Nota redazionale: l'Italian Council 2024 non è riportato fra i premi perché è un bando di finanziamento pubblico e non un premio; il progetto che ha sostenuto è citato in cronologia.

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