Che cosa succede quando figure diverse ricevono lo stesso volto senza diventare la stessa persona?
Dorota Jurczak è un'artista polacca nata a Varsavia nel 1978. Dipinge, incide e scolpisce in ceramica e bronzo un insieme di figure ambigue in cui tratti umani, animali e di bambola convivono nello stesso corpo, dentro spazi onirici dove la gravità sembra seguire regole proprie e le figure non sembrano vive quanto piuttosto animate. L'immaginario attinge al folklore e all'iconografia dell'Europa centrale, alla fiaba e al teatro di figura, restituiti con una grafia decorativa fitta di pattern e colori accesi.
Il lavoro procede per motivi che si ripetono e mutano da un'opera all'altra: una figura che suona un citofono diventa un fiammifero con un volto, che a sua volta si trasforma in un uccello, così le immagini si associano per somiglianza più che per racconto. Le stesse tecniche sono scelte per la loro lentezza: incisione e litografia affiancano la pittura a vinilico e inchiostro, mentre bronzo e ceramica danno corpo a personaggi che ritornano con lo stesso nome, come le bambole Tunia e Tonia o i busti Balasina e Alfred.
Nei lavori più recenti la scultura acquista un peso maggiore accanto a dipinti e incisioni: bambole di ceramica e rilievi in bronzo isolano i singoli personaggi come ritratti, e a un immaginario in origine più anonimo si affianca una piccola genealogia di individui riconoscibili.
IbridazioneTratti umani, animali e di bambola convivono nello stesso corpo.
GenealogiaBambole e busti con lo stesso nome formano una stirpe silenziosa.
ArtigianatoIncisione, ceramica e bronzo scelgono la lentezza della mano.
PerturbantePattern fitti e colori accesi custodiscono un fondo cupo.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Inizio anni 2000 · dal 2002, prima personale alla Corvi-Mora di Londra
Formazione
· Hochschule für bildende Künste Hamburg, Amburgo, DE