Dineo Seshee Bopape è un'artista sudafricana nata a Polokwane nel 1981. Il suo lavoro parte dalla terra come materia prima: suolo modellato e compresso viene mescolato a cenere, carbone, erbe, cristalli, cera d'api e foglia d'oro fino a diventare installazioni ambientali accompagnate da video e suono. Fin da is i am sky (2013), le opere non rappresentano un luogo o una storia: cercano di esserlo.
Nei titoli convivono spesso più lingue sudafricane per la stessa parola. In mabu/mubu/mmu (2017), il lavoro con cui vince il Future Generation Art Prize, tre parole diverse per dire terra restano insieme nello stesso titolo e nella stessa massa di suolo, ceramica, erbe, cristalli, carbone, cenere e suono. La stessa costruzione multilingue torna nel 2022, nell'installazione Mabu,mubu,mmu, sa_ _ke lerole, (sa lerole ke_ _) realizzata per la mostra Born in the first light of the morning [moswara'marapo] a Pirelli HangarBicocca, e nel titolo della mostra Lerato le le golo (...la go hloka bo kantle) alla Secession di Vienna.
La scala cambia nel tempo: dalle prime personali in spazi indipendenti sudafricani, come August House a Johannesburg (2014), la ricerca arriva a occupare interi ambienti museali, fino al capannone di Pirelli HangarBicocca.
Installazioni come is i am sky (2013) uniscono terra, cenere e carbone a video e suono, senza rappresentare un luogo preciso.
Dalla partecipazione al padiglione del Sudafrica alla Biennale di Venezia (2019), le stesse terre e materiali organici riempiono ambienti sempre più grandi, fino al capannone di Pirelli HangarBicocca e alle sale della Secession (2022).
We Don't Need Another Hero
The stronger we become, padiglione del Sudafrica
Lerato le le golo (...la go hloka bo kantle)
Born in the first light of the morning [moswara'marapo]
Premio conferito ex aequo nella nona edizione.
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