Come può un'immagine costruire una parentela fra sconosciuti?
Deana Lawson è una fotografa statunitense nata a Rochester nel 1979. Fotografa persone che incontra per caso o cerca deliberatamente, spesso sconosciute, e le mette in scena in interni domestici composti nei minimi dettagli, dall'arredamento alla luce alla posa. Le immagini riprendono i codici del ritratto di studio e dell'album di famiglia, ma li usano per costruire una parentela che non dipende da un legame di sangue: la fotografia diventa il luogo in cui quella parentela viene creata, non semplicemente registrata.
Dalla metà degli anni dieci la ricerca si allarga a comunità della diaspora nera, da Brooklyn alla Repubblica Democratica del Congo, da Haiti all'Etiopia, dalla Giamaica al Sudafrica, componendo una genealogia visiva che attraversa i confini nazionali. Le stampe, spesso a grandezza naturale, sono racchiuse in cornici elaborate: in Nation una cornice dorata accosta al ritratto un frammento fotografico separato e trasforma l'immagine domestica in un oggetto quasi araldico.
Nei lavori più recenti la fotografia si apre all'installazione: superfici a specchio, ologrammi incorporati nella stampa e la forma tridimensionale Torus accompagnano le immagini nella mostra Centropy al Solomon R. Guggenheim Museum, nel 2021. L'opera smette di essere una sola immagine e diventa una costellazione di superfici che circonda chi guarda.
ParentelaSconosciuti posano come se condividessero la stessa origine.
TeatralitàOgni dettaglio della stanza è deciso prima dello scatto.
SacroRiferimenti religiosi e astrali attraversano i ritratti.
DiasporaUna stessa genealogia visiva attraversa più continenti.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Inizio anni 2010 · dal 2014, prima personale alla Rhona Hoffman Gallery di Chicago
Formazione
2001 · Pennsylvania State University, University Park, US2004 · Rhode Island School of Design, Providence, US
Temi
famigliadiasporacorposacro
Linguaggi & media
fotografiainstallazione
Art Figures
Peter Eleey · Cura, con Eva Respini, la prima grande antologica museale dell'artista, coorganizzata da ICA Boston e MoMA PS1 (2021-2022), e firma un saggio nel catalogo della mostra.Eva Respini · Cura, con Peter Eleey, la prima grande antologica museale dell'artista, coorganizzata da ICA Boston e MoMA PS1 (2021-2022), e firma un saggio nel catalogo della mostra.
The Museum of Modern ArtWhitney Museum of American ArtArt Institute of ChicagoInternational Center of PhotographyTate
Cronologia della ricerca
2004–2013Ritratto messo in scena
Fotografa persone della propria comunità a Rochester e a Brooklyn in interni domestici composti nei minimi dettagli, spesso sconosciuti trattati come parenti.
2013–2019La diaspora nella cornice
I viaggi in Repubblica Democratica del Congo, ad Haiti, in Etiopia, in Giamaica e in Sudafrica allargano il campo della ricerca; cornici dorate, come in Nation, trasformano il ritratto in un oggetto quasi araldico.
dal 2020Dalla fotografia all'installazione
Superfici a specchio, ologrammi incorporati nella stampa e la forma tridimensionale Torus accompagnano le immagini nella mostra Centropy: l'opera diventa un allestimento che circonda chi guarda.
Passaggi istituzionali
2017Whitney Museum of American Art, New York
Whitney Biennial 2017
2018Carnegie Museum of Art, Pittsburgh
Deana Lawson (Forum 80), a cura di Dan Leers
2021Institute of Contemporary Art, Boston
Deana Lawson, a cura di Eva Respini, prima tappa dell'antologica itinerante
2021Solomon R. Guggenheim Museum, New York
The Hugo Boss Prize 2020: Deana Lawson, Centropy
2022MoMA PS1, New York
Deana Lawson, a cura di Peter Eleey ed Eva Respini