Nel settembre 1965, al mercato Saint-Pierre di Parigi, Buren compra un tessuto industriale da tende a bande verticali bianche e colorate larghe 8,7 centimetri. Da allora quella misura è l'unica costante del lavoro: la chiama outil visuel, strumento per vedere, perché non ha espressione né racconto e serve solo a rendere visibile ciò che la circonda. Nel gennaio 1967 le prime Manifestations con Olivier Mosset, Michel Parmentier e Niele Toroni — il gruppo BMPT — dichiarano di non voler esporre; nell'aprile 1968 le bande escono dalla galleria con l'Affichage sauvage e nel marzo 1970 vengono affisse nei pannelli pubblicitari di circa centodieci stazioni della metropolitana parigina.
Il travail in situ è la categoria centrale: l'opera espone e trasforma i caratteri formali, sociali ed economici del luogo che occupa, e con esso finisce. Da qui il rifiuto dello studio come laboratorio neutro e le photos-souvenirs, le fotografie che restano come unica traccia dell'effimero. Dal 1975 le Cabanes éclatées sono strutture aperte i cui elementi si proiettano su pareti e pavimenti; dal 2000 il tessuto rigato lascia il posto a materiali trasparenti e colorati. Le opere permanenti fanno il resto: Les Deux Plateaux nella corte d'onore del Palais-Royal, 1985-86, e gli Arcos rojos sul ponte de La Salve a Bilbao, 2007.
Gli studi all'École des Métiers d'Art e il breve passaggio ai Beaux-Arts; la ricerca è ancora pittorica.
Nel 1965 adotta la banda verticale bianca e colorata larga 8,7 centimetri, ricavata da un tessuto industriale da tende: la chiama outil visuel, strumento senza espressione né racconto che serve solo a rendere visibile ciò che la circonda, e da allora resta l'unica costante del lavoro.
Con l'Affichage sauvage le bande escono nello spazio urbano e nel 1970 vengono affisse nei pannelli pubblicitari di circa centodieci stazioni della metropolitana; nasce il travail in situ, l'opera che espone e trasforma i caratteri del luogo che occupa e con esso finisce, lasciando come unica traccia le photos-souvenirs.
Dal 1975 le Cabanes éclatées sono strutture aperte i cui elementi si proiettano su pareti e pavimenti; con Les Deux Plateaux, 1985-86, le colonne a righe diventano opera permanente in una corte d'onore.
Dal 2000 il tessuto rigato lascia il posto a materiali trasparenti e colorati e si moltiplicano le opere permanenti, come gli Arcos rojos su un ponte; con Excentrique(s), 2012, il lavoro in situ raggiunge la scala di una navata di tredicimilacinquecento metri quadrati.
La prima Manifestation del gruppo BMPT, 3–25 gennaio.
Peinture-Sculpture viene rimossa dalla rotonda la sera prima dell'inaugurazione.
Exposition d'une exposition: une pièce en sept tableaux, su invito di Harald Szeemann.
Le Pavillon coupé, découpé, taillé, gravé: Leone d'Oro.
Le Musée qui n'existait pas, 26 giugno – 23 settembre.
The Eye of the Storm, 24 marzo – 8 giugno.
Excentrique(s), travail in situ, 10 maggio – 21 giugno.
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