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Daniel Buren

Daniel Buren
Boulogne-Billancourt, Francia, 1938
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Che cosa resta da guardare quando l'opera smette di essere un'immagine?

Nel settembre 1965, al mercato Saint-Pierre di Parigi, Buren compra un tessuto industriale da tende a bande verticali bianche e colorate larghe 8,7 centimetri. Da allora quella misura è l'unica costante del lavoro: la chiama outil visuel, strumento per vedere, perché non ha espressione né racconto e serve solo a rendere visibile ciò che la circonda. Nel gennaio 1967 le prime Manifestations con Olivier Mosset, Michel Parmentier e Niele Toroni — il gruppo BMPT — dichiarano di non voler esporre; nell'aprile 1968 le bande escono dalla galleria con l'Affichage sauvage e nel marzo 1970 vengono affisse nei pannelli pubblicitari di circa centodieci stazioni della metropolitana parigina.

Il travail in situ è la categoria centrale: l'opera espone e trasforma i caratteri formali, sociali ed economici del luogo che occupa, e con esso finisce. Da qui il rifiuto dello studio come laboratorio neutro e le photos-souvenirs, le fotografie che restano come unica traccia dell'effimero. Dal 1975 le Cabanes éclatées sono strutture aperte i cui elementi si proiettano su pareti e pavimenti; dal 2000 il tessuto rigato lascia il posto a materiali trasparenti e colorati. Le opere permanenti fanno il resto: Les Deux Plateaux nella corte d'onore del Palais-Royal, 1985-86, e gli Arcos rojos sul ponte de La Salve a Bilbao, 2007.

SegnoLa banda di 8,7 cm come unità di misura
SpazioL'opera esiste solo nel luogo che la determina
RipetizioneLa stessa costante per sessant'anni
ColoreDal bianco e nero ai filtri e agli specchi
LuogoMuseo, corte, ponte, metropolitana come materiali

Contesto della ricerca

Quando emerge
1965 · l'adozione del tessuto rigato come costante unica del lavoro
Formazione
1957 ·École des Métiers d'Art, Parigi, scultura e pittura1960 ·École nationale supérieure des Beaux-Arts, Parigi, iscrizione breve, poi abbandonata
Temi
SegnoSpazioLuogoMisuraRipetizioneColore
Linguaggi & media
InstallazionePitturaFotografia
Artisti correlati
Art Figures
Michel Claura ·critico e curatore: cura con Seth Siegelaub 18 Paris IV. 1970, dove Buren presenta l'affissione in metropolitanaHarald Szeemann ·commissario generale di Documenta 5, 1972, che lo invita a intervenire sull'intera struttura della mostraDiane Waldman ·curatrice della Guggenheim International Exhibition 1971, la mostra da cui Peinture-Sculpture fu rimossaSusan Cross ·curatrice al Guggenheim, autrice dell'intervista ufficiale per The Eye of the Storm, 2005
Art Spaces
Mennour, Parigi ·RappresentanzaLisson Gallery ·RappresentanzaBortolami, New York ·RappresentanzaXavier Hufkens, Bruxelles ·RappresentanzaGalleria Continua ·Rappresentanza
Collezioni
The Museum of Modern Art, New York ·Tredici opere.Tate, Londra ·One of the Possibilities, 1973, e Framed/Exploded/Defaced, 1978–79.Centre Pompidou, Parigi ·Opere in collezione.Guggenheim Museum Bilbao, Bilbao ·Arcos rojos / Arku gorriak, 2007.
Opere pubbliche
Les Deux Plateaux ·Corte d'onore del Palais-Royal, Parigi, 1985–1986Arcos rojos / Arku gorriak ·Ponte de La Salve, Bilbao, dal 2007Calligraphie ·Stazione Banqiao, metropolitana di Taipei, 2012–2019D'une Arche aux Autres ·Parc de la Ligue Arabe, Casablanca, 2015–2018A 45°, 5 colori + nero e bianco ·Palazzo Senza Tempo, Peccioli, 2021

Cronologia della ricerca

1957–1964Formazione

Gli studi all'École des Métiers d'Art e il breve passaggio ai Beaux-Arts; la ricerca è ancora pittorica.

1965–1967Il grado zero e BMPT

Nel 1965 adotta la banda verticale bianca e colorata larga 8,7 centimetri, ricavata da un tessuto industriale da tende: la chiama outil visuel, strumento senza espressione né racconto che serve solo a rendere visibile ciò che la circonda, e da allora resta l'unica costante del lavoro.

1968–1975Fuori dal museo

Con l'Affichage sauvage le bande escono nello spazio urbano e nel 1970 vengono affisse nei pannelli pubblicitari di circa centodieci stazioni della metropolitana; nasce il travail in situ, l'opera che espone e trasforma i caratteri del luogo che occupa e con esso finisce, lasciando come unica traccia le photos-souvenirs.

1976–1986Cabanes e consacrazione

Dal 1975 le Cabanes éclatées sono strutture aperte i cui elementi si proiettano su pareti e pavimenti; con Les Deux Plateaux, 1985-86, le colonne a righe diventano opera permanente in una corte d'onore.

1987–2026Permanente

Dal 2000 il tessuto rigato lascia il posto a materiali trasparenti e colorati e si moltiplicano le opere permanenti, come gli Arcos rojos su un ponte; con Excentrique(s), 2012, il lavoro in situ raggiunge la scala di una navata di tredicimilacinquecento metri quadrati.

Passaggi istituzionali

1967Musée d'art moderne de la Ville de Paris

La prima Manifestation del gruppo BMPT, 3–25 gennaio.

1971Solomon R. Guggenheim Museum, New York

Peinture-Sculpture viene rimossa dalla rotonda la sera prima dell'inaugurazione.

1972Documenta 5, Kassel

Exposition d'une exposition: une pièce en sept tableaux, su invito di Harald Szeemann.

1986Padiglione francese, Biennale di Venezia

Le Pavillon coupé, découpé, taillé, gravé: Leone d'Oro.

2002Centre Pompidou, Parigi

Le Musée qui n'existait pas, 26 giugno – 23 settembre.

2005Solomon R. Guggenheim Museum, New York

The Eye of the Storm, 24 marzo – 8 giugno.

2012Monumenta, Grand Palais, Parigi

Excentrique(s), travail in situ, 10 maggio – 21 giugno.

FONTI VERIFICATESito ufficiale dell'artista e suo catalogo ragionato · Centre Pompidou e Centre Pompidou-Metz · Solomon R. Guggenheim Museum · Guggenheim Bilbao · Tate · Cnap e Ministère de la Culture · Centre des monuments nationaux · Documenta · Praemium Imperiale · Mennour, Lisson, Bortolami e Xavier Hufkens per la rappresentanza. La misura della banda è 8,7 cm con una tolleranza di 0,3 dichiarata dal catalogo.

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