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Craig Kalpakjian

Craig Kalpakjian
Huntington, Stati Uniti, 1961
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Che cosa succede quando fotografiamo uno spazio mai esistito?

Nei primi anni '90 Kalpakjian è tra i primi artisti a costruire interi ambienti con software CAD e 3D, AutoCAD e Form-Z, e a trasferirli su stampa fotografica come se fossero scatti reali. Uffici, corridoi, atri, condotti d'aerazione: luoghi anonimi, istituzionali, senza persone, che esistono solo come dato digitale prima di diventare immagine.

L'artista preferisce definirli spazi "condivisi" piuttosto che "burocratici": la distinzione conta, perché sposta l'attenzione dalla critica dell'ufficio alla domanda su chi osserva, chi controlla, chi è escluso da quegli ambienti vuoti e perfettamente illuminati.

SPAZI ANONIMIuffici, corridoi, atri in CAD
SORVEGLIANZAcontrollo negli spazi condivisi
RENDERING COME INVENZIONEpioniere CAD/3D, primi anni '90
DALL'IMMAGINE ALL'ASTRAZIONEstampe inkjet dal 2010

Contesto della ricerca

Quando emerge
Fine anni '80 come scultore e installatore · dai primi anni '90 pioniere delle immagini CAD fotorealistiche di spazi inesistenti
Formazione
1983 · University of Pennsylvania - BA in Storia dell'Arte
Temi
Architetture istituzionali anonimeSorveglianza e controlloAstrazione digitale dal 2010
Linguaggi & media
Rendering 3D fotorealistico su Cibachrome/IlfochromeVideo e animazione in loopInstallazione roboticaStampe inkjet di grande formato dal 2017
Cicli/Opere chiave
1996 · Lobby1997 · Corridor1999 · HVAC2002-2013 · Black Box - ciclo
Art Figures
Andrea Rosen Gallery · New YorkRobert Miller Gallery · New YorkKai Matsumiya · New York
Art Spaces
Kai Matsumiya · New York · personali dal 2017Good Weather · Chicago · collettive
Collezioni
MoMA New YorkMetropolitan Museum of ArtWhitney Museum of American ArtSFMOMACentre Pompidou

Cronologia della ricerca

1989-1996

Esordi come scultore e installatore (prima personale "Magnascanner 3000", Paula Allen Gallery, 1990); svolta verso immagini CAD fotorealistiche di spazi istituzionali inesistenti

1996-2013

Opere chiave entrano nelle collezioni museali ("Lobby", "Corridor", "HVAC"); ciclo "Black Box" con robot Sony AIBO, da Andrea Rosen Gallery (2002) al Centre VOX di Montréal (2013)

2017-oggi

Passaggio alle stampe inkjet di grande formato; personali alla Kai Matsumiya di New York (2017, 2020, 2023, 2024) e collettive con Good Weather, Chicago

Passaggi istituzionali

2001SFMOMA

"010101: Art in Technological Times"; nello stesso anno, "BitStreams" al Whitney Museum

2002New Museum, New York

"Out of Site: Fictional Architectural Spaces"

2008Metropolitan Museum of Art

"Reality Check: Truth and Illusion in Contemporary Photography"

2012Metropolitan Museum of Art

"After Photoshop"

2013Centre VOX, Montréal

"Drone: The Automated Image"

2019Koenig & Clinton, New York

"In Real Life"

2023Good Weather, Chicago

"Broken Waves Sky"

2024Kai Matsumiya, New York

"(Pre)History Lessons..."

FONTI VERIFICATE

Sito ufficiale kalpakjian.com, Wikipedia, Metropolitan Museum of Art, MoMA, Whitney Museum of American Art, SFMOMA, Centre Pompidou, Frieze.

DISCORDANZE

Esistono due opere omonime intitolate "Corridor": un video del 1995 nella collezione SFMOMA e una stampa Cibachrome del 1997 nella collezione del Metropolitan Museum of Art. Sono opere distinte; in questa scheda si cita, per chiarezza, solo quella del 1997 conservata al Met.

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