Clément Cogitore è un artista, regista e videasta nato a Colmar nel 1983. Il suo lavoro si colloca all'incrocio tra arte contemporanea e cinema, mescolando video, film, installazioni e fotografie per interrogare i modi in cui gli esseri umani convivono con le proprie immagini. La ricerca attraversa territori remoti, comunità isolate e zone di controllo militare, dove il confine tra documentario e finzione smette di essere netto.
Cogitore lavora spesso a partire da materiale trovato: nei primi video, come Un Archipel e Parmi nous, monta immagini reperite in rete e nelle agenzie di stampa, mescolando cronaca, cinema muto e narrazione hollywoodiana fino a rendere incerta l'origine del fatto raccontato. Nel lungometraggio Ni le Ciel ni la Terre una sezione dell'esercito francese in missione in una valle afgana vede i propri soldati scomparire di notte, senza che la ragione venga mai chiarita; in Braguino due famiglie isolate nella taiga siberiana si dividono un territorio secondo regole che restano opache a chi guarda.
Dal 2017 il lavoro si estende anche alla scena e all'installazione multimediale su larga scala. Il video Les Indes Galantes, girato con danzatori di krump sulla musica di Rameau, diventa nel 2019 una messa in scena all'Opéra Bastille firmata con la coreografa Bintou Dembélé. Con The Evil Eye e Ferdinandea la ricerca sulle immagini trovate si allarga a installazioni che mettono in relazione film, fotografie e documenti d'archivio attorno a un'isola vulcanica realmente emersa e scomparsa nel Mediterraneo nel 1831, rivendicata da più potenze europee.
Rito collettivoDanza, carnevale e disciplina militare condividono un rito.
Immagine collettivaImmagini trovate in rete diventano racconto e credenza condivisa.
Territorio contesoIsole, valli e taiga diventano terreno di rivendicazioni fragili.
Soglia invisibileSoldati, isole e fenomeni svaniscono ai margini del visibile.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Inizio anni 2010 · dal 2011, Grand Prix del Salon de Montrouge e prime opere video in rassegne collettive
Formazione
2006 · École supérieure des arts décoratifs de Strasbourg, Strasburgo, FR2008 · Le Fresnoy, Tourcoing, FR
Temi
RitoFinzioneConfineMito
Linguaggi & media
VideoInstallazioneFilm
Art Figures
Kathryn Weir · cura la personale Ferdinandea al MADRE di Napoli nel 2022 ed è tra i curatori della mostra al Mucem di Marsiglia nel 2025–26
Art Spaces
Galerie Nathalie ObadiaGalerie Elisabeth & Reinhard HauffCentre PompidouMADRE - Museo d'Arte Contemporanea DonnareginaMucem — Musée des civilisations de l'Europe et de la Méditerranée
Residenze
2012–13 · Villa Medici, Roma, IT
Collezioni
Centre PompidouFondation Louis VuittonFRAC AlsaceFRAC AquitaineFRAC AuvergneMAC VAL
Cronologia della ricerca
2011–2014Immagini trovate
Con Un Archipel, Parmi nous e Tahrir monta materiale reperito in rete e nelle agenzie di stampa, tra cronaca e narrazione.
2015–2017Cinema tra reale e finzione
Con Ni le Ciel ni la Terre e Braguino la ricerca passa al lungometraggio: soldati e famiglie isolate vivono eventi che restano indecidibili tra fatto e leggenda.
2017–2019Danza come rito pubblico
Con Les Indes Galantes il krump filmato online diventa messa in scena all'Opéra di Parigi: la danza si fa rito condiviso davanti a un pubblico.
dal 2018Installazioni su larga scala
Con The Evil Eye e Ferdinandea immagini trovate, documenti storici e più linguaggi si combinano in installazioni che mettono in relazione territori contesi e racconto collettivo.
Passaggi istituzionali
2018Centre Pompidou, Parigi
Prix Marcel Duchamp 2018 · Les nommés
2022MADRE - Museo d'Arte Contemporanea Donnaregina, Napoli
Ferdinandea, personale a cura di Kathryn Weir
202216. Biennale di Lione, Lione
Manifesto of Fragility
2025–26Mucem — Musée des civilisations de l'Europe et de la Méditerranée, Marsiglia