Che cosa succede quando l'autoritratto diventa un atto di resistenza?
Cihan Çakmak è un'artista tedesca di origine curda nata a Osterholz-Scharmbeck nel 1993. La sua pratica parte dalla fotografia — autoritratti costruiti, messi in scena, in cui l'artista è sempre protagonista — e si allarga a disegno, video, suono e ceramica, tutti rivolti alla stessa domanda su origine e appartenenza.
I suoi genitori lasciarono la regione curda della Turchia; la biografia familiare, fatta di oppressione e resistenza, tradizione ed emancipazione, entra nelle immagini attraverso dispositivi simbolici piuttosto che come racconto documentario: abiti che richiamano la tradizione curda convivono con colori che ricordano le uniformi militari turche.
L'autoritratto funziona come strumento di autoaffermazione: mettere in scena il proprio corpo, invece di subirne la rappresentazione altrui, diventa un modo per riprendersi la propria immagine.
IdentitàOrigine curda e appartenenza tedesca nella stessa immagine.
AutoritrattoIl corpo dell'artista è sempre protagonista della scena.
MemoriaOppressione e resistenza familiare attraversano le generazioni.
ResistenzaMettersi in scena diventa un atto di autoaffermazione.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Inizio anni 2020 · dal 2022, prima personale (Kunsthalle Erfurt)
Formazione
2017 · Fachhochschule Dortmund, Dortmund, DE2021 · Hochschule für Grafik und Buchkunst Leipzig, Lipsia, DE2023 · Hochschule für Grafik und Buchkunst Leipzig, Lipsia, DE
Temi
IdentitàEredità culturaleMemoriaResistenza
Linguaggi & media
FotografiaDisegnoVideoSuono
Cicli/Opere chiave
2022 · Where I've never been — Kunsthalle Erfurt, prima personale: fotografie, disegni inediti e ceramiche2026 · Leaving was the only option left — Haus am Kleistpark, Berlino, autoritratti performativi, video, disegni e testi2026 · like a warrior — Museum Morsbroich, Leverkusen, prima personale museale: circa sessanta opere fra fotografia, disegno, video, suono e testo
Art Figures
Thekla Zell · cura like a warrior al Museum Morsbroich, 2026, e co-firma il catalogo con l'artista
Artisti correlati
Tina Bara · sua docente e mentore alla HGB Leipzig, 2017–2023
Art Spaces
Galerie EIGEN+ART, Berlino/Lipsia
Residenze
2015 · Residenza artistica, Marrakech, MA
Cronologia della ricerca
2013–2017Formazione a Dortmund
La fotografia si mette a punto come pratica di messa in scena del proprio corpo, prima ancora di affrontare direttamente il tema dell'origine familiare.
2017–2023L'autoritratto come metodo
Alla HGB di Lipsia, con Tina Bara, il corpo dell'artista diventa protagonista costante: fotografia, disegno e ceramica costruiscono insieme la stessa scena.
2022La prima personale
Con Where I've never been alla Kunsthalle Erfurt il lavoro sull'identità di figlia di immigrati curdi trova per la prima volta uno spazio espositivo interamente dedicato.
2025–2026Verso il museo
Video, suono e testo entrano nella pratica accanto a fotografia e disegno, fino a like a warrior, la sua prima personale in un museo.
Passaggi istituzionali
2019–20Künstlerhaus Bethanien, Berlino
Fragments from now for an Unfinished Future, mostra delle borsiste e dei borsisti della Friedrich-Ebert-Stiftung, poi al Bundeskunsthalle di Bonn.
2022Kunsthalle Erfurt
Where I've never been, 11 marzo – 1 maggio: la sua prima personale, fotografie, disegni inediti e ceramiche sull'identità di figlia di immigrati curdi.
2026Museum Morsbroich, Leverkusen
like a warrior, 12 luglio – 8 novembre, a cura di Thekla Zell: la sua prima personale in un museo.
Premi e riconoscimenti
2020Paula Modersohn-Becker Kunstpreis
Categoria Newcomer, Worpswede.
2021Rössing Prize for Photography
Premio di diploma della HGB Leipzig.
2023blicke Filmfestival
Premio principale, Bochum.
FONTI VERIFICATEMuseum Morsbroich (testo della mostra like a warrior, 2026, catalogo SHIFT BOOKS con testi di Şeyda Kurt, Maike Salazar Kämpf, l'artista e la curatrice Thekla Zell) · Haus am Kleistpark · Kunsthalle Erfurt / Erfurter Kunstverein, che indica Where I've never been come sua prima personale · Galerie EIGEN+ART · Weser-Kurier, intervista sulla biografia familiare curda · Missy Magazine, 2022, intervista sulla rappresentazione FLINT, fonte delle citazioni sull'autoritratto come momento di autoaffermazione · Künstlerhaus Bethanien e Bundeskunsthalle Bonn per Fragments from now. La rappresentanza da parte della Galerie Stephanie Kelly di Dresda, ancora presente sul sito della galleria, risulta da contenuti risalenti al 2021–22, precedenti al rapporto con EIGEN+ART avviato nel 2025: non è quindi indicata qui come rappresentanza attuale. Le collezioni museali indicate dalla galleria (Museum der bildenden Künste Lipsia, Kunstpalast Düsseldorf, Museum Morsbroich, Staatliche Kunstsammlungen Dresda) non risultano da un database museale indipendente. La residenza a Marrakech del 2015 è riportata da una sola fonte.