San Rafael, California, Stati Uniti, 1955 - vive e lavora tra New York e Londra
LA DOMANDA FONDAMENTALE
Può il montaggio diventare musica e il tempo diventare immagine?
Christian Marclay (San Rafael, California, 1955) è artista visivo e compositore di origine svizzero-americana, cresciuto a Ginevra. Studia all'École Supérieure d'Art Visuel di Ginevra (1975-1977), poi al Massachusetts College of Art and Design di Boston (1977-1980, programma Studio for Interrelated Media), con uno scambio alla Cooper Union di New York nel 1978. Pioniere dell'uso del giradischi come strumento musicale, il critico Thom Jurek lo ha definito un possibile «inventore inconsapevole» del turntablism.
Il suo lavoro ricorrente è il collage, sonoro e video: dischi, campionamento, migliaia di spezzoni cinematografici raccolti per temi come telefoni, porte, orologi o grida. Nel 1979 forma il gruppo punk Bachelors Even con il chitarrista Kurt Henry, usando un LP che salta come strumento percussivo. Seguono Record Without a Cover (1985), disco venduto senza copertina perché si graffi con l'uso, Telephones (1995) e Video Quartet (2002), collage a quattro schermi dove le colonne sonore di film hollywoodiani si sovrappongono in una partitura.
The Clock (2010) porta questa logica al limite: 24 ore di loop costruite con circa 12.000 spezzoni cinematografici e televisivi sul tempo, sincronizzati con l'ora reale del luogo di proiezione. Concepita nel 2005 durante il lavoro su Screen Play, montata in tre anni con il sound designer Quentin Chiappetta e un budget superiore a 100.000 dollari, vince nel 2011 il Leone d'Oro per il miglior artista alla 54ma Biennale di Venezia.
SuonoIl giradischi e il disco diventano strumenti, non solo supporti.
MontaggioMigliaia di spezzoni cinematografici si organizzano per temi, non per trama.
TempoThe Clock sincronizza il film con l'ora reale di chi guarda.
ConfineArte visiva e musica condividono lo stesso gesto di taglio e ricomposizione.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Fine anni '70, formazione tra Ginevra e Boston; consacrazione internazionale nel 2010 con The Clock
Formazione
1975–1977 · École Supérieure d'Art Visuel, Ginevra, CH1977–1980 · Massachusetts College of Art and Design, Boston, US - BFA, Studio for Interrelated Media1978 · Cooper Union, New York, US - scambio studenti
Temi
SuonoMontaggioTempoConfine
Linguaggi & media
VideoInstallazioneFotografiaSculturaPerformanceComposizione musicale
Cicli/Opere chiave
1985 · Record Without a Cover - disco in vinile pubblicato da Recycled Records, venduto senza copertina perché si graffi e deteriori con l'uso1995 · Telephones - video-collage di spezzoni di film hollywoodiani con personaggi al telefono2002 · Video Quartet - installazione a quattro schermi di circa 17 minuti, colonne sonore di film che si sovrappongono in una partitura2010 · The Clock - installazione di 24 ore con ca. 12.000 spezzoni cinematografici e televisivi su orologi e tempo, sincronizzata con l'ora reale; Leone d'Oro 20112022 · Doors - video-collage monocanale in loop continuo, assemblato in circa dieci anni, con spezzoni collegati dall'apertura e chiusura di una porta
Art Figures
Bice Curiger · curatrice della mostra internazionale ILLUMInations, 54ma Biennale di Venezia (2011), dove The Clock vince il Leone d'Oro per il miglior artistaQuentin Chiappetta · sound designer, collaboratore nel montaggio e nel missaggio audio di The Clock (2010)
Art Spaces
Paula Cooper Gallery · New York, Stati Uniti · mostre regolari dal 1991White Cube · Londra, Regno Unito · prima di The Clock, 2010Fraenkel Gallery · San Francisco, Stati UnitiGallery Koyanagi · Tokyo, Giappone
Collezioni
MoMA, New YorkWhitney Museum of American Art, New YorkTate, LondraCentre Pompidou, ParigiKunsthaus ZürichSFMOMALACMA, Los AngelesHirshhorn Museum, Washington D.C.National Gallery of Canada, OttawaIsrael Museum, Gerusalemme
Cronologia della ricerca
1975–1980Formazione tra Ginevra e Boston
Studia all'École Supérieure d'Art Visuel di Ginevra e al Massachusetts College of Art and Design di Boston, con uno scambio alla Cooper Union di New York (1978).
1979–1995Dal turntablism al collage video
Forma il gruppo punk Bachelors Even (1979); pubblica Record Without a Cover (1985) e realizza il video-collage Telephones (1995).
2002–2005Il collage cinematografico
Video Quartet (2002) sovrappone le colonne sonore di film in una partitura a quattro schermi; Screen Play (2005), realizzato durante una residenza a Eyebeam, diventa la base concettuale di The Clock.
2010–2012The Clock e la consacrazione internazionale
The Clock debutta nel 2010 al Whitney Museum e da White Cube a Londra; nel 2011 ottiene il massimo riconoscimento alla Biennale di Venezia; nel 2012 entra nelle collezioni del MoMA e viene esposto alla Kunsthalle Zürich.
2018–2025Le istituzioni globali
The Clock gira tra Tate Modern (2018), Centre Pompidou (2022) e una nuova presentazione al MoMA (2024-2025); il video-collage Doors (2022) viene esposto a ICA Boston e Brooklyn Museum nel 2025.
Passaggi istituzionali
1987P.S.1 Contemporary Art Center (The Clocktower), New York
Mostra personale, 850 Records.
1997Kunsthaus Zürich
Mostra personale.
2010Whitney Museum of American Art, New York
Mostra personale, Festival.
2012MoMA, New York
The Clock entra nella programmazione del museo; nello stesso anno l'opera è esposta anche alla Kunsthalle Zürich.
2018Tate Modern, Londra
Mostra personale, The Clock.
2025ICA Boston e Brooklyn Museum
Mostra personale, Doors; nello stesso anno nuova presentazione di The Clock al MoMA.
Premi e riconoscimenti
2011Leone d'Oro - Biennale di Venezia
Premio per il miglior artista della mostra internazionale "ILLUMInations", curata da Bice Curiger, alla 54ma Biennale di Venezia, assegnato per The Clock: un riconoscimento individuale all'interno di un'esposizione collettiva, distinto dal Leone d'Oro per la migliore partecipazione nazionale (vinto quello stesso anno dal padiglione tedesco). Accettando il premio, Marclay ha citato Andy Warhol, ringraziando la giuria per aver dato a The Clock «i suoi quindici minuti».
2011Best Editing, Boston Society of Film Critics
Premio per il montaggio di The Clock.
FONTI VERIFICATEFonti primarie lette: Wikipedia (voce Christian Marclay; voce The Clock, 2010 film); CAFA, elenco ufficiale dei premi della 54ma Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia; Biennial Foundation, elenco artisti della Biennale di Venezia 2011; CV ufficiali di Fraenkel Gallery e Gallery Koyanagi; Paula Cooper Gallery, pagina artista; Visual Music Archive (Video Quartet); Blue Medium/Paula Cooper, comunicato stampa 48 War Movies; Frieze, recensione di Doors (White Cube Mason's Yard, 2023); Whitney Museum, pagina della mostra Festival. Discordanze dichiarate: il titolo dell'opera del 1985 compare come "Record Without a Cover" su Wikipedia, ma una recensione su Spin (gennaio 1986) la cita come "Album Without a Cover"; non è chiaro se siano due titoli alternativi o un errore di una fonte, e andrebbe verificato su un catalogo primario dell'opera. La curatela della mostra Festival al Whitney Museum (2010), qui non attribuita per mancanza di una fonte diretta che lo confermi per questa specifica mostra, resta da verificare sulla pagina d'archivio del museo. I collaboratori musicali citati da Wikipedia (William Hooker, Elliott Sharp, Otomo Yoshihide, Butch Morris, Shelley Hirsch, Sonic Youth) sono segnalati dalla voce stessa come privi di fonte diretta e non sono stati confermati in modo indipendente in questa ricerca. Nessun CV ufficiale consultato elenca premi oltre al Leone d'Oro del 2011 e al Best Editing del Boston Society of Film Critics: altri eventuali riconoscimenti andrebbero verificati su un CV di galleria più recente prima di essere aggiunti alla scheda.