Nato a Göttingen nel 1968, Christian Jankowski si forma alla Hochschule für Bildende Künste di Amburgo e ottiene visibilità internazionale a partire dai primi anni Novanta con opere che mettono in scena un cortocircuito tra arte e vita quotidiana: in Die Jagd (1992) si aggira in un supermercato di Amburgo con arco e freccia finta, cacciando merci imballate come fossero preda viva. Il lavoro che lo rende noto al grande pubblico è Telemistica (1999), presentato alla 48ª Biennale di Venezia: Jankowski telefona in diretta a cinque programmi di sensitivi della televisione italiana chiedendo di prevedere il successo della sua stessa opera alla Biennale, consegnando il giudizio critico sull'arte a un genere televisivo che normalmente ne è escluso.
Il procedimento si ripete, con partner sempre diversi, in The Holy Artwork (2001), realizzato con il pastore evangelico Peter Spencer a San Antonio, che improvvisa un sermone sull'arte contemporanea come se fosse la parola di Dio; e soprattutto in Casting Jesus (2011), dove tredici attori professionisti si sfidano in un casting in stile talent show per interpretare Gesù Cristo, giudicati da una giuria che include un monsignore del Vaticano. In entrambi i casi l'artista costruisce il dispositivo e poi si fa da parte, lasciando che sia l'autorità religiosa, non quella artistica, a stabilire chi o cosa sia legittimo. Una logica simile attraversa Point of Sale (2002), in cui commessi di negozi di elettronica improvvisano performance di vendita di fronte alla telecamera, e Kochstudio (2004), in cui l'artista partecipa a un programma di cucina in diretta televisiva tedesca.
Dal 2005 Jankowski è professore di scultura alla Staatliche Akademie der Bildenden Künste di Stoccarda, e nel 2016 è il primo artista a dirigere come curatore una biennale europea, Manifesta 11 a Zurigo, con un progetto che chiede a decine di artisti di affiancare per un giorno un lavoratore zurighese nella sua professione: la stessa domanda sulla competenza e sulla sua messa in scena che percorre tutta la sua opera, qui applicata alla curatela stessa. Una retrospettiva del suo lavoro video è presentata al MIT List Visual Arts Center di Cambridge nel 2005, e una grande mostra, la prima dedicata in modo organico alla sua opera in Germania, al Kunstmuseum Stuttgart nel 2008-2009; nel 2016 la Contemporary Fine Arts di Berlino presenta una sua Retrospektive curata insieme all'attrice Nina Hoss.
Prime azioni filmate che mettono in scena un cortocircuito tra arte e vita quotidiana in un supermercato di Amburgo.
Telemistica alla 48ª Biennale di Venezia porta l'artista alla ribalta internazionale.
Realizza opere costruite con pastori, commessi, cuochi e attori: The Holy Artwork, Point of Sale, Kochstudio, Casting Jesus.
Cura la biennale europea Manifesta 11 a Zurigo, primo artista a dirigerne una come curatore.
Telemistica.
The Holy Artwork.
Partecipazione.
Everything Fell Together, prima retrospettiva.
Prima mostra organica in Germania.
Partecipazione.
Curatore capo.
Retrospektive, curata con Nina Hoss.
Amburgo, assegnato da Airbus.
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