New Haven, Connecticut, USA, 1962; vive e lavora a New York
LA DOMANDA FONDAMENTALE
Che cosa succede quando una donna prende cliché pornografici, pose pubblicitarie e gesti da videoclip e li rimette in scena davanti alla propria videocamera, controllando corpo, montaggio e sguardo?
Cheryl Donegan si forma come pittrice, ma all'inizio degli anni Novanta passa al video a bassa definizione, diventando una delle figure di riferimento di una generazione di artiste che riattiva, in chiave pop e ironica, la tradizione del video femminista degli anni Settanta. Nei suoi video, tra cui Kiss My Royal Irish Ass (1992), Gag (1993) e soprattutto Head (1993), usa il proprio corpo come superficie e strumento, girando spesso in piano sequenza senza montaggio.
Head, in cui l'artista cattura con la bocca il latte versato da un contenitore di plastica mentre fissa la camera, è stata letta dalla critica come una risposta satirica alle immagini pornografiche di dominazione e ai cliché del corpo femminile nella storia dell'arte e nei media, ed è entrata nei manuali di storia dell'arte contemporanea. Il suo lavoro unisce performance, video, pittura e installazione per affrontare sesso, genere, il mito dell'autorialità artistica e la cultura pop, attingendo a riferimenti eterogenei, da Jean-Luc Godard ai Beach Boys, da Rei Kawakubo a Barnett Newman e Jackson Pollock, e parodiando il linguaggio degli spot pubblicitari e dei video musicali per smontare la retorica machista dell'espressionismo abstratto americano.
Dagli anni Duemila Donegan sposta il centro della sua pratica verso la pittura di processo, le installazioni e, più di recente, il tessile: tele dipinte, tessuti dipinti a mano e stampati digitalmente, opere in stoffa montata su MDF, oltre a collaborazioni dirette con il mondo della moda, come la linea di capispalla Extra Layer realizzata con Print All Over Me e lo stilista Richard Haines, presentata al New Museum nel 2016. Le sue opere pittoriche recenti partono da oggetti di consumo, spazi commerciali e studi tessili storici, come i disegni di Sonia Delaunay, fonte della serie yrearnings (2023).
CorpoIl corpo dell'artista è lo strumento e la superficie del lavoro: nei video degli anni Novanta compie azioni semplici e ripetute davanti alla camera, in piano sequenza, senza montaggio.
GenereSmonta i cliché del corpo femminile nella pornografia, nella pubblicità e nella storia dell'arte, rispondendo con l'ironia a un immaginario costruito da sguardi maschili.
ParodiaRiprende il linguaggio degli spot pubblicitari e dei video musicali per parodiare la retorica machista dell'espressionismo abstratto e il mito dell'artista autore.
ProcessoDagli anni Duemila la pittura diventa processo: colature, stampe, tessuti dipinti a mano e materiali di consumo prendono il posto della tela tradizionale.
PerformanceL'azione filmata è un'esecuzione preparata e ripetibile: la camera fissa registra un gesto performativo pensato per lo schermo, non colto per caso.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Metà anni 1990 · 1990-1995, dalla pittura al video a bassa definizione: Kiss My Royal Irish Ass (1992), Gag e Head (1993) la impongono come figura di una generazione che riattiva in chiave pop il video femminista degli anni Settanta; nel 1993 è inclusa nella Biennale di Venezia, nel 1995 nella Whitney Biennial, e nello stesso anno riceve la borsa Anonymous Was a Woman e il Grand Prix della 7e Biennale de l'Image en Mouvement di Ginevra.
Formazione
1984 · Rhode Island School of Design, ProvidenceUS 🇺🇸 · BFA in Pittura1990 · Hunter College, New YorkUS 🇺🇸 · MFA1997-2013 · School of Visual Arts, New YorkUS 🇺🇸 · insegna al Dipartimento di Belle Arti
Temi
CorpoGenereAutorialitàCultura popParodiaLinguaggio pubblicitarioPittura di processoTessile
Linguaggi & media
Video a bassa definizionePerformancePittura di processoInstallazioneTessuto dipinto e stampato digitalmenteModa e collaborazioni
Art Figures
Johanna Burton · cura, con Sara O'Keeffe, Scenes + Commercials, New Museum, New York, 20 gennaio, 10 aprile 2016Heidi Zuckerman · cura GRLZ + VEILS, Aspen Art Museum, 2018, e, con Bill Arning, la tappa al Contemporary Arts Museum Houston, 19 gennaio, 31 marzo 2019Daniel Baumann · cura My Plastic Bag, Kunsthalle Zürich, 2017Debra Singer · cura Besides, With, Against and Yet, The Kitchen, New York, 2009Melanie Kress · cura Your Plastic Video, High Line Art, New York, 2016
Artisti correlati
Alix Pearlstein · collaboratrice in performance e progetti speciali, GRLZ + VEILS, Aspen Art Museum, 2018, e Which Witch, 2020Tom Meacham · co-espositore in Eyes Wide Shut, Nicelle Beauchene Gallery, New York, 2011Richard Haines · stilista, collaborazione con Print All Over Me per la linea Extra Layer, New Museum, 2016
Art Spaces
Peninsula · New York · galleria attuale · personale yrearnings, 28 ottobre, 10 dicembre 2023
Collezioni
Museum of Modern Art, New York · Head, 1993, video, e Butt Print, Kiss My Royal Irish Ass, First Performance July 3, 1993, 1993, opera su cartaBuffalo AKG Art Museum, Buffalo · Head, 1993, video, e Untitled (Two Orange Ginghams), 2015, tessuto su MDFDia Art Foundation, New York · Studio Visit, 1997, progetto web commissionatoWhitney Museum of American Art, New York · partecipazione alla Whitney Biennial, 1995
Cronologia della ricerca
1984-1990La formazione
BFA in Pittura alla Rhode Island School of Design nel 1984, poi MFA alla Hunter College di New York nel 1990, dove la pratica comincia a spostarsi dalla tela all'azione filmata.
1990-1995Il video femminista pop
Con Kiss My Royal Irish Ass (1992), Gag e Head (1993), Donegan usa il proprio corpo davanti alla camera in piano sequenza. Nel 1993 è inclusa nella Biennale di Venezia; nel 1995 nella Whitney Biennial, e riceve la borsa Anonymous Was a Woman e il Grand Prix della Biennale de l'Image en Mouvement di Ginevra.
1997-2009L'insegnamento e le prime retrospettive parziali
Dal 1997 al 2013 insegna alla School of Visual Arts di New York. Scenes + Commercials: A Retrospective Development, the Movie apre alla Basilico Fine Arts nel 1997; nel 2009 Besides, With, Against and Yet arriva al The Kitchen, a cura di Debra Singer.
2016-2019La retrospettiva al New Museum e il circuito internazionale
Il New Museum presenta Scenes + Commercials, a cura di Johanna Burton e Sara O'Keeffe (2016); seguono Your Plastic Video su High Line Art, My Plastic Bag alla Kunsthalle Zürich (2017) e GRLZ + VEILS tra Aspen Art Museum (2018) e Contemporary Arts Museum Houston (2019). Nello stesso 2016 realizza Extra Layer con Print All Over Me e Richard Haines.
2021-oggiPittura, tessile e la galleria Peninsula
Dopo Doomscrolling a Fort Worth (2021), la pratica si concentra su pittura di processo e tessile: yrearnings (2023), ispirata agli studi tessili di Sonia Delaunay, apre da Peninsula, New York, seguita dalla collettiva Chemistry (2024) nella stessa galleria.
Passaggi istituzionali
1993Biennale di Venezia
partecipazione collettiva, con Head fra i lavori video circolati nello stesso anno
1993New Museum, New York
NYC 1993: Experimental Jet Set, Trash and No Star, collettiva
1995Whitney Museum of American Art, New York
Whitney Biennial
1997Basilico Fine Arts, New York
Scenes + Commercials: A Retrospective Development, the Movie
2003The Museum of Modern Art, New York
Artist's Choice, a cura di Mona Hatoum
2007The Museum of Modern Art, New York
Multiplex: Directions in Art, 1970 to Now, a cura di Deborah Wye
2009The Kitchen, New York
Besides, With, Against and Yet, a cura di Debra Singer
2016New Museum, New York
Scenes + Commercials, 20 gennaio, 10 aprile, a cura di Johanna Burton con Sara O'Keeffe
2016High Line Art, New York
Your Plastic Video, a cura di Melanie Kress
2017Kunsthalle Zürich
My Plastic Bag, a cura di Daniel Baumann
2018Aspen Art Museum
GRLZ + VEILS, a cura di Heidi Zuckerman
2019Contemporary Arts Museum Houston
GRLZ + VEILS, 19 gennaio, 31 marzo, a cura di Bill Arning e Heidi Zuckerman
2021Blind Alley Projects, Fort Worth
Doomscrolling, 18 giugno, 23 luglio, a cura di Gavin Morrison e Lucia Simek
2023Peninsula, New York
yrearnings, 28 ottobre, 10 dicembre, nuova serie di dipinti ispirati agli studi tessili di Sonia Delaunay
2024Peninsula, New York
Chemistry, 17 maggio, 22 giugno, collettiva
FONTI VERIFICATEFonti primarie lette: Peninsula, New York, pagina artista e comunicato della personale yrearnings, 28 ottobre, 10 dicembre 2023, e della collettiva Chemistry, 2024; The Museum of Modern Art, New York, pagine di collezione delle opere Head (1993) e Butt Print, Kiss My Royal Irish Ass, First Performance July 3, 1993 (1993), e pagine delle mostre Artist's Choice (2003) e Multiplex: Directions in Art, 1970 to Now (2007); New Museum, New York, comunicato di Scenes + Commercials, 20 gennaio, 10 aprile 2016, a cura di Johanna Burton e Sara O'Keeffe; High Line Art, pagina di Your Plastic Video; Kunsthalle Zürich, pagina di My Plastic Bag, 2017; Aspen Art Museum e Contemporary Arts Museum Houston, pagine di GRLZ + VEILS, 2018-2019; The Kitchen, New York, archivio di Besides, With, Against and Yet, 2009; Whitney Museum of American Art, archivio della Whitney Biennial 1995; Buffalo AKG Art Museum, scheda di collezione; Dia Art Foundation, pagina del progetto Studio Visit, 1997; Rhode Island School of Design e Hunter College, per i dati di formazione; Blind Alley Projects, Fort Worth, comunicato di Doomscrolling, 2021. DISCORDANZE: l'anno del Grand Prix della 7e Biennale de l'Image en Mouvement, Centre pour l'image contemporaine, Ginevra, è riportato come 1995 dal CV ufficiale dell'artista e come 1997 da un'altra fonte accademica; si adotta qui il 1995 come dato primario, in coerenza con la borsa Anonymous Was a Woman ricevuta lo stesso anno. Nessuna fonte consultata indica la Simone Subal Gallery come rappresentante dell'artista: la galleria attuale verificata è Peninsula, New York.