Bridget Riley interrompe di proposito una sequenza cromatica che ha appena stabilito, costringendo l'occhio a ricalcolare da zero il ritmo della superficie invece di scorrerlo in automatico. Definisce ogni composizione attraverso studi su carta, collage di strisce di carta dipinta spostate e riposizionate sul muro dello studio per settimane, prima di stabilire la sequenza definitiva; da allora le tele vengono eseguite da assistenti su sue istruzioni precise, mentre lei dirige l'intero processo di verifica percettiva. Nel 1967 introduce il colore con le prime pitture a strisce verticali, costruendo sequenze cromatiche in cui bande calde e fredde si alternano come accordi musicali, e dalla metà degli anni 80 introduce diagonali (zig) che spezzano proprio quel ritmo verticale appena stabilito.
Nata a Norwood, Londra, nel 1931, studia al Goldsmiths' College (1949-1952) e poi al Royal College of Art (1952-1955), dove sviluppa prima una pittura figurativa e puntinista debitrice di Seurat. Nel 1961, dopo un periodo di crisi, riduce la propria tavolozza al solo bianco e nero e inizia a costruire pattern geometrici (quadrati, cerchi, linee ondulate) che, osservati, producono nell'occhio un senso di movimento e vibrazione non presenti sulla tela. Nel 1968 vince il Gran Premio per la pittura alla Biennale di Venezia (Leone d'Oro), prima donna e primo artista britannico contemporaneo a riceverlo. Un viaggio in Egitto nel 1980-81 le fa adottare una nuova tavolozza (le serie Ka e Ra) ispirata ai colori dell'arte egizia antica. Più avanti lavora anche su grande scala, come nel murale permanente per la Chinati Foundation di Marfa, in Texas (2017-2019), e continua a esporre in grandi istituzioni internazionali, tra cui una retrospettiva al Musée d'Orsay di Parigi nel 2025-2026.
Nasce a Norwood, Londra, il 24 aprile.
Studia pittura a Londra.
Completa la formazione accademica.
Riduce la tavolozza al bianco e nero e inizia i pattern geometrici percettivi.
Espone alla Gallery One di Londra.
Partecipa alla storica mostra collettiva sull'Op art al MoMA di New York.
Realizza le prime pitture a strisce verticali colorate.
Riceve il Gran Premio per la pittura (Leone d'Oro), prima donna a ottenerlo.
Il soggiorno le suggerisce la nuova tavolozza delle serie Ka e Ra.
Tate Britain le dedica un'ampia retrospettiva.
Prima mostra personale.
Inclusa nella mostra The Responsive Eye sull'Op art.
Grande retrospettiva antologica.
Mostra dedicata al suo dialogo con Seurat.
Realizza il suo murale permanente di maggiori dimensioni.
Retrospettiva dedicata al suo percorso.
Premio per la sezione aperta del concorso di pittura di Liverpool.
Riconoscimento giapponese per l'insieme della carriera artistica.
Premio tedesco assegnato annualmente a un artista internazionale.
Premio olandese per l'uso del colore, primo assegnato a una donna.
Apri la scheda interattiva di questo artista su ixart.net
ixart.net · la mappa dell'arte contemporanea