Perché fotografare la periferia d'impulso per poi ricostruirla per intero al cutter in studio?
Gianfranco Botto (Torino, 1963) e Roberta Bruno (Torino, 1966) crescono in due periferie della città, Botto a Mirafiori e Bruno nel quartiere San Paolo: un'esperienza condivisa di spaesamento che diventa il punto di partenza della loro ricerca comune.
Fotografano la periferia torinese d'impulso, senza cavalletto, e solo in un secondo momento, in studio, ritagliano al cutter i dettagli degli scatti e li ricompongono in collage dove ogni elemento ha lo stesso peso visivo e resta a fuoco. Dal 2000 partecipano a rassegne internazionali, e nel 2001 vengono invitati alla 49ª Biennale di Venezia da Harald Szeemann.
Nel lavoro più recente abbandonano la fotografia diretta: studiano in studio i dettagli di paesaggio dei maestri antichi, da Poussin a Piranesi, e li ricompongono in grandi wallpaper come Orizzonte perduto (2024), spostando la loro indagine sulla periferia dal reportage fotografico alla storia della pittura di paesaggio.
Collage al cutterRitagliano e ricompongono in studio i dettagli fotografati d'impulso, invece di usare la fotografia diretta.
Stesso peso visivoCompongono le immagini in modo che ogni elemento resti a fuoco e abbia la stessa importanza, senza gerarchia.
Periferia come stimoloTrattano la periferia come fonte di energia e non come luogo di degrado, in contrasto con un centro città indifferente.
Paesaggio e storia dell'arteNei lavori più recenti sostituiscono la fotografia diretta con dettagli di paesaggio tratti dai maestri antichi.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Inizio anni 2000 · dal 2001, con l'invito alla 49ª Biennale di Venezia da parte di Harald Szeemann
Temi
Periferia urbanaCollage fotograficoPaesaggio e pittura anticaTorino
Linguaggi & media
FotografiaCollageInstallazione
Art Figures
Harald Szeemann · li invita alla 49ª Biennale di Venezia nel 2001Carola Allemandi · scrive il testo critico e li intervista per la mostra Orizzonte perduto, Simondi Gallery, Torino, 2024
Art Spaces
Simondi Gallery, TorinoFondazione Merz, Torino
Cronologia della ricerca
1993-2001Fotografia d'impulso e collage di periferia
Realizzano le prime fanzine in bianco e nero, tra cui il Manifesto del realismo cinetico, impostando il metodo del collage su fotografia d'impulso della periferia torinese; il metodo li porta, nel 2001, all'invito di Harald Szeemann alla 49ª Biennale di Venezia.
2024Dalla fotografia alla pittura antica
Con Orizzonte perduto abbandonano la fotografia diretta e costruiscono il paesaggio a partire da dettagli tratti da Poussin, Bellini e Piranesi.
Passaggi istituzionali
200149ª Biennale di Venezia
Invitati da Harald Szeemann.
2003Centre Pecci, Prato
Partecipano a un progetto espositivo del centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci.
2010MAMCO, Ginevra
Partecipano a un progetto espositivo del museo d'arte contemporanea di Ginevra.
2016Fondazione Merz, Torino
Realizzano un'installazione per la fondazione torinese.
Premi e riconoscimenti
2012Madrid Photo Award
Vincono il premio, seguito da un invito dell'Istituto Italiano di Cultura di Madrid per una personale.