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Aziz Hazara

Aziz Hazara
Wardak, Afghanistan, 1992
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Come continua ad agire una guerra dopo il ritiro degli eserciti?

Aziz Hazara è un artista afgano nato a Wardak nel 1992. Lavora con fotografia, video, suono, linguaggi di programmazione, testo e installazione multimediale, e interroga memoria, archivio, sorveglianza e migrazione dentro le relazioni fra potere e geopolitica.

La guerra in Afghanistan è un punto di partenza, ma non viene trattata soltanto come soggetto documentario. Visori notturni, aerostati, immagini militari, paesaggi e archivi diventano strumenti per interrogare chi può vedere, chi viene osservato e come il conflitto si trasforma in immagine: in Dialectic materiali provenienti da archivi ufficiali, trasmissioni televisive e riprese raccolte dai soldati dei diversi fronti si mescolano a immagini girate con una videocamera notturna trovata in un mercato dell'usato a Kabul.

Nei lavori recenti la ricerca si sposta sulla vita materiale che segue l'occupazione: merci, equipaggiamenti, dati biometrici e oggetti abbandonati continuano a circolare dopo il ritiro militare, dai visori notturni di Moon Sightings alle tracce di Bagram.

SorveglianzaLe tecnologie della visione trasformano il vedere in controllo.
ArchivioArchivi ufficiali e immagini trovate incrinano una storia unica.
MemoriaMemoria personale e collettiva convivono nello stesso materiale.
ResiduoOggetti e dispositivi sopravvivono al ritiro e circolano ancora.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Inizio anni 2020 · dal 2020, Bow Echo in prima mondiale alla Biennale di Sydney (MCA Australia)
Formazione
2017 · Beaconhouse National University, Lahore, PK2021 · HISK — Higher Institute for Fine Arts, Gent, BE
Temi
SorveglianzaArchivioMemoriaResiduo
Linguaggi & media
VideoFotografiaSuonoInstallazione multimediale
Cicli/Opere chiave
2016 · Dialectic — archivi ufficiali, trasmissioni e riprese dei soldati montati con immagini di una videocamera notturna comprata a Kabul2019 · Bow Echo — cinque ragazzi su una roccia in provincia di Kabul cercano di far suonare trombette di plastica contro il vento; video a cinque canali2024 · Moon Sightings — immagini verdi da scansioni retiniche e dati biometrici estratti da visori notturni abbandonati2021–2025 · I Love Bagram (ILB) e Bagram Field Notes — l'afterlife della base di Bagram raccolta attraverso oggetti lasciati dalla presenza militare
Art Figures
Muheb Esmat · cura No End in Sight allo Hessel Museum of Art / CCS Bard, prima personale statunitense dell'artistaSohrab Mohebbi · cura Coming Home allo SculptureCenter di New York, 2026
Art Spaces
Experimenter, Calcutta/MumbaiStevenson, Cape Town/Amsterdam
Residenze
2017 · KHOJ International Artists' Association, Nuova Delhi, IN2019 · Camargo Foundation, Cassis, FR2020 · Embassy of Foreign Artists, Ginevra, CH2021–22 · Künstlerhaus Bethanien, Berlino, DE
Collezioni
S.M.A.K., GentMACBA, BarcellonaTate, Londra

Cronologia della ricerca

2016–2018Vedere, essere osservati

Dialectic e Camouflage lavorano direttamente sulle tecnologie della visione, sugli archivi militari e sulla politica dell'immagine.

2019–2021Memoria e testimonianza

Bow Echo apre una stagione in cui la guerra non è trattata come soggetto documentario: visori notturni, aerostati e archivi diventano strumenti per interrogare chi può vedere.

2022–2024Dati e biometria

In Moon Sightings immagini verdi ricavate da scansioni retiniche e dati biometrici mostrano come i dispositivi di sorveglianza sopravvivano al conflitto che li ha prodotti.

2025–2026L'afterlife di Bagram

Con I Love Bagram e Coming Home l'attenzione passa dall'immagine della guerra alla circolazione materiale dei suoi residui: merci, equipaggiamenti e oggetti abbandonati.

Passaggi istituzionali

202022ª Biennale di Sydney

Prima mondiale di Bow Echo al Museum of Contemporary Art Australia.

2022–2358ª Carnegie International, Pittsburgh

Is it morning for you yet?, con gli aerostati fotografati prima del ritiro delle forze statunitensi e NATO.

2025Sharjah Biennial 16

to carry: l'installazione su Bagram nel vecchio mercato ortofrutticolo di Al Jubail; vince lo Sharjah Biennial Prize.

2026SculptureCenter, New York

Coming Home, 19 settembre – 28 dicembre, a cura di Sohrab Mohebbi: centinaia di oggetti raccolti attorno a Bagram Airfield.

Premi e riconoscimenti

2019Han Nefkens Foundation Mentorship Grant

Finanzia un corpo di lavori dal 2019 al 2021 e la residenza all'HISK di Gent.

2025Sharjah Biennial Prize

Uno dei tre vincitori della sedicesima edizione, con Pallavi Paul e Pratchaya Phinthong.

FONTI VERIFICATEWhitney Museum · S.M.A.K., che documenta la donazione di Bow Echo nel 2022 · Fundació Antoni Tàpies · CCS Bard · SculptureCenter, comunicato di Coming Home, 2026 · Sharjah Art Foundation · Biennale of Sydney, pagina ufficiale dei partecipanti · Carnegie Museum of Art · Künstlerhaus Bethanien e KfW Stiftung · Han Nefkens Foundation · Stevenson, comunicato della personale Dialectics, Cape Town, 2023 · Experimenter · MACBA e Tate per le schede di collezione · Frieze, sul progetto Coming Home. La formazione alla Beaconhouse National University, con borsa UNESCO Madanjeet Singh Institute, è a Lahore, in Pakistan, non in Afghanistan come talvolta indicato: le fonti documentano la borsa di studio, non un titolo conseguito. Su Bow Echo alcune fonti parlano di trombette di plastica per bambini, altre di kazoo. Un'acquisizione al Guggenheim Abu Dhabi, citata da una sola fonte, non risulta verificabile: il museo non è ancora pienamente operativo, e non è stata inclusa in questa scheda.

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