Aldo Mondino nasce il 4 ottobre 1938 a Torino. Nel 1959 si trasferisce a Parigi, dove studia incisione all'Atelier 17 di William Hayter e all'École du Louvre, e incontra Tancredi Parmeggiani, che gli apre le prime occasioni espositive. A metà degli anni 60 lavora alle "Tavole anatomiche", esposte da Gian Enzo Sperone, con cui avvia una collaborazione lunga decenni.
Dagli anni 70 abbandona la pittura tradizionale per materiali quotidiani o commestibili: zucchero, cioccolato, caffè, linoleum. Un viaggio in Marocco nel 1970 apre un ciclo orientalista di trentasei ritratti di sultani ottomani, seguito da dervisci, moschee e hammam, trattati sempre con ironia, mai con intento devoto o documentario.
Espone "Mythologies quotidiennes" al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris nel 1977. Nel 1993 una sala della Biennale di Venezia, curata da Achille Bonito Oliva, presenta i suoi dervisci, sculture di zucchero e una performance dal vivo. Muore il 10 marzo 2005 a Torino.
Nasce il 4 ottobre a Torino.
Si forma all'Atelier 17 di Hayter e all'École du Louvre; incontra Tancredi Parmeggiani.
Espone con Gian Enzo Sperone, inizio di una collaborazione lunga decenni.
Avvia il ciclo orientalista: trentasei ritratti di sultani ottomani.
Espone al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris.
Personale alla Sperone Westwater di New York.
Sala con dipinti di dervisci, sculture di zucchero e performance dal vivo.
Muore il 10 marzo a Torino.
Prima mostra curata da Enrico Crispolti.
"Mythologies quotidiennes".
"36 Sultans".
Sala con dervisci, sculture di zucchero e performance dal vivo.
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