Giacometti lavora la creta e il gesso con le dita e la lama di un coltello, senza mai levigare la superficie: ogni ritocco lascia un solco visibile. Nel dopoguerra questo processo produce un paradosso scultoreo: i corpi si assottigliano fino a diventare quasi lineari, mentre il basamento sotto di loro resta sproporzionatamente grande, come se la figura fosse vista da una grande distanza, su una piazza o un marciapiede. Non cerca una proporzione realistica ma l'equivalente plastico di uno sguardo che misura lo spazio vuoto tra sé e un corpo lontano.
Nasce nel 1901 a Borgonovo, in Val Bregaglia, primo figlio del pittore post-impressionista Giovanni Giacometti. Nel 1919 si iscrive all'École des Beaux-Arts e all'École des Arts et Métiers di Ginevra; nel 1922 si trasferisce a Parigi, dove fino al 1926 segue in modo irregolare i corsi di scultura di Antoine Bourdelle alla Académie de la Grande Chaumière. Si stabilisce nel minuscolo studio di rue Hippolyte-Maindron, che non lascerà più. Tra il 1930 e il 1935 entra nel gruppo surrealista con opere come la Boule suspendue e Femme égorgée, prima di essere espulso per essere tornato a lavorare dal vero. Passa gli anni di guerra a Ginevra, poi torna a Parigi nel 1945. Tra il 1946 e il 1947 trova la cifra delle figure filiformi, come L'Homme qui marche e La Place, esposte da Pierre Matisse a New York dal 1948. Sposa Annette Arm nel 1949. Nel 1956 realizza il gruppo delle Femmes de Venise; nel 1962 ottiene una sala personale alla Biennale di Venezia. Muore a Coira l'11 gennaio 1966.
Studia pittura all'École des Beaux-Arts e scultura e disegno all'École des Arts et Métiers di Ginevra; nel 1920 un viaggio in Italia lo mette a confronto con Giotto, Tintoretto e la Biennale di Venezia. Dal 1922 è a Parigi, dove segue in modo irregolare i corsi di Antoine Bourdelle.
Entra nel gruppo surrealista con la Boule suspendue (1930-31); seguono Femme égorgée (1932) e Le Palais à 4 heures (1932). Viene espulso dal gruppo nel febbraio 1935 per essere tornato a lavorare da un modello dal vero.
Tornato a Parigi, nel 1946-47 trova la cifra delle figure estremamente sottili su basi sproporzionate, come L'Homme qui marche e La Place. Pierre Matisse lo espone a New York dal 1948; sposa Annette Arm nel 1949; nel 1951 apre il rapporto con la Galerie Maeght.
Realizza il gruppo delle Femmes de Venise per la Biennale del 1956; nel 1962 ottiene una sala personale alla Biennale di Venezia. Continua a rilavorare ritratti e teste fino alla morte, a Coira, l'11 gennaio 1966.
Entra in collezione con Le Palais à 4 heures (Il palazzo alle 4 del mattino, 1932).
Retrospettiva, insieme a quella della Arts Council Gallery di Londra lo stesso anno.
Sala personale all'interno della mostra internazionale; riceve un importante riconoscimento per la scultura.
Retrospettiva, insieme a quelle del Museum of Modern Art di New York, del Louisiana Museum in Danimarca e dello Stedelijk Museum di Amsterdam.
Premio per la scultura.
Riconoscimento conferito dal governo francese.
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