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Alberto Burri

Alberto Burri
Città di Castello, Italia, 1915 – Nizza, 1995
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Può la materia diventare pittura senza rappresentare nulla?

La ricerca di Alberto Burri trasforma la superficie pittorica in un luogo fisico nel quale la materia viene cucita, lacerata, bruciata, fusa, deformata e lasciata crettare.

Dalla fine degli anni Quaranta introduce materiali estranei alla tradizione pittorica — catrame, pomice, sacco, legno, ferro, plastica e poi Cellotex — non come sostituti del colore, ma come elementi dotati di qualità proprie. È la materia stessa a costruire l’immagine.

Nei Sacchi cuciture, strappi e rattoppi diventano struttura compositiva; nelle Combustioni il fuoco è uno strumento operativo; nei Ferri e nelle Plastiche il calore modifica fisicamente la superficie; nei Cretti la frattura diventa ritmo; nei Cellotex la materia si riduce a rapporti essenziali di superficie, forma e colore.

Burri porta così la pittura al limite della propria definizione: l’immagine non viene rappresentata, accade attraverso il comportamento della materia.

MateriaColore, struttura, resistenza e comportamento propri
TrasformazioneBruciare, cucire, incidere, saldare, crettare
SuperficieNon il luogo su cui rappresentare: l’opera stessa
Ferita e riparazioneStrappi e cuciture: rottura e ricomposizione
TempoCombustione, deterioramento, crettatura rendono visibile il mutare
FormaSotto la violenza dei procedimenti, un controllo compositivo rigoroso

Contesto della ricerca

Quando emerge
1947 · le prime personali romane alla Galleria La Margherita
Formazione
1940 ·Università di Perugia, laurea in medicinaAutodidatta come pittore: comincia a dipingere nel campo di prigionia di Hereford, in Texas
Temi
MateriaTrasformazioneSuperficieFeritaTempoForma
Linguaggi & media
PitturaAssemblaggioCombustioneSacchiLegnoFerroPlasticaCellotexSculturaGravura
Cicli
1948–49 ·Catrami — la prima trasformazione radicale della pittura con materiali extra-pittoricianni ’50 ·Sacchi — tela di sacco, strappi, cuciture e rattoppi come composizioneanni ’50 ·Combustioni, Legni, Ferri — il fuoco e la saldatura al posto del gestoanni ’60 ·Plastiche — la plastica deformata e perforata dal fuocoanni ’70 ·Cretti — la superficie diventa una rete di frattureCellotex — un materiale industriale ligneo inciso, graffiato e dipintoGrande Cretto di Gibellina — il principio del Cretto portato alla scala del paesaggio
Contesti
InformaleMateriaAstrazioneProcessoArte italiana del dopoguerra
Art Figures
James Johnson Sweeney ·dal 1953 lo invita a esporre al Guggenheim di New York: la figura decisiva della prima affermazione internazionaleCesare Brandi ·l’esegeta principale: gli studi dal 1962 culminano nella monografia Burri del 1963Germano Celant ·cura nel 2015 al Guggenheim Alberto Burri: The Trauma of Painting, la retrospettiva che lo ricolloca nell’arte internazionale del dopoguerraVittorio Rubiu ·il catalogo generale dell’opera
Artisti correlati
Lucio Fontana ·il taglio e il buco come atto sulla superficie: la stessa uscita dalla pittura rappresentativaGiuseppe Capogrossi ·il Gruppo Origine, Roma, 1951

Cronologia della ricerca

1943–1948Riconoscimento iniziale

Abbandonata la medicina, comincia a dipingere; sul finire degli anni Quaranta entrano in superficie catrame, pomice e altri materiali estranei alla tradizione pittorica, non come sostituti del colore ma come elementi dotati di qualità proprie.

1949–1961Affermazione internazionale

Catrami e Sacchi, il Gruppo Origine nel 1951, e dal 1953 James Johnson Sweeney che lo porta dentro il sistema museale statunitense. Combustioni, Legni e Ferri.

1962–1979Legittimazione teorica

Nelle Plastiche il calore modifica fisicamente la superficie; nei Cretti la frattura diventa ritmo; nei Cellotex la materia si riduce a rapporti essenziali di superficie, forma e colore.

1980–oggiCanonizzazione

Il ciclo dei Cretti approda al Grande Cretto, mentre i Cellotex portano a compimento una pittura in cui l’immagine non viene rappresentata: accade attraverso il comportamento della materia.

Passaggi istituzionali

1960Biennale di Venezia

Mostra individuale nella sezione italiana della XXX Esposizione internazionale d’arte.

1983Ex Cantieri Navali, Giudecca, Venezia

Il ciclo ambientale Sestante.

2015Solomon R. Guggenheim Museum, New York

Alberto Burri: The Trauma of Painting, la retrospettiva più completa mai realizzata negli Stati Uniti.

2016K21 – Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf

Tappa europea della retrospettiva, con circa settanta opere.

Snodi del percorso

1943–46Hereford, Texas

Prigioniero di guerra negli Stati Uniti, abbandona la professione medica e comincia a dipingere.

1947–48Roma

Prime personali alla Galleria La Margherita.

1948–50Catrami e Sacchi

La materia diventa definitivamente protagonista.

1953Guggenheim, New York

James Johnson Sweeney lo invita a esporre: il passaggio decisivo per il riconoscimento statunitense.

1978Fondazione Palazzo Albizzini

Burri istituisce la propria fondazione e vi dona trentadue opere.

1981Palazzo Albizzini, Città di Castello

Apertura della collezione.

1990Ex Seccatoi del Tabacco

La seconda grande sede museale dedicata alla sua opera.

1995Nizza

Muore il 13 febbraio.

2015Guggenheim, New York

The Trauma of Painting, retrospettiva a cura di Germano Celant.

FONTI VERIFICATEFondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri · Solomon R. Guggenheim Museum · MoMA · Dizionario Biografico degli Italiani, per il rapporto con Cesare Brandi.

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